Abbiamo aperto il nostro indirizzario per raccontarvi alcuni dei posti che più ci piacciono a Dublino in questo momento in un percorso fatto su misura per un fine settimana in pieno irish style.

Cosa vedere

Science Gallery. Inaugurata nel 2008, è diventata velocemente uno degli spazi espositivi più amati della città per via dell’approccio stimolante e spesso irriverente con cui i suoi curatori mescolano arte e scienza. Ospitata negli spazi del Naughton Institute del Trinity College, la galleria propone ogni anno un calendario ricchissimo di incontri, eventi e mostre, affrontando temi come il ruolo centrale del fallimento nel processo creativo, gli effetti del trauma sulla psiche (individuale e collettiva), oppure gli sviluppi futuri dell’agricoltura fra tradizione e innovazione tecnologica. Da non perdere la mostra che chiuderà il 2016, realizzata in collaborazione con il MoMA, Design and Violence (7 ottobre 2016 – 15 gennaio 2017) che indagherà come la violenza si manifesta nella società contemporanea. L’anno prossimo, inoltre, verrà inaugurata la sede londinese della Science Gallery, seguiranno poi Melbourne e Bangalore.

The Library Project. Nella parte più turistica della città – Temple Bar – un bellissimo luogo dedicato alla fotografia e alla cultura visiva, pensato come uno spazio ibrido: un po’ libreria, un po’ negozio, un po’ biblioteca aperta al pubblico per la consultazione. Pur essendo nata solo nel 2011, la Library Project raccoglie già più di mille pubblicazioni – fra cataloghi, monografie, magazine e riviste autoprodotte – pubblicate tanto da grandi editori quanto da piccole – a volte minuscole – realtà indipendenti. Libreria e negozio si trovano al secondo piano e propongono un’interessante selezione di libri di arte e fotografia, stampe e cartoleria.

I ponti. Veri e propri landmark cittadini, sono ventiquattro i ponti che attraversano la città, dall’ottocentesco Ha’penny Bridge fino all’ultramoderno Samuel Beckett Bridge, progettato nel 2009 da Santiago Calavatra e foriero di non poche polemiche. Do you remember il Ponte della Costituzione a Venezia? Sì, era sempre Calatrava.

Dublino, Science Gallery
Photo credits www.dublinpubs.com
Dublino, Library Project
Photo credits www.totallydublin.ie

Dublino, Library Project
Photo credits http://library.photoireland.org/

Dublino, Ha’penny Bridge
Photo credits www.bridgesofdublin.ie

Dublino, Samuele Beckett Bridge
Photo credits www.bridgesofdublin.ie

Dublino, Industry & Co.
Photo credits Industry & Co.

Dublino, Industry & Co.
Photo credits Industry & Co

Dublino, Irish Design Shop
Photo credits www.ireland.com

Dublino, Irish Design Shop
Photo credits www.wemakeapair.com

Dublino, The Fumbally
Photo credits www.stylein.com

Dublino, The Fumbally
Photo credits www.stylein.com

Dublino, The Chelsea Drugstore
Photo credits www.chelseadrugstore.ie

Dublino, The Chelsea Drugstore
Photo credits www.chelseadrugstore.ie

Dublino, The Dean
Photo credits www.travelstylefood.com

Dublino, The Dean
Photo credits www.travelstylefood.com
Dublino, The Dean
Photo credits www.travelstylefood.com

Lo shopping

Industry&Co. Un concept store indipendente dall’estetica post-industriale che propone una selezione accurata di arredi e oggetti per la casa, tessili, libri, magazine, prodotti di bellezza, cartoleria e amenità varie in una mescolanza molto fascinosa di vecchio, nuovo e riciclato. Gusto impeccabile, ricerca continua di brand di nicchia e attitudine hipster sono i segreti del successo del negozio, che al suo interno ha anche un piccolo caffè-deli dove poter sostare fra un acquisto e l’altro.

Irish Design ShopUn altro concept store ma qui l’accento è posto non solo sul design ma anche sulla provenienza; mobili, accessori, gioielli, cartoleria, tutto quello che si trova da Irish Design Shop è, infatti, rigorosamente made in Ireland. Pensato nel 2008 da Clare Grennan e Laura Caffrey come un luogo in cui dare spazio tanto alle tecniche tradizionali quanto alle innovazioni tecnologiche che stanno cambiando il modo di progettare e produrre, il negozio ha avuto il merito di essere il primo a porre l’attenzione sia sugli oggetti sia su chi li produce, tanto da diventare negli anni un punto di riferimento per i makers e gli artigiani locali. Attualmente Irish Design Shop occupa un intero palazzo di quattro piani, dove, accanto al negozio vero e proprio, si trovano anche sei gioiellerie artigianali.

Per rifocillarsi

The Fumbally. È uno dei caffè not-to-miss di Dublino. Un unico grande ambiente molto luminoso, piante in tutti gli angoli, un bel tavolo comune in legno grezzo, un pianoforte a disposizione di tutti, l’immancabile Marzocco e – naturalmente – sedie e mobili scombinati che però stanno magicamente bene insieme. Un locale allegro e realmente accogliente, fatto per la socializzazione e il relax. Qui si beve un ottimo caffè filtrato o espresso, il fornitore fisso è 3FE, “storico” roaster dublinese ma a rotazione vengono ospitati anche altri marchi, sempre aderenti alla filosofia della Third Wave Coffee. Il menù è un insieme di suggestioni diverse, dagli arancini with puttanesca allo spicy sechuan crispy tofu, dal chili a piatti della tradizione irlandese, e non mancano insalate, sandwich e zuppe.

The Chelsea Drugstore. Il suo nome è un omaggio al mitico centro commerciale londinese degli anni Sessanta, che rimaneva aperto quasi tutto il giorno e ospitava al suo interno diversi bar, una farmacia, un’edicola, un negozio di dischi e altro ancora e che venne usato come location da Stanley Kubrick in Arancia meccanica e citato dai Rolling Stones in You Can’t Always Get What You Want. Le sue atmosfere, con i mattoni a vista, le luci soffuse, i divanetti alternati a poltroncine, sono decadenti e bohemienne quanto basta per restituire suggestioni di altri tempi senza cadere nella trappola del vintage. I cocktail sono pura creatività fin dai nomi: The Duke, The Truth Behind Augustus, Cnaus e via così. In breve, IL cocktail bar in questo momento a Dublino.

Dove dormire

DeanL’hotel hipster che mancava in città. Cinquantadue stanze di dimensioni e prezzi diversi pensate per viziare e divertire gli ospiti, non a caso, infatti, il suo sito recita “We don’t do conventional. We do fun”: letti ampi e soffici, prodotti per la toilette firmati da un celebre marchio locale, mini-frigoriferi Smeg, Netflix in TV e una collezione di vinili da ascoltare con un giradischi Rega. Gli spazi comuni non sono da meno: la sala giochi con il biliardino, un’area per chi vuole o deve lavorare e poi ancora il ristorante con bar annesso all’ultimo piano, dove la vista panoramica su tutta la città merita già di per sé una visita, ma anche la cucina internazionale proposta, gustosa e di carattere, non è per nulla male.

Lascia un commento

La tua mail non verrà pubblicata.