Partiamo dal presupposto che di Madrid conosciate già i fondamentali: il centro storico, le grandi raccolte museali, le imponenti piazze, i parchi. Quello che vi suggeriamo qui, dunque, è un itinerario alternativo, una giornata dedicata al volto più contemporaneo e avanguardistico della città fra negozi di ricerca e locali sperimentali, riqualificazioni urbane e vocazione al design.

Con un occhio al salvadanaio e l’altro a quel po’ di sana autoindulgenza che rende una vacanza veramente tale, per la nostra sosta madrilena scegliamo U Hostels, ostello di design che coniuga prezzi contenuti con i servizi e la qualità di un hotel di lusso. Situato in una zona centrale e ben servita dai mezzi di trasposto (vicino a piazza Alonso Martinez), U Hostels è stato ricavato dalla ristrutturazione di un palazzo dell’Ottocento e propone diverse tipologie di stanze: dalle eleganti suite per due – ognuna declinata seguendo un tema – a quelle di grandi dimensioni – più minimal ma molto funzionali, pensate per intere famiglie -, dalle stanze condivise per sole donne fino a quelle miste per sei, otto oppure dodici persone. L’ostello, inoltre, è dotato di una vera e propria sala cinema, di spazi comuni accoglienti e confortevoli e di un bel terrazzo con vista sulla città, dove prendere il sole durante la bella stagione.

Rimanendo nelle vicinanze del nostro ostello, facciamo tappa da Do, un luminoso concept store alle spalle di piazza Alonso Martinez che, nei suoi 200 metri quadri, mescola con un gusto pulito ed essenziale moda, arte e design. Do, infatti, è spazio espositivo per mostre di fotografia e arte contemporanea ma anche negozio di abiti e accessori di piccoli marchi artigianali e di ricerca. Qui si trovano raffinati pezzi di design e si può fare incetta di magazine e fanzine di nicchia oppure di cartoleria introvabile altrove. Si può entrare da Do per dare fondo a tutti i propri risparmi, ma anche semplicemente per immergersi in un’atmosfera ricercata, ricca di suggestioni e di contaminazioni di mondi creativi differenti.

Madrid, U Hostels
Photo credits www.thegaptravelguide.com

Madrid, U Hostels
Photo credits www.thegaptravelguide.com
Madrid, U Hostels
Photo credits www.thegaptravelguide.com

Madrid, Do
Photo credits www.dodesign.es

Madrid, Do
Photo credits www.ladyofthelowlands.nl

Madrid, Do
Photo credits www.ladyofthelowlands.nl

Madrid, Magasand
Photo credits Michaela de la Maza

Madrid, Magasand
Photo credits www.good2b.es

Madrid, Magasand
Photo credits www.coufmemag.com

Madrid, Kikekeller
Photo credits www.esmadrid.com

Madrid, Kikekeller
Photo credits www.esmadrid.com

Madrid, Farmacia De Los Austrias
Photo credits www.ondiseno.com

Madrid, El Columpio
Photo credits www.elcolumpiomadrid.com

Madrid, El Columpio
Photo credits www.elcolumpiomadrid.com

Madrid, Macera Taller Bar
Photo credits www.maceradrinks.com

Madrid, Macera Taller Bar
Photo credits www.maceradrinks.com

Ormai ci frequentate da un po’ di tempo, quante possibilità ci sono, secondo voi, che resistiamo a una tagline che recita “Incredible sandwiches, impossible magazines”? Zero? Spinte dalla curiosità e dal calo di zuccheri, quindi, puntiamo decise verso Calle Columela per testare sul campo Magasand, fast food gourmet di ultima generazione – un po’ hipster, un po’ nordics – che propone un ricco assortimento di panini per tutti i gusti: bagel, focacce stirate, pane integrale e ai cereali, farciti con ingredienti diversi e salse home made. Lussuriosi il Manhattan – con pastrami, formaggio di capra, cipolla caramellata, lattuga e salsa di rafano – e El Currito, con pollo al curry, fettine di avocado, emmenthal e chutney di mango. Per le più salutiste il menu prevede anche insalate e centrifughe. Noi, che salutiste non siamo, addentiamo i nostri sandwich e sfogliamo contemporaneamente magazine come Kinfolk, Cereal e The Gourmand, convincendoci che un mondo migliore esiste, almeno nelle riviste avant-garde. Nota di merito: il caffè è uno dei migliori della città.

Da Calle Columela si possono velocemente raggiungere mete tradizionali e sicuramente imperdibili come il Museo ThyssenBornemisza oppure il Museo del Prado, ma si può anche proseguire sulla strada del design e fare rotta verso il quartiere creativo di triBall – l’insieme di strade compreso nel Triángulo de Ballesta al centro negli ultimi anni di un lungo e fruttuoso lavoro di riqualificazione – per varcare la soglia di Kikekeller, spazio multifunzionale di rara suggestione nato dall’estro dei due interior designer Kike e Celia. Mobili di recupero, ceramiche per la tavola, oggetti dal sapore post industriale, piante, installazioni di arte contemporanea e pezzi di antiquariato si succedono senza soluzione di continuità in uno spazio ibrido pensato come un cabinet de curiosité contemporaneo, che è anche cocktail bar e set per mostre e vernici.

Siamo in vacanza e in forma smagliante ma la Farmacia De Los Austrias è così bella che ci viene la tentazione di visitarla, anche se non abbiamo bisogno di medicine. Ci dirigiamo, perciò, nel cuore del centro storico per esplorare questo negozio dalle atmosfere retro-futuriste che ripensa l’esperienza d’acquisto della farmacia. Attraverso l’uso del colore, infatti, lo studio di interior design Stone Designs ha lavorato per creare un’alternativa coinvolgente e facilitante alla solitamente sterile e indistinta atmosfera delle farmacie. I prodotti sono raggruppati cromaticamente e disposti su leggere strutture metalliche del colore corrispondente. Il layout muta gradualmente dalle sfumature di rosa all’arancio, dal giallo brillante fino al blu del bancone principale, a mano a mano che il visitatore si sposta tra le differenti sezioni. L’utilizzo del colore, da una parte crea un’atmosfera calda e raffinata, dall’altra rappresenta un codice internazionalmente riconosciuto che guida le persone nella navigazione del negozio.

Verso sera facciamo ritorno al nostro quartiere e per cena scegliamo El Columpio, bistrot dall’aria informale e vivace diviso in tre zone differenti, tutte arredate nel segno del recupero: si passa dall’atmosfera rustica e raccolta della zona bar a quella retrò della sala vera e propria con sedie vintage rigorosamente spaiate, vecchi lampadari di vetro, specchiere e vetrinette old style, in un alternarsi di grandi tavoli comuni e altri più ridotti per coppie o piccoli gruppi. Divanetti e poltroncine che invitano al relax più assoluto caratterizzano la terza area, pensata per il dopocena o per una pausa in tutta tranquillità nel corso della giornata. La cucina è di impronta mediterranea e propone piatti come ravioli di gamberi freschi, maiale caramellato con pere al vino, merluzzo in salsa shitake e il polpo brasato con salsa romesco e pancetta.

Chiudiamo la nostra giornata al Macera Taller Bar, luogo di culto per chi ama i distillati artigianali. Il locale, infatti, declina con grande classe l’ultima tendenza in fatto di cocktail bar, ovvero l’autoproduzione di distillati. Qui potete trovare un ricco assortimento, 100% home made, di liquori tipici come El Pacharán o El Orujo de Hierbas, ottenuti secondo il metodo tradizionale della macerazione, attualizzato e reinterpretato. Un po’ alchimisti, un po’ artigiani, i baristi di Macera propongono anche cocktail e ottimi caffè filtrati.

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