Fra le tante cose che ci sono capitate fra le mani negli ultimi tempi, ce n’è una che ci ha colpite particolarmente per le scelte estetiche rough e raffinate allo tempo stesso e per la qualità di contenuti, che difficilmente troverete altrove. Stiamo parlando di Rivista Letteraria, alt lit magazine – da collezione, in tiratura limitata e numerato a mano – che pubblica inediti di autori italiani e stranieri. L’ha fondata Alberto Motta a Milano nel 2014 e con lui abbiamo chiacchierato per saperne di più.

Ci sembra un atto quasi eroico la pubblicazione, di questi tempi, di un magazine indipendente dedicato alla narrativa. Ci racconti come è nata Rivista Letteraria? La scintilla da cui ha preso il via il tutto?

L’idea risulta da una manciata di intuizioni convergenti. Te ne elenco qualcuna: voglio tutelare il sapere, voglio distribuire il sapere alle mie condizioni, la carta è sexy, i lettori vogliono giocare e nessuno si prende la briga di giocare con loro, altre considerazioni che vanno, socraticamente, taciute. Poste queste premesse, all’inizio del 2014 ho invitato alcuni scrittori selezionati a bere una cosa al Bar Picchio di Milano; era una trappola: ognuno di loro è tornato a casa da quella serata con una storia da scrivere. La rivista è nata così. 

L’attitudine è quella un po’ ruvida di fanzine punk, ci spieghi come è costruito un numero della rivista?

Improvvisando senza lasciare niente al caso. Per capirci: la copertina è bianca, ma la carta interna è grigia; il numero delle pagine non c’è, ma il taglio davanti è trafilato a mano; ci sono testi tradotti in doppio cieco e testi in italiano pubblicati in bozza perché sono potentissimi così; i caratteri tipografici sono criticatissimi, ma poi capisci che sono le scenografie dei racconti e allora dici ah!.

 
 
 
 

A quali modelli ti sei ispirato?

La mia fonte di ispirazione è il software gratuito OpenOffice. È bello come i neon, o il browser di Tor. Trasforma l’atto dell’impaginazione in un’esperienza estetica.

Avete appena chiuso il terzo numero. Cosa/chi ci troveremo?

Ci sarà un assolo di poesia del direttore di Berfrois, un reboot d’autore dell’Odissea, un manuale su come licenziarsi, il trittico cinese rom-com di Wu Qing, un saggio su come si vive in una dacia a cura di un’informatica diciottenne bielorussa, la prima pubblicazione in italiano del poeta finlandese Börje Ahlö – a cura di Camilla Storskog -, un inedito del cantastorie armeno Niketas Amal Jaropelk Maier e tanto tanto altro. Le illustrazioni e le immagini, be’ quelle le vedrete sfogliando la rivista, scateneranno una piccola rivoluzione.

Come scegli gli scrittori da coinvolgere? Il rapporto com’è? Ci sono delle “regole”, dei vincoli, oppure massima libertà all’interno di un format condiviso?

Ho perfezionato negli ultimi due anni delle tecniche di ricerca che stanno dando grandi risultati, sono arrivato a scoprire talenti come Aliaksandra Zhyk e a pubblicare best seller come Jean-Michel Guenassia. L’unico vincolo imposto agli scrittori è di evitare di sforare le venti pagine, ma è capitato anche di andare oltre.

Accetti anche “candidature spontanee”?

Certo! Ho pubblicato in questi giorni su Medium una lettera aperta agli autori proprio per invitarli a proporre idee e storie.

Chi lavora insieme a te al progetto?

Ho un gruppo di scrittori amici che mi consiglia quando non riesco a prendere una decisione. Del resto mi occupo io: scouting, editing, impaginazione, revisione, concessione delle liberatorie, costi di stampa, spedizioni, distribuzione nelle librerie, organizzazione delle feste, promozione, presentazioni, trasferte, vendita, resi, iniziative speciali.

Rivista indipendente, stampata in copie numerate da collezionare amorevolmente. Come/dove possiamo procurarcela?

Può essere acquistata effettuando un paypal da 5 euro a questo indirizzo: rvstletteraria@gmail.com. È poi in distribuzione in alcune librerie come la Gogol & Company, l’Arabesque e la Santeria a Milano. Il mio consiglio è però sempre di venire a prendersi una copia alle nostre feste. Anzi, vi invito ufficialmente alla presentazione del nuovo numero che si terrà il 25 febbraio al Bar Picchio di Milano.

Come ti piacerebbe che evolvesse Rivista Letteraria? Come sarà da grande?

Rivista Letteraria diventerà un atelier – anche fisico – per gli scrittori e un affilato strumento di lavoro per l’editoria europea. Questo ci permetterà di organizzare tour, o feste, chiamale come vuoi. Insomma, l’obiettivo è offrire molto, molto tempo di qualità ai nostri lettori.

Rivista Letteraria a parte, di cosa ti occupi nella vita?

Scrivo articoli e mi godo la significativa rinascita della città di Milano.

Domanda d’obbligo: cosa leggi? Autori, generi preferiti, piccole grandi ossessioni. Che tipo di lettore sei?

Sono il lettore da cinque libri per volta: al momento mi sto tirando a pari con Jonathan Franzen, continuo le tetralogie di Platone, leggiucchio Le operette morali di Leopardi, un libro di documenti su Hemingway curato dalla figlia e un saggio su Calvino di Thomas Soggin.

Normalmente chiediamo a nostri intervistati qualche consiglio di lettura. Questa volta tocca a te. Cosa ci consigli?

Social Killers di Mark Ames, Il professionista di W. C. Heinz e La tempesta di Roger Vercel. E, naturalmente, Rivista Letteraria.

Rivista Letteraria

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Qui trovate tutte le informazioni sul party di presentazione di Rivista Letteraria 03

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