Nei giorni della design week Milano – si sa – diventa un affollatissimo, allegro, caotico luna park dedicato al design. Dagli spazi più istituzionali a quelli più alternativi, ogni luogo può diventare una temporanea sede espositiva con il suo debito corredo di appuntamenti (più o meno) esclusivi. In questo sovraffollamento di eventi, vernici e feste, può accadere che qualcuno senta il bisogno di occuparsi di qualcos’altro, resistendo alle sirene dell’onnipresente design. Ecco qui, dunque, una mini-guida alternativa per tutti coloro che con spirito indomito vogliono evitare i percorsi del FuoriSalone.

Forse non tutti sanno che a Cornaredo, poco fuori Milano, esiste un campo di migliaia di tulipani – per l’esattezza 250.000 – nel pieno della fioritura e pronti per essere raccolti. Si tratta di Tulipani italiani, il primo u-pick garden italiano, voluto da una giovane coppia – Edwin e Nitsuhe – che dall’Olanda è venuta nel nostro paese per portare un’iniziativa ispirata – come si legge sul loro sito – a valori come la gentilezza, la bellezza e l’allegria. L’idea è piuttosto semplice: i bulbi, di 185 varietà diverse, sono stati piantati qualche mese fa in un terreno di un ettaro; in concomitanza con la fioritura (che durerà circa un mese), il campo sarà sempre aperto al pubblico per dare modo a tutti di vedere i tulipani in tutto il loro splendore e di poterli raccogliere. Il giardino è aperto ogni giorno dalle 9.00 alle 19.30 e per entrare è sufficiente acquistare due fiori (1,50 euro l’uno). All’ingresso vi verranno consegnati secchi e cestini per la raccolta, quello che dovete fare successivamente è immergervi nella bellezza rigogliosa del campo, scegliere i tulipani e raccoglierli delicatamente con le mani (niente forbici e, attenzione, il bulbo deve essere lasciato nel terreno). Durante il fine settimana, per evitare sovraffollamenti, la visita deve essere prenotata. Edwin e Nitsuhe vogliono trasformare il giardino nel luogo più felice di tutta Milano. Come non dar loro una mano?

Tulipani italiani
Photo credits www.tulipani-italiani.it
Tulipani italiani
Photo credits www.tulipani-italiani.it
L'orto botanico di Città Studi
Photo credits www.ortobotanicoitalia.it/lombardia/milano
Carrozzeria del 900
Photo credits pagina FB di Carrozzeria del 900
Carrozzeria del 900
Photo credits pagina FB di Carrozzeria del 900
Drinc.
Photo Credits pagina Fb di Drinc.
Drinc.
Photo Credits pagina Fb di Drinc.
Drinc.
Photo Credits pagina Fb di Drinc.
Trattoria Masuelli S. Marco
Photo credits www.masuellitrattoria.com
Trattoria Masuelli S. Marco
Photo credits www.masuellitrattoria.com

Rimaniamo in un’atmosfera bucolica ma sorprendentemente ci spostiamo nel cuore di Milano, in una delle zone simbolo del FuoriSalone: Lambrate. Qui ha recentemente aperto al pubblico l’Orto Botanico di Città Studi, un piccolo gioiello voluto nel 2001, per scopi scientifici e didattici, dall’Università degli Studi e progettato su un terreno abbandonato dato in concessione dal Comune di Milano. L’orto ospita attività di ricerca e didattiche per le università e per le scuole e occupa una superficie di 25.000 metri quadrati dove sono stati ricostruiti alcuni ambienti tipici della Lombardia, con moltissime specie vegetali particolari – piante carnivore, succulente, acquatiche, bromeliacee -, che si trovano all’aperto oppure in serra. L’apertura al pubblico (dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 17) si collega alla volontà di creare uno spazio che, senza tradire la sua vocazione scientifica, possa essere fruito anche da coloro che sono alla ricerca di relax, verde e natura in città.

Da Lambrate a Via Padova per raccontarvi di un altro luogo fuori dai percorsi ordinari, nascosto in un tipico cortile milanese. Atelier post-industriale e bohémien al tempo stesso, Carrozzeria del 900 nasce da un’idea di Mauro Bracciali – restauratore e consulente d’arredo – che qualche anno fa ha rilevato gli spazi di una vecchia carrozzeria per trasformarli in una bottega artigianale dal twist contemporaneo in cui restaurare e vendere mobili e oggetti di modernariato. Qui trova spazio tutto quello che Mauro scova nel suo girovagare per l’Italia e per l’Europa, guidato da un’unica ispirazione: cercare mobili e accessori con un’anima. E il valore aggiunto dell’atelier è proprio l’approccio di questo instancabile cercatore di storie sotto forma di oggetti, che con passione ed empatia riesce sempre a trovare la cosa giusta per la persona giusta. La Carrozzeria del 900 è visitabile su appuntamento.

Siete appassionati del bere miscelato ma guardate con un certo sospetto la folla di designer, creativi e umanità varia che, bicchieroni alla mano, si accalca al Bar Basso in questi giorni?

Bene, la soluzione potrebbe essere a pochi metri di distanza dal tempio dello Sbagliato. In via Plinio, infatti, da un annetto circa potete trovare Drinc., sicuramente uno dei migliori cocktail bar della città, nato dalla competenza e dal garbo di Luca Marcellin, già bar manager al Four Season di Milano. Il claim recita “Cocktail & Conversation” e non potrebbe essere più azzeccato perché questo locale dalle dimensioni raccolte, elegante e informale al tempo stesso, è perfetto per una chiacchierata fra amici condita da buon bere, da piacevole musica diffusa e dalla gentilezza di Luca e dei suoi ragazzi. Diciannove i drink della casa, i nostri preferiti, fra quelli assaggiati finora sono ll professore d’inglese – una splendida interpretazione del Negroni con gin n°1, vermouth del Professore rosso, Rose’s triple sec, bitter mandarino/arancio ed essenza di bergamotto – e Il lato oscuro del Moscow Mule con Ice Most Torsolini, lime, sciroppo di ditakh e top di ginger beer, decorato con foglia di bambù e foglie di menta. Un discorso a parte merita Nothing like the first sip, una vera e propria ode al Martini con Gin Plymouth, vermuth al cardamomo e bitter con lavanda e limone. Il tutto viene miscelato con il contagocce, shakerato e messo in un misurino con tappo in glacette per tenerlo fresco e poi versarlo in cinque coppe Martini da bere in successione con twist di limone, arancia, mandarino, olive e cipollina. Un’esperienza davvero indimenticabile.

Se farsi strada al Bar Basso nelle serate della design week vi può sembrare arduo, è solo perché non avete mai provato a fare la fila ai vari foodtruck, apecar e simili che inondano le varie zone deputate al FuoriSalone. La nostra posizione in materia è piuttosto radicale, mentre gli altri sgomitano per mangiare un mini-burger di quinoa, bacche di goji e cavolo kale, noi corriamo leste da Masuelli a mangiare uno dei suoi solidi e impeccabili piatti della tradizione. Che si tratti della pasta e fagioli “con il cucchiaio in piedi”, del risotto allo zafferano, della guancia di fassona stracotta o di qualunque altra proposta del menu, è impossibile rimanere delusi da una cena in questa trattoria, rimasta immutata nella filosofia e nella gestione a conduzione familiare dal 1921. Le boiserie alle pareti, i mobili anni Trenta, le sedie Thonet e i piatti del buon ricordo fanno il resto.

 

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