Su e giù per l’Europa alla ricerca di negozi e locali che hanno fatto delle dimensioni mignon il segreto del loro successo. Luoghi che attuano strategie lillipuziane e trasformano gli apparenti limiti in punti di forza, puntando tutto sull’intimità e la cosiness, sulla cura dei dettagli e sull’iperselezione dell’offerta, frutto di scelte accurate improntate alla qualità e alla ricerca.

Copenhagen, Central Café. Con i suoi dodici metri quadrati è sicuramente la caffetteria più piccola di Copenhagen e molto probabilmente una delle più piccole al mondo. Minuscolo ma attrezzato di tutto punto e arredato con un gusto squisitamente retrò, il Central Cafè è uno degli angoli più amati del vivacissimo quartiere di Vesterbro, per via dell’atmosfera intima ma anche per via dell’offerta: il caffè è quello di Risteriet, uno dei porta bandiera locali della Third Wave Coffee, il gelato è artigianale, l’assortimento dei dolci, coerentemente con lo spirito vintage del luogo, spazia dal milkshake alla banana split, per arrivare fino ai dolcetti un po’ kitsch degli anni Ottanta come le Hubba Bubba e le rotelle di liquirizia. Non mancano biscotti burrosi e croissant fragranti. I tavolini all’aperto, circondati da profumati rampicanti, fanno il resto. Al piano superiore, infine, l’unica stanza dell’Hotel Central – il più piccolo del mondo – di cui vi abbiamo già parlato qui.

Berlino, Simon & Me. Questo concept store – dagli spazi raccolti e dal design ultra minimal – è incastonato nel quartierino di Bergmannkiez e nasce dal talento creativo di Simon Freund che, qualche anno fa, stanco di lavorare nell’industria del fast fashion, decide di abbandonare il suo marchio di magliette “usa e getta” per concentrarsi sul recupero della progettazione e dell’artigianalità. Nasce così il marchio Simon & Me, che produce chicchissime borse di pelle, pettini, bussole, gioielli in rame dalle linee pulite, maglie di lana e tanti altri complementi di arredo e di abbigliamento, caratterizzati dall’eleganza del design, dalla sobrietà delle forme e dall’alta qualità manifatturiera. Rigorosamente made in Germany, ogni oggetto a marchio Simon & Me è fatto a mano, secondo processi produttivi che rispettano la sostenibilità ambientale ed energetica. Il passo successivo per il giovane creativo è stato aprire un piccolo negozio che rispecchiasse la sua filosofia, dove trovare, accanto alle sue creazioni, anche un’attenta selezione di altri marchi che, come il suo, puntano tutto sull’artigianalità e sulla qualità di oggetti pensati e creati per durare nel tempo. E così, qui è possibile trovare candele profumate accanto a berretti di morbida lana, magliette per veri hipster insieme a una micro selezione di distillati d’autore come Our/Berlin (Vodka) e Monkey 47 (Gin), cinture di pelle e tazze di ceramica. Il negozio apre solo il sabato oppure su appuntamento perché Simon, per potersi permettere i costi della sua impresa artigiana, durante la settimana lavora come commesso in un negozio del Mitte.

Copenhagen, Central Cafè
Photo Credits www.visitcopenhagen.com

Copenhagen, Central Cafè
Photo Credits www.trendtablet.com

Berlino, Simon & Me
Photo credits www.sportswear-international.com

Berlino, Simon & Me
Photo credits www.sportswear-international.com

Parigi, Rarissime
Photo credits www.saraelman.com

Parigi, Rarissime
Photo credits www.saraelman.com

Parigi, Papier Tigre
Photo credits www.encore-magazine.fr

Lisbona, Livraria do Simão
Photo credits www.observador.pt

Lisbona, Livraria do Simão
Photo credits www.cm-lisboa.pt

Milano, AncheForno
Photo credits AncheForno

Parigi, Rarissime. L’insegna recita con una punta di orgoglio “Maison fondee en 1638”, questo significa che Rarissime è uno dei negozi più antichi della città di Parigi, con una storia affascinante alle spalle e un presente altrettanto suggestivo da raccontare. Questa piccola boutique è di fatto incapsulata nel fianco della Chiesa di San Rocco e originariamente gli ecclesiastici la usavano per vendere santini, rosari, piccoli oggetti votivi e souvenir, dal momento che era proibito, all’epoca, commerciare all’interno degli edifici sacri. Nel corso dei secoli il negozio è stato poi adibito agli usi più diversi; nel Novecento era una barberia, uscita piuttosto malconcia dalla Seconda Guerra Mondiale e rimasta abbandonata fino a quando, circa vent’anni fa, Roger – ex carpentiere con la passione per l’antiquariato – non ha siglato un accordo con la città di Parigi per affittare il locale, restaurarlo e trasformarlo in un negozietto dedicato a oggetti piccoli e grandi provenienti da un passato, più o meno, lontano. La boutique è piccolissima e stracolma di mobili, oggettistica, quadri, bijoux, scatole di latta e di legno, lampade, vasi, affastellati in un ordine casuale che stratifica, in modo affascinante e pieno di calore, storie ed epoche diverse. Bellissimo il restauro condotto da Roger, attualmente un arzillo ottantenne ancora innamorato perdutamente del suo lavoro, che oltre a recuperare l’esistente ha inserito al centro del minuscolo spazio una scala a chiocciola in marmo, costruita e lavorata personalmente da lui. La scala è una sorta di scenografia usata per disporre gli oggetti. E se tutto ciò non vi sembrasse abbastanza, sappiate che in questo luogo fuori dal tempo si può entrare anche per acquistare uova fresche, che provengono dalle galline della piccola casa di campagna dove Roger si rifugia ogni fine settimana.

Parigi, Papier Tigre. Rimaniamo a Parigi e ci spostiamo nel Marais per visitare il primo punto vendita di Papier Tigre, il collettivo di creativi fondato nel 2012 dedito alla produzione di un’ironica e raffinata serie di oggetti per la nostra scrivania (di casa e dell’ufficio): quaderni, agende, raccoglitori, buste, calendari e così via, caratterizzati da uno stile grafico e da uno spirito giocoso. Gli spazi ridotti di Rue de Filles du Calvaire rispecchiano in pieno questa attitudine, eleganti ma pieni colore, improntati al grafismo ma allegri e luminosi. Insomma il paradiso degli addicted della cartoleria di alta qualità.

Lisbona, Livraria do Simão. La libreria più piccola del mondo che, quasi magicamente, riesce a contenere in soli quattro metri quadrati 4.000 fra libri usati, rarità, stampe, manoscritti, fumetti e anche alcuni vinili, con prezzi che vanno da pochi euro fino a cifre più consistenti per i volumi più rari e preziosi. Lo spazio è così ridotto che ogni volta che un cliente entra nel negozio, il proprietario Simão Carneiro è costretto a uscire per dargli modo di frugare fra gli scaffali. La Livraria do Simão è aperta dal 2008 e propone non soltanto libri in Portoghese ma anche numerosi titoli in diverse lingue straniere; per quanto minuscola, è impossibile non trovarla: quando si arriva alla escadinhas de São Cristóvão e si intravedono in lontananza pile di libri, si capisce subito di essere arrivati nel posto giusto.

Milano, AncheFornoL’ultimo nato in casa Anche, la multiforme creatura di Matteo Stefani che a giugno 2015 ha affiancato a AncheBar e AncheRistorante un minuscolo forno, dagli spazi così ridotti da poter essere a buon diritto considerato il panificio più piccolo del mondo. La cosa bella di AncheForno è che, nei suoi ventuno metri quadrati, riesce ad essere un posto curato in ogni dettaglio, con le vetrofanie dalla grafica hipster, la bella insegna luminosa, il laboratorio a vista e un’offerta circoscritta ma di qualità. Le tipologie di pane – lavorato alla maniera classica – sono tre: una pagnottina morbida accanto alla pagnotta tradizionale e alla baguette di grano duro. Sul fronte dei dolci qui si possono trovare ottime brioche e i bignè. Non mancano la focaccia (liscia e al pomodoro) e la pizza (al trancio e tonda in teglia). Il panificio sforna tre volte al giorno ed è aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 4.00 circa del mattino successivo. Perciò il nostro suggerimento per i milanesi è: andate a cena da Anche – la cotoletta sbagliata non vi deluderà – e, prima di andare a casa, fermatevi a fare incetta di brioche e pane e “freschi” di forno per il giorno dopo. Non ve ne pentirete.

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