Dici cucina romana e la mente corre subito a immagini lussuriose di piatti di carbonara, di amatriciana, di carciofi alla giudia, abbacchio e chi più ne ha più ne metta. Ora, dichiarato il nostro amore imperituro per le ricette della tradizione, quella che vi proponiamo qui è una carrellata di locali romani doc ma di ispirazione diversa, lontani dalle tipiche trattorie – che sono comunque una tappa obbligata di ogni gita a Roma degna di questo nome – ma anche dai soliti e insidiosi percorsi turistici.

Mazzo, Via delle Rose 54

Il micro laboratorio di cucina dell’instancabile duo The Fooders (al secolo Francesca Barreca e Marco Baccanelli) che, dopo un’esperienza decennale in cucina fra ristoranti stellati, cene clandestine, show cooking e catering, nel 2013 apre un posticino tutto suo a Centocelle. La formula è semplice e di successo: un solo tavolo sociale, dieci posti in tutto e una cucina che mescola la tradizione con lo spirito creativo e di ricerca che ha sempre contraddistinto i due. Per noi uno dei posti migliori in cui sostare a Roma. Per i più pigri esiste anche la formula della consegna a domicilio e il take-away su ordinazione.

Roma, Mazzo
Photo credits www.gamberorosso.it

Roma, Mazzo
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Roma, Vineria Litro
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Roma, Escosazio
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Roma, il Frushi di Escosazio
Photo credits Escosazio

Roma, Supplizio
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Roma, i fritti di Supplizio
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Roma, Barnum Cafè
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Roma, Le Levain
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Roma, Le Levain
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Vineria Litro, Via Fratelli Bonnet 5

Da Centocelle a Monteverde per ritrovarci in questa deliziosa vineria di gusto dichiaratamente retrò che, in poco meno di due anni, è diventata un punto di riferimento in città per chi ama i vini naturali e biodinamici. Sebbene il punto di forza sia la carta dei vini, il locale è a tutti gli effetti un piccolo bistrot con cucina, in funzione dal primo mattino fino al dopocena. Il menu è snello ma molto curato: taglieri di formaggi e salumi di ottima qualità, panini e bruschette gustosissimi, qualche insalata e un buon assortimento di cornetti e dolci per la colazione. Pane e focacce provengono dal forno del re dei lievitati made in Rome, Gabriele Bonci.

Escosazio, Via dei Banchi Vecchi 135

Il paradiso per chi vuole mangiare sano-sanissimo ma non punitivo in pieno centro. Escosazio è un tripudio di frutta e verdura declinate e combinate in tutte le maniere possibili: frullati, smoothies, centrifugati, succhi, insalatone, macedonie e molto altro ancora. Su tutto per noi vince il Frushi: una base di riso dolce con sentori di cocco abbinata a frutta di stagione e frutta esotica.

Supplizio, Via dei Banchi Vecchi 143

È vero, avevamo detto poca tradizione ma un’eccezione si può sempre fare, soprattutto se si parla del supplì, non una semplice ricetta ma una categoria dello spirito, la romanità in forma edibile. E non siamo le uniche ad avere un debole per lui. Arcangelo Dandini prima l’ha fatto diventare uno dei punti di forza del suo ristorante L’Arcangelo in una combinazione godereccia – significativamente battezzata Supplizio – con crocchetta di patate affumicate e crema fritta, poi gli ha dedicato un intero locale. Supplizio, appunto, è pensato come un piccolo punto di ristoro, informale ma raffinato negli arredi, nell’atmosfera e nella scelta delle materie prime. Il menu prevede non solo supplì, crema fritta e crocchette di patate ma anche piatti come pasta e patate, polpette, pizze e pizzette secondo tradizione. Insomma, la formula ormai collaudata del cibo di strada in versione gourmet declinata alla romana.

Barnum Cafè, Via del Pellegrino 87

Un’altra certezza incrollabile a tutte le ore del giorno. In zona Campo de’ Fiori, un locale che sa di casa: atmosfera accogliente e calorosa, muri con i mattoni a vista, poltrone e divanetti in abbondanza, comodi tavoli a cui appoggiarsi non solo per un’ottima colazione oppure per un pranzo veloce, ma anche per sostare a lavorare muniti di computer. Dal tardo pomeriggio in avanti spadroneggiano i cocktail, sapientemente miscelati dal talentuoso Federico Tomasselli.

Le Levain, Via Luigi Santini 22 – 23

Il nostro tour gourmet si conclude con un tripudio di burro, lievito madre, uova e altre materie prime a prova di giro vita. Siamo nel regno del giovane pasticcere Giuseppe Solfrizzi che, allievo di Alain Ducasse e di Jean-Philippe Darcis, ha innestato a Roma un forno con gastronomia di ispirazione francese. Una boulangerie comme il faut che propone tutti i classici dolci e salati della tradizione francese, magnificamente eseguiti: baguette e filoni vari, quiche, croissanti dolci e salati, pain au chocolat, madeleine, tarte tatin e così via. Non mancano dolci originali frutto dell’estro creativo di Solfrizzi come Moana, una raffinata torta alla vaniglia, frutti rossi, mango e pistacchio. Le parole d’ordine sono qualità degli ingredienti (grani come l’antico Senatore Cappelli, lievito madre, olio extravergine pugliese e burro Pamplie), lavorazione artigianale e lenta lievitazione, nel segno di quel recupero delle lavorazioni della tradizione di cui vi abbiamo già parlato qui.

 

 

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