Lo cantava Madonna quando eravamo giovani e con la permanente, ma ci torna utile oggi per parlarvi di una serie di corsi, sparsi per l’Italia, che vi consentiranno di esprimere la vostra personalità più nascosta, che si tratti di una donna vintage o di una pastaia, di una ballerina di tip tap oppure di una floricultrice.

Per la Grace Kelly che c’è in voi. Se siete in quella fase della vostra vita in cui vorreste cambiare tutto – taglio, colore, trucco e parrucco – questo potrebbe essere il corsogiusto per voi. Una full immersion di un giorno nel mondo del vintage per imparare a riconoscere, valutare e indossare capi e accessori d’epoca. Questo corso di Vintage Styling offre anche una panoramica sulle evoluzioni del gusto del Novecento e indaga i profili iconici di donne come Greta Garbo, Jackie Kennedy e Audrey Hepburn. Non solo storia e teoria del gusto ma anche tanti consigli pratici: come riprodurre le acconciature bon ton, come applicare l’eyeliner comme il faut, come mettere il rossetto rosso. E soprattutto, quali colori, silhouette e tagli sono i più adatti alla vostra figura. Sotto la sapiente regia di Rossella Migliaccio ed Elisa Motterle, il corso si tiene più volte l’anno a Milano e a Roma.

Contro il logorio della vita moderna. Una leggenda urbana ormai abbastanza consolidata afferma che fare la maglia abbia effetti terapeutici sull’umore e sia un ottimo antidoto contro lo stress quotidiano. Si finisce di lavorare e si inizia a sferruzzare, et voilà i tempi lenti del lavoro manuale riconciliano magicamente con il resto dell’umanità. Non sappiamo se sia vero, soprattutto perché – lo confessiamo – siamo poco portate per ferri e gomitoli, ma in questa rassegna non possiamo non citare i corsi organizzati da Lanar, storica azienda del tessile italiano, nel suo bellissimo spazio milanese (via Nino Bixio 7). Molto fitto il programma, si va dal corso Tutto maglia per chi vuole imparare partendo da zero o da un livello intermedio al Granny Square Crochet, workshop per chi sa lavorare all’uncinetto e vuole imparare a realizzare le tipiche mattonelle old america, e ancora corsi di uncinetto tunisino, di tessitura e di maglia circolare. Esiste anche la formula One to One, per chi ha poco tempo e obiettivi mirati.

Le mani in pasta. Se il dilagare di cibo, bellissimo a vedersi, su Instagram, Facebook e blog di ogni genere e sorta ha fatto crescere in voi una certa ansia da prestazione rispetto alle vostre doti culinarie, è il momento di rimediare iscrivendovi a uno dei tanti corsi di cucina che spopolano in tutte le città italiane. Se siete di Firenze, andate da Mama Florence, il cui programma spazia dalla cucina vegetariana alla pizza, dai piatti etnici a quelli della grande tradizione italiana. Molto bello quello dedicato alla pasta fresca fatta a mano, che passa in rassegna tutti i tipi di paste della tradizione: ravioli, tagliatelle, tagliolini, pappardelle, mezzelune, cappellacci e tortelli con relativi condimenti. Con una formula leggermente rivista, i corsi possono trasformarsi in eventi aziendali, come la gara di pasta fresca, quella di pizza o la degustazione di vini misteriosi.

Pollici verdi in azione. Più che un negozio, il milanese Bici e Radici è un vero e proprio manifesto di uno stile di vita improntato alla sostenibilità. Qui, infatti, accanto a ogni tipo di piante ornamentali si può trovare tutto l’occorrente per l’autoproduzione domestica degli ortaggi. E non solo, tra azalee e rododendri, spunta una vasta gamma di biciclette: da passeggio, pieghevoli o vintage. Bici e Radici organizza anche corsi di giardinaggio davvero insoliti. Fra i vari ci piace citare il Laboratorio di giardini sospesi, per apprendere l’antica tecnica giapponese del kokedama, grazie alla quale le piante sono messe a dimora in un pane di terra avvolto dal muschio e assicurato dallo spago. È possibile, così, appendere questepiante al soffitto, creando domestiche installazioni vegetali ricche di poesia. Oppure Bombe di semi. Maneggiare con cura, un laboratorio per bambini (ma anche per adulti) per vestire di verde e fiori gli spazi grigi e incolti della città. Qui si impara a confezionare “bombe” fatte di materiali ecologici raccolti e riciclati – semi, terra, argilla, sacchetto di carta e amore – da lanciare nei quartieri, nei condomini e nelle aiuole abbandonate per diffondere la cultura del verde.

Ginger Rogers fatti più in là. Torinesi con la passione per il ballo tirate fuori le vostre scarpe con le claquettes e correte alla Honky Tonk School per imparare a volteggiare a colpi di tip tap, come solo Fred Astaire e Ginger Rogers saprebbero fare. I corsi, da 10 lezioni l’uno, sono tenuti da campioni internazionali di ballo e sono pensati sia per i principianti sia per chi qualche passo lo sa muovere. Tutta la scuola ha un’impostazione retrò, fra gli altri workshop in programma, trovate, per esempio, anche quello di Rock’n’Roll – Jive – per imparare il rock’n’roll “di strada”, come si ballava negli anni Cinquanta – e quello di Charleston e Authentic Jazz, per diventare delle vere flapper Roaring Twenties.

 

Nella foto Rossella Migliaccio ed Elisa Motterle, ideatrici del corso di Vintage Styling

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