Secondo un ormai superato termine psichiatrico la monomania è un’alterazione mentale a causa della quale l’individuo è ossessionato da un’unica idea costante. La definizione è, poi, entrata nell’uso comune per indicare fissazioni, passioni ben sedimentate e piccole e grandi ossessioni della vita quotidiana. Bene, cosa succede se un monomaniaco decide di aprire un negozio? Scopritelo con noi in questo vagabondaggio internazionale che mappa i negozi “di una cosa sola”. 

New York, CW Pencils                       

Può essere a buon diritto considerato l’unico negozio al mondo – almeno per ora – dedicato interamente alle matite. Non una cartoleria, per quanto la proprietaria Caroline Weaver proponga anche una piccola selezione di quaderni e blocchi, ma un vasto e, a suo modo, poetico assortimento di matite di tutti i generi e le provenienze. Sceglierne una, guidati da Caroline che spiega caratteristiche, pregi e specificità a seconda del tipo di utilizzo, è una vera e propria esperienza che dal semplice acquisto di un oggetto per scrivere sconfina nell’arte e nell’artigianato. Pareti e contenitori bianchi, pavimento a scacchi, stampe vintage ai muri: il negozio è una minuscola scatola arredata con molto gusto e organizzata con un ordine impeccabile. Circondate da temperamatite, gomme e astucci disposti con una precisione maniacale, le matite fanno bella mostra di sé lungo le scaffalature e sono raggruppate per colore e origine: si va dalla Francia al Giappone, dal Tennessee alla Repubblica Ceca. Qui si possono trovare le intramontabili Caran d’Ache e le matite che amava usare John Steinbeck (Blackwing 602), le bridge pencil (per chi gioca a carte) e le bellissime e profumate matite portoghesi con sentori di fico, gelsomino e peonie.

Madrid, Tres Rosas Amarillas

Uno scrittore di racconti e romanzi brevi si reinventa libraio indipendente e apre, nel cuore del quartiere Malasaña, un piccolo negozio specializzato in antologie di racconti, poi la crisi del 2008 lo costringe a chiudere ma non riesce a fargli abbandonare la passione per le storie narrate. José Luis Pereira si trasforma così un’altra volta e apre – con un omaggio nel nome a un racconto di Carver – Tres Rosas Amarillas, una libreria sempre formato mignon, esclusivamente dedicata ai libri pop-up. A dispetto delle dimensioni ridotte, il negozio propone centinaia di libri accatastati nelle scaffalature con allegro disordine; le opere più particolari o elaborate sono esposte su ampi tavoli centrali, come un invito ai clienti ad aprirle, prenderle in mano e giocarci. La metà dei titoli è spagnola, il resto si divide equamente tra Francia, Inghilterra e Germania, grazie a un fidato network di amici e appassionati che segnala e procura a Pereira le più interessanti uscite internazionali. I libri che vanno per la maggiore? Prevedibilmente, Guerre stellari e Il piccolo principe, ma il negozio dedica una particolare attenzione a far conoscere sia le opere meno note, sia quelle realizzate da artisti locali di talento.

New York, CW Pencils
Photo credits www.newyorktimes.com

New York, CW Pencils
Photo credits www.newyorktimes.com

New York, CW Pencils
Photo credits www.edjelley.com

Madrid, Tres Rosas Amarillas
Photo credits www.mezmagazine.com

Madrid, Tres Rosas Amarillas
Photo credits www.mezmagazine.com

Copenhagen, Karamelleriet
Photo credits www.hearthstrung.wordpress.com

Berlino, Kado
Photo credits www.visitberlin.de

Berlino, Kado
Photo credits www.visitberlin.de

Anversa, Ganterie Boon
Photo credits Filipou De Winkels 

Anversa, Ganterie Boon
Photo credits We are city

Copenhagen, Karamelleriet

Come già vi abbiamo raccontato, Jægersborggade, è una delle vie più interessanti del vivace quartiere di Nørrebro: un susseguirsi di gallerie d’arte, bistrot contemporanei, negozietti, bakery e concept store, dove passare giornate intere senza mai stancarsi. A chi passeggia da queste parti capita spesso di essere colpito da una ventata improvvisa di caramello, ma non si tratta di un’allucinazione olfattiva, bensì del profumo che emana il negozio-laboratorio Karamelleriet, che produce e vende caramelle artigianali di commovente bontà. L’assortimento è ampio e va dalle tradizionali fudge alla frutta secca ricoperta, dalle caramelle alla menta a quelle alla frutta, dalla liquirizia – semplice oppure con varie coperture – a tutti i tipi di toffee possibili e immaginabili. Tutte preparate artigianalmente, seguendo metodi tradizionali. Il laboratorio è a vista, è quindi possibile assistere a tutte le fasi di preparazione e assaggiare le caramelle appena “sfornate”. Abbiamo provato e vi assicuriamo che ne vale davvero la pena. Karamelleriet nasce da un’idea di due appassionate di dolci e mou – Charlotte Vigel e Tina Ipsen – e il successo è stato tale che attualmente si contano diversi punti venditasparsi in tutta la Danimarca.

Berlino, Kado

Nel 1996 Ilse Böge lasciava il suo lavoro di consulente finanziaria per imbarcarsi in quella che sembrava, a tutti gli effetti, una follia: aprire un negozio interamente dedicato alla liquirizia. Agli sguardi perplessi dei suoi interlocutori, Ilse rispondeva placidamente che i tedeschi conoscevano solo due varierà di liquirizia: quella dolcissima e un po’ chimica della produzione industriale e quella poco invitante in vendita nelle farmacie. Era giunto il momento di far scoprire loro quante tipologie e lavorazioni diverse, altrettanto differenti nel gusto, esistessero. È nato così Kado, probabilmente lo shop con il più vasto assortimento di liquirizia al mondo: più di quattrocento varietà, provenienti da tutte le latitudini, dall’Islanda come dalla Sicilia. Dal sapore pungente, dolce, oppure salato (come si usa nei paesi del Nord Europa), ricoperte di cioccolato o di zucchero, a bastoncino oppure a pezzettini, dure oppure morbide. Naturalmente non mancano i prodotti collaterali: liquori di tutti i tipi, tè aromatizzato, creme e topping.

Anversa, Ganterie Boon

Un pezzo di storia della moda belga e non solo. Boon, infatti, è l’ultima guanteria artigianale rimasta ad Anversa e una delle poche ancora in attività dell’intero paese. Bottega storica fondata nel 1884 da due italiani, il negozio è stato rilevato nel 1920 dalla famiglia Boon, che continua a lavorare, dopo tre generazioni, ancora con metodo artigianale e piglio sartoriale. Tutti i guanti sono fatti a mano, in collaborazione con piccoli laboratori italiani, francesi e ungheresi e c’è una ricerca continua sulle pelli, suoi modelli e sui tagli perché il risultato finale deve calzare perfettamente, “come un guanto” appunto. Il negozio in sé, infine, è un piccolo gioiello, le vetrine, i pavimenti, i contenitori e i piani da lavoro, infatti, sono quelli originali dei primi anni del Novecento. Tutto è stato conservato con cura e passione.

 

 

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