Diciamocelo, da quando ci sono Airbnb e le piattaforme di home sharing viaggiare non è più la stessa cosa. Poter soggiornare in una “vera” casa ogni volta che partiamo alla scoperta di una nuova destinazione non è solo un espediente per risparmiare ma significa anche avere la possibilità di immergersi nella vita e nelle abitudini di una città calandosi nei panni di chi la vive tutti i giorni. Un’esperienza impagabile che sta ridefinendo i contorni e il significato stessi del concetto di viaggio che per certi versi assume le caratteristiche di un’osservazione antropologica ravvicinata. Un’ulteriore esternalità positiva che il paradigma della sharing economy sta generando è che “costringe” le imprese “tradizionali” – gli alberghi in questo caso – a ripensarsi e evolvere per rimanere al passo coi tempi e con le mutate aspettative di noi tutte. Nascono, quindi, un po’ in tutto il mondo nuovi concept di hotel, mentre quelli già esistenti cominciano a offrire servizi innovativi per far sentire gli ospiti bene “come a casa”, in pratica cercando di rendere l’accoglienza meno impersonale e standardizzata.

Soggiornare al Gorki Apartments, per esempio, nel cuore del Mitte berlinese, significa fare un’esperienza esclusiva e informale al tempo stesso. L’albergo – nato dalla ristrutturazione di un edificio dell’800 – è, infatti, pensato per essere percepito e utilizzato come una “seconda casa”. Tanto per cominciare la trasformazione ha conservato le caratteristiche tipologiche del condominio preesistente: nell’atrio non compaiono insegna né decorazioni, la reception è concepita come una moderna portineria, le stanze sono ricavate dagli appartamenti originari e sulla porta non c’è un numero, ma una targhetta con un nome di persona. Ogni camera è, quindi, una piccola abitazione temporanea splendidamente progettata e allestita dagli architetti Sandra Paquet e Kim Wang con pezzi di design e arredi di recupero provenienti dai numerosi mercatini della città. E, in linea con questa filosofia, il prezzo diminuisce quanto più si prolunga il soggiorno. Perché qui potete prenotare una sola notte o un intero anno…

Gorki Apartments, Berlino
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Gorki Apartments, Berlino
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Gorki Apartments, Berlino
Photo credits www.wallpaper.com

Gorki Apartments, Berlino
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Scandic to go
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Grand Hyatt, Melbourne
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Netflix in hotel, USA
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The Vinyl Collection dell’hotel W London, Londra
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Il Mini Fashion Bar del Banks Boutique Hotel, Anversa
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La catena di hotel svedese Scandic si è spinta molto più in là, e adesso offre a chi vuole la possibilità di installare un albergo là dove un albergo non c’è. Scandic To Go  è il rivoluzionario servizio di hotel on-demand grazie al quale una camera d’albergo si materializza sotto forma di container recuperato proprio lì dove c’è quella vista unica della città o nel bel mezzo del nulla. Diciotto metri quadri che comprendono letto matrimoniale, bagno, veranda e anche il servizio di prima colazione. La stanza-container arriva in qualsiasi location – raggiungibile via terra o via mare – si desideri.

E nel suo piccolo anche quella del Grand Hyatt di Melbourne è un’idea rivoluzionaria. Qui basta compilare un form per lasciare gli oggetti personali che volete in albergo in vista del vostro prossimo soggiorno. L’iniziativa “Leave it at Hyatt” è pensata per alleggerire gli spostamenti e il bagaglio dei clienti abituali evitandovi di trasportare abiti, accessori, articoli da toletta, ecc., che verranno stoccati dall’hotel, conservati in tutta sicurezza e nelle giuste condizioni ambientali e, all’occorrenza, lavati e/o stirati prima di essere rimessi a disposizione, al ritorno del legittimo proprietario, nella sua camera. Un “piccolo” accorgimento che fa diventare l’albergo come un’appendice della vostra abitazione e, tornarci, sarà un po’ come tornare a casa.

E anche se there’s no place like home, d’ora in avanti qualche nuova abitudine può viaggiare insieme a noi. Diciamo a voi, Netflix addicted. Già circa 300 hotel degli Stati Uniti – tra cui le catene Hilton e Marriott – offrono la possibilità di accedere, attraverso il televisore della camera, all’account personale di Netflix, YouTube e altri siti simili diffusi in USA, senza necessità di avere con voi computer o tablet e senza nessun costo aggiuntivo: la vostra playlist di programmi e video preferiti abbinata alla comodità di un grande schermo.

Giusto in tema di servizi personalizzati, se in visita nella capitale inglese scegliete il centrale hotel W London sappiate che, insieme a un club sandwich, potrete richiedere in camera anche i vostri vinili preferiti, in particolare se siete appassionate di Britpop. Il servizio comprende ovviamente anche un giradischi Crosley e una gamma completa di accessori dedicati, come le cuffie, ed è completamente gratuito. La selezione è stata effettuata da famosi Dj e include gli album di “storiche” band come i Blur o gli Oasis ma anche quelli di gruppi più recenti e di nicchia come gli Arctic Monkeys o i The Libertines.

Per finire, ma la lista potrebbe continuare, il Banks Boutique Hotel di Anversa ha dato una risposta geniale a quello che molte di noi – donne – hanno pensato almeno una volta nella vita: c’è davvero qualcuno che consuma le bevande del minibar? Perché, quindi, non sostituirle con…dei vestiti? Sì, avete capito bene, nelle stanze dell’hotel il minibar è stato rimpiazzato da un Mini Fashion Bar con un’apposita micro-collezione – in vendita – di abiti e accessori del marchio Pimkie, stagionale e studiata in base alle condizioni climatiche del momento. Così potete provare i capi in tutta tranquillità, richiedere la vostra taglia alla concierge e, in caso di acquisto, pagare al check-out.

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