Il Beazley Design of the Year Award è il premio che ogni anno viene assegnato dal Design Museum di Londra ai migliori progetti internazionali. Nel 2016 il riconoscimento è andato a Better Shelter, la casetta prefabbricata ideata da Johan Karlsson e finanziata dalla Ikea Foundation, pensata per fronteggiare le crisi umanitarie come quella dei rifugiati. La piccola abitazione – pieghevole e portatile ma allo stesso tempo molto più resistente di una tenda – è realizzata in acciaio e plastica riciclabile e può ospitare fino a cinque persone. A fronte di un costo di poco superiore ai 1.000 Euro, è dotata dei comfort più essenziali – porta “blindata”, finestre, climatizzazione, un caricatore per il cellulare – e, altro pregio green, si autoalimenta grazie a un pannello solare posto sul tetto.

È forse l’esempio più significativo di quella corrente che si definisce, non a caso, Good Design e con cui si identificano quegli oggetti e quei progetti che mettono l’accento sulle ricadute sociali positive che sono in grado di generare. E il design ribadisce il suo ruolo sociale anche in questi giorni negli spazi di Ventura Lambrate. Qui il designer Bas Timmers espone il suo Sheltersuit, una giacca impermeabile che può essere in modo semplice trasformata in un sacco a pelo e fornire protezione agli homeless dal freddo e dalle intemperie. Il materiale di alta qualità – donato da aziende europee – mette in condizione le persone che non hanno un riparo di vivere e dormire all’aperto e, quando non è utilizzato, Sheltersuit si ripiega comodamente in un sacchetto. Il progetto nasce con l’obiettivo di restituire dignità e autostima alle persone più disagiate, non solo i senzatetto, ma anche i rifugiati principalmente siriani che vengono impiegati nella produzione.

Alla stessa voce possiamo ascrivere il lavoro di Luis Vegadesigner messicano anche lui questa settimana di stanza a Lambrate. La sua ricerca progettuale ruota attorno al recupero e alla valorizzazione dell’artigianato locale come nuova linfa per le piccole industrie manifatturiere del suo Paese. Un know how, legato in primis alla lavorazione della terracotta e alle tecniche dei giunti in legno, che rischia l’estinzione e che Luis convoglia in collezioni di oggetti per la tavola – ciotole, tazze, posate – che traghettano nella contemporaneità un antico saper fare.

Better Shelter
Photo credits www.bettershelter.org

Better Shelter
Photo credits www.bettershelter.org

Sheltersuit by Bas Timmers
Photo credits www.toothpicnations.co.uk

The Oaxaca Series by Luis Vega
Photo credits www.luis-vega.com

The Oaxaca Series by Luis Vega
Photo credits www.luis-vega.com

Muko by Nifemi Marcus-Bello
Photo credits www.designindaba.com

Stufa a legna AGNI-hutte
Photo credits www.designboom.com

Stufa a legna AGNI-hutte
Photo credits www.insidehook.com

Quando il design si impegna a migliorare il mondo non può che partire dai più giovani che rappresentano il futuro della nostra società. A quelli africani e nigeriani in particolare è dedicata la collezione Muko ideata dal designer Nifemi Marcus-Bello. La serie di arredi è pensata avendo in mente le esigenze dei bambini che passano molto tempo seduti in classe. La sedia, ad esempio, leggera e realizzata in legno, è stata progettata a partire dai dati antropometrici dei più piccoli per ottenere un supporto ergonomico funzionale alla giusta postura. La sedia, inoltre, è studiata per essere facilmente sollevata dai bambini stessi e trasportata anche in altri contesti come quelli del gioco e per essere facilmente stoccata quando non è in uso. A testimonianza di quanto anche un piccolo gesto progettuale possa diventare socialmente significativo ed emancipante se fatto mettendo al centro i bisogni e il miglioramento della vita quotidiana delle persone.

Chiudiamo citando un altro premio che dal 1957 viene assegnato in Giappone durante la Tokyo Design Week. Il Japan Good Design Award viene attribuito proprio a quei prodotti che si distinguono non solo per la loro bellezza e appeal estetico ma principalmente per il loro impatto sociale e la loro capacità di contribuire in modo concreto ad aumentare la qualità della vita.

Tra i prodotti premiati nel 2016 c’è AGNI-hutteuna stufa a legna particolarmente adatta ad essere utilizzata in caso di catastrofi naturali, come terremoti o tifoni, utilizzando un sistema di combustione preferibile al gas. Non fatevi fuorviare dalle sue forme di ispirazione vintage perché – progettata dal designer Isao Suiz per l’azienda Okamoto – la stufa in ghisa racchiude una sofisticata tecnologia che permette di utilizzare il calore residuo della combustione per cucinare o riscaldare piatti e bevande. Motivo per cui AGNI non sfigura in nessun ambiente living ma anzi contribuisce a rendere calda e green la casa grazie al suo aspetto perfettamente coniugato alla sua efficienza energetica.

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