Le nuove tecnologie e i nuovi stili di vita iperconnessi stanno influenzando il modo in cui ci comportiamo, ci relazioniamo, viaggiamo, abitiamo e lavoriamo, questo è un dato di fatto. Il mondo del design – inteso nel senso più ampio del termine – non può che confrontarsi con questi cambiamenti che stanno ridefinendo forme, materiali e usi degli oggetti e degli interni.

Uno dei temi cruciali che i progettisti oggi si trovano ad affrontare e che esige risposte convincenti è quello legato alla costante mobilità che caratterizza sempre più la vita di molti di noi e che ci sta a poco a poco trasformando in neo-nomadi. Proprio al Design Nomade, infatti, è dedicato l’allestimento di BASE Milano durante la Milano Design Week che ha preso le mosse da una suggestione progettuale di Stefano Mirti alla quale hanno risposto 24 tra designer italiani e internazionali. La mostra è la conferma che se gli spostamenti – di casa, di lavoro, di città – diventano frequenti e repentini, urgono arredi e soluzioni versatili, agili e portatili che permettano di allestire un’abitazione o un ufficio temporanei all’abbisogna. È così che gli oggetti di arredamento cominciano ad acquisire un’attitudine multitasking che li rende adattabili a bisogni ed esigenze mutevoli.

Come Sweet Seat, la poltrona prodotta a mano dallo studio australiano Dear Human, dal design compatto e modulare composta di due semplici elementi: cuscini ed elastici che all’occorrenza o la tengono insieme o la trasformano in un comodo letto singolo. Per offrire un confortevole giaciglio a un ospite inatteso, sfruttare al meglio lo spazio a disposizione o creare un angolo relax in ufficio, con la possibilità di personalizzare a piacimento i colori e le plurime configurazioni.

Con Tebur il designer nigeriano Nifemi Marcus-Bello  vuole venire incontro a tutti i lavoratori e le lavoratrici nomadi che hanno l’esigenza di impiantare un ufficio pop-up nel soggiorno di casa o nel coworking di turno. La sua creazione è un tavolo/scrivania foldable in legno ultra leggero che si può impacchettare e trasportare con una sola mano grazie a dei pratici “porta-gambe”. Le linee minimaliste fanno il paio con l’estrema efficienza di questo arredo che si monta e smonta senza il bisogno di strumenti ad hoc ma solo avvitando le gambe al ripiano.

Sweet Seat by Dear Human
Photo credits www.dearhuman.com

Sweet Seat by Dear Human
Photo credits www.dearhuman.com

Tebur by Nifemi Marcus-Bello
Photo credits www.dezeen.com

Tebur by Nifemi Marcus-Bello
Photo credits www.dezeen.com

Lampada Balad by Fermob
Photo credits www.fermob.com

Lampada Balad by Fermob
Photo credits www.luckysophie.com

Pod Works
Photo credits www.podworks.global

Pod Works
Photo credits www.travelandleisure.com

Bar Box
Photo credits www.housebeautiful.com

Rimanendo in tema di arredi che migrano, lo sviluppo delle ultime tecnologie LED, ha reso spostabili anche i punti luce all’interno degli ambienti sia interni che esterni. Ricaricabile grazie a un cavo USB e svincolata, quindi, da fili la lampada Balad – prodotta dall’azienda Fermob – è dotata di un manico in metallo colorato che può essere utilizzato per portarla con sé ovunque ce ne sia la necessità. Dalla camera dei bambini al giardino o terrazzo, Balad permette di creare con l’aiuto dei livelli di intensità regolabili l’atmosfera più appropriata. Appesa a un ramo o altro supporto oppure portata con disinvoltura come una borsetta, è il nuovo accessorio irrinunciabile nelle nostre case.

E in un momento in cui le urgenze lavorative possono raggiungerci ovunque non basta la casa a prendere il posto dell’ufficio. Nel Regno Unito Bar Works – un network newyorkese di spazi di coworking – ha pensato bene di trasformare alcune delle iconiche cabine telefoniche rosse ormai in disuso di Londra, Leeds e Edimburgo in micro-uffici on-the-go. A fronte di una membership mensile, si possono utilizzare questi Pod Works – come sono statti ribattezzati – e usufruire di wi-fi, scanner, stampante, stazioni di ricarica e riscaldamento anche nel bel mezzo di uno spostamento urbano.

E poiché non si vive di solo lavoro è bene che lo stesso tempo libero possa essere gestito all’insegna dell’improvvisazione. Basta munirsi di buona volontà, seguire questo tutorial olandese  e costruire questo fantastico box a misura di bicicletta. La forma triangolare ricalca perfettamente il negativo del telaio e può essere posizionato a riempirne il vuoto senza nessun intralcio alla pedalata. All’interno c’è spazio per tutto l’occorrente per la preparazione di un cocktail o per un micro pic-nic. Così la prossima volta che verrete improvvisamente colte dal desiderio di un happy hour o di uno spuntino all’aria aperta non dovrete fare altro che parcheggiare la bicicletta, aprire il coperchio – che diventa un pratico tavolino – e godervi cibo e bevande, da sole o in compagnia.

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