Grazie al suo mix ben temperato di garbo, dolcezza, energia, passione per il cibo e glamour, Alice Agnelli – meglio nota come Gipsy – è diventata una delle food blogger più amate e seguite di Italia. Si definisce taglia petite, rossiccia ma non troppo, milanese di nascita ma gipsy per passione. Ha lavorato a lungo nel mondo della moda come ufficio stampa di Stella McCartney (e prima ancora come PR per Chanel, Luisa Beccaria e Tommy Hilfiger), per poi sparigliare le carte (da vera gitana) e ricominciare da capo, dedicandosi a tempo pieno al suo blog e alle sue passioni. A ottobre ha pubblicato il suo primo libro, Ricette dal cuore. Appunti di vita tra ricordi e profumi di cibo, (La tana del Bianconiglio), percorso culinario e memoir personale che rispecchia in pieno il carattere di Alice e del su blog. Ci siamo fatte raccontare da lei cosa vuol dire essere una gipsy in cucina.

Ci racconti come è nato A Gipsy in the Kitchen?

È nato quasi per gioco, per tenere aggiornate le mie due migliori amiche che abitano tra Amsterdam e Parigi sui miei progressi culinari… et voilà.

Lo definisci un loveblog. Perché?

Perché cerco di raccontare emozioni, vita e trasmettere una visione positiva a chiunque decida di sedersi al nostro coffee table gitano.

La tua indole gipsy come si manifesta in quello che scrivi, nella scelta dei contenuti?

Forse nel mio essere randomica, passo da un argomento all’altro, senza troppe timidezze.

Fino all’anno scorso lavoravi nella moda, quando hai deciso che il tuo blog sarebbe diventato il tuo lavoro a tempo pieno? Cosa ti ha fatto fare il click?

La voglia di dedicare più tempo a chi amo e a ciò che mi faceva stare bene, che mi rendeva felice e la sempre minor pazienza verso persone a cui non volevo minimamente assomigliare e che mi trovavo davanti ogni giorno.

Come ti sei attrezzata per affrontare una vita professionale completamente diversa da quella precedente?

Mi ci sono buttata a capofitto. Cerco di mantenere un’organizzazione severa, sono tendente alla distrazione, quindi cerco di impormi schedule fitti e poco dispersivi.

È stato difficile lasciare un mondo che comunque ami molto? C’è qualcosa che ti manca della moda?

Non è stato difficile perché è una scelta che ho voluto con tutto il cuore. E al momento non mi manca nulla.

Osservando le scelte estetiche e la cura anche nei piccoli dettagli del tuo blog, il gusto impeccabile nella scelta dei tuoi outfit non posso non pensare che è evidente la tua grande passione per la moda e anche la tua esperienza nel settore. Che cosa ti ha insegnato quel percorso professionale?

Mi ha insegnato il senso dell’estetica, credo. La voglia di accostare senza paura colori stravaganti. Mi ha insegnato a organizzare eventi.

Parliamo di cibo. Come definiresti la tua cucina, le ricette che proponi?

Gipsy!

Quali sono le tue passioni culinarie?

Sono cintura nera di risotti e adoro preparare torte e biscotti.

Che cosa non manca mai nella tua dispensa?

Il burro!

Un oggetto/utensile feticcio per te in cucina?

La Kitchen Aid.

Il tuo comfort food qual è?

La zucca.

A ottobre è uscito il tuo primo libro, Ricette dal cuore. Quanta emozione e quanta soddisfazione?

… Continuo a commuovermi solo al pensiero!

Sfogliando il libro, la sensazione è quella di fare un full immersion nel tuo mondo. Da dove nasce l’idea di impostarlo così?

In realtà è stato molto spontaneo perché è la trasposizione del mio blog e, quindi, della mia vita.

C’è qualche personaggio, italiano o straniero, che consideri un modello?

Amo Nigella. Senza dubbio.

Al momento sei giro per l’Italia per promuovere Ricette dal cuore. Ci puoi già dire quali sono i prossimi appuntamenti?

Le prossime tappe saranno Trieste, Firenze e Cagliari. E poi ancora Bologna e Napoli.

Negli ultimi due anni hai fatto tantissime cose, ma c’è qualche progetto futuro che ci puoi anticipare?

Un bambino… spero!

Infine, siamo ormai in pieno countdown natalizio e sappiamo che ami smodatamente Natale e Babbo Natale, come è giusto che sia. Ci puoi salutare con una tua ricetta a tema?

Sicuramente i miei biscotti di Natale, da una ricetta della mia mamma. Sono quelli che lascio sempre a Babbo Natale.

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