Nuove aperture e negozi storici, che godono di ottima salute, tratteggiano per le librerie un futuro meno apocalittico di quello che ci si potrebbe aspettare. Iniziamo il nostro viaggio dal quartiere di Neukölln di Berlino per andare alla scoperta di Topics Books, libreria indipendente minimal nelle scelte estetiche e innovativa nel criterio di catalogazione ed esposizione dei suoi libri. Topics, infatti, ha scelto di abbandonare i normali criteri – l’ordine alfabetico, il genere, l’area geografica – in favore degli argomenti trattati (i topics appunto), quindi niente scaffali ma capienti cubi nei quali vengono disposti i libri che condividono uno stesso tema, senza distinzioni fra letteratura alta e bassa e senza differenziazioni di epoca e cultura. Si spazia così dai Libri scritti in prigione ai Ritratti di famiglia, dalle Storie di orfani alle Teorie cospirazioniste, dal Piacere della vendetta alle Gangster stories. In questo modo il più classico dei romanzi ottocenteschi può condividere il suo TopiCube con un libro per bambini, una biografia storica o un fumetto. Non solo, la natura stessa di questa impostazione fa sì che i topics continuino a cambiare e a ridefinirsi e che uno stesso libro, nel corso del tempo, possa essere spostato da un cubo all’altro o trovarsi in più cubi contemporaneamente. Il risultato è uno shop che cambia continuamente ordine e carattere, regalando ai lettori ogni volta nuovi percorsi attraverso le storie narrate.

Da Berlino ci spostiamo ad Amsterdam per perderci – letteralmente – all’interno dell’American Book Center, la più grande libreria indipendente olandese (con una seconda sede a L’Aja) interamente dedicata a libri e magazine in lingua inglese. Romanzi, saggi, riviste, pubblicazioni di nicchia, libri d’arte e fotografia, graphic design e urban culture: qui si trova il meglio dell’editoria inglese e statunitense e quello che non c’è sugli scaffali può essere acquistato sul sito di ABC (7 milioni di titoli) oppure può essere velocemente “recuperato” grazie all’Espresso Book Machine, un servizio presente nel negozio grazie al quale stampare, rilegare e tagliare tascabili di qualità con tanto di copertina a colori. Ma a rendere così speciale questo posto non è solo la qualità del suo assortimento ma anche la sua bellezza: tre piani in un bel palazzo del 1800 dalle grandi e luminose vetrate, dove le rampe delle scale e il muro interno sono interamente ricoperti di libri dal pavimento fino al soffitto.

Berlino, Topics Books
Photo credits www.topics-berlin.com

Amsterdam, American Book Center
Photo credits www.abc.nl

Londra, Libreria
Photo credits www.coolhunting.com

Londra, Libreria
Photo credits www.fmcm.co.uk

Los Angeles, The Last Book Shop
Photo credits www.bonvoyagelauren.com

Los Angeles, The Last Book Shop
Photo credits www.bonvoyagelauren.com

Tokyo, Morioka Shoten
Photo credits www.metrouk.com

Tokyo, Morioka Shoten
Photo credits www.spoon-tamago.com

La terza tappa del nostro viaggio è Londra, dove facciamo visita a una recente apertura, voluta come una dichiarazione d’amore ai libri e all’atto della lettura. Gli spazi di Libreria – al 65 di Hanbury Street – si ispirano a La biblioteca di Babele di Jorge Luis Borges, che narra di una biblioteca composta da un numero infinito di gallerie esagonali contenenti tutti i libri mai scritti e tutti quelli ancora da scrivere. Gli architetti José Selgas e Lucía Cano hanno cercato di restituire il senso di uno spazio infinitamente dilatato attraverso il ricorso a forme irregolari e a specchi sul soffitto che illusionisticamente ampliano la prospettiva e rendono il perimetro del negozio incerto, quasi liquido. Nel loro alternare superfici di legno concave e convesse, gli scaffali alle pareti incapsulano delle confortevoli nicchie pensate per la lettura e contribuiscono a creare – grazie anche alla scelta cromatica tutta virata sui toni caldi del giallo e del miele – un’atmosfera avvolgente e impalpabile. I tavoli disseminati per il negozio sono ricavati, come gli scaffali, da legno riciclato e lavorato dagli artisti della Slade School of Fine Art e si alternano a sedie, poltroncine e lampade da lettura. Tutto lo spazio è pensato come una celebrazione della scoperta di un libro e della sua lettura, con una particolare attenzione alla materia e alla fisicità dell’esperienza nel suo complesso.

Cambiamo decisamente orizzonte e puntiamo dritto verso Los Angeles, dove troviamo l’iconica The Last Bookstore. Definita da William Gibson “mad in the best possible way”, questa libreria occupa i sontuosi spazi di una vecchia banca: un atrio enorme, imponenti colonne di marmo, soffitti altissimi sono la scenografia per gli oltre 250.000 libri usati e nuovi disseminati fra librerie, scaffali, tavoli d’appoggio e angoli destinati alla lettura. Il pezzo forte sono le edizioni vintage, introvabili altrove, e non mancano vinili e piccole collezioni d’arte. E se Gibson l’ha definita matta ci sarà pur un motivo, basti pensare al Labirinto, la più bizzarra sezione dedicata a science fiction, fantasy, mystery, crime, thriller e horror che vi potrà mai capitare di trovare.

Passiamo dalla sovrabbondanza un po’ chiassosa di The Last Bookshop al minimalismo quasi ascetico di Morioka Shoten, una libreria minuscola di Tokyo che vende un solo libro alla volta. Ogni settimana il proprietario – Yoshiyuki Morioka – sceglie, nel panorama internazionale, un titolo e ne mette in vendita un certo numero di copie. Al termine della settimana si cambia libro e si ricomincia. Di volta in volta, Yoshiyuki Morioka allestisce una piccola mostra di stampe, disegni oppure oggetti d’arte in qualche modo collegati all’argomento del libro in vendita. Un antidoto all’overload in cui siamo tutti, più o meno, immersi e un’occasione per riflettere sull’importanza dell’atto della scelta.

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