This Is Not A Love Song è un progetto che ci piace davvero tantissimo, perché mette insieme musica, illustrazione e parola scritta, perché celebra senza nostalgie le mitologiche musicassette, dando spazio alla creatività di molti talentuosi illustratori italiani. Abbiamo chiacchierato a lungo con Andrea Provinciali, che di TINALS è l’ideatore e l’instancabile coordinatore.

Partiamo dall’inizio, come è nata l’idea di This Is Not A Love Song?

Le fondamenta sono state gettate nel 2010 quando per Arcana Edizioni ideai e curai il libro Tiamottì – 11+1 canzoni d’amore italiane a fumetti. Il sottotitolo dice già tutto: l’amore fa da filo conduttore a brani eterogenei per genere musicale che vanno dagli anni ‘60 fino ai nostri tempi (da Piero Ciampi agli Offlaga Disco Pax passando per Fabrizio De André, Franco Battiato, Afterhours, Marlene Kuntz etc.) che vengono reinterpretati a fumetti. Insomma, quello che è cambiato con TINALS è soltanto il formato: non più un libro ma musicassette di carta. Ogni cassettina è una canzone d’amore illustrata, un piccolo libro. Questa differenza è fondamentale perché la cosa che non volevo fare era proprio un libro che andasse a prendere polvere sugli scaffali delle librerie. Volevo fare una cosa diversa più vitale e accessibile: con le TINALS ognuno può comprare la canzone illustrata che preferisce senza per forza dover prendere tutto il pacchetto di brani obbligati, perché scelti a priori dall’autore come avviene in un libro, mantenendo così il costo contenuto, popolare. Sul nome da dare al progetto non ho mai avuto dubbi: This Is Not A Love Song, il titolo della famosa canzone dei PIL, è quello che più è emblematico per il progetto. È proprio quel NOT (che infatti sottolineiamo nel logo) a rappresentare l’essenza del tutto: questa “non” è una canzone d’amore perché “non” è una canzone, la musica non c’è, ma soprattutto “non” è d’amore perché spesso l’interpretazione del fumettista stravolge il significato lirico.

Ci spieghi come si articola il progetto?

Il claim del progetto è quanto mai esaustivo: ogni cassetta una canzone d’amore illustrata. All’interno del case di plastica trasparente c’è la copertina, la quale a sua volta contiene una musicassetta che in realtà non è altro che una striscia di carta lunga ben 45 cm ripiegata a organetto. Quando è tutta aperta, da una parte si trova l’illustrazione della canzone e nel retro una scheda narrativa sul brano e la bio del fumettista. Insomma, no, non c’è la musica ma solo la sua interpretazione immaginifica.

 

lov 001 - Heroes / David Bowie / Gianluca Costantini

lov 001 - Heroes / David Bowie / Gianluca Costantini

lov 003 - There Is A Light That Never Goes Out / The Smiths / Erbalupina

lov 003 - There Is A Light That Never Goes Out / The Smiths / Erbalupina

lov 006 - Playground Love / Air / Nicolò Pellizzon

lov 006 - Playground Love / Air / Nicolò Pellizzon

vhs 001 - Pulp Fiction / Quentin Tarantino / Marco Galli

vhs 001 - Pulp Fiction / Quentin Tarantino / Marco Galli

vhs 002 - Eraserhead / David Lynch / Aka B

vhs 002 - Eraserhead / David Lynch / Aka B

vhs 003 - A Clockwork Orange / Stanley Kubrick / Dario Panzeri

vhs 003 - A Clockwork Orange / Stanley Kubrick / Dario Panzeri

vhs 004 - Eternal Sunshine Of The Spotless Mind / Michel Gondry / Erbalupina

vhs 004 - Eternal Sunshine Of The Spotless Mind / Michel Gondry / Erbalupina

vhs 005 - Once Upon A Time In America / Sergio Leone / Stefano Simeone

La musicassetta per me (per questioni anagrafiche, sigh) è una sorta di madeleine. Quanto c’è di nostalgico, di affettivo, anche di biografico, in questo progetto?

Ovviamente non possiamo far finta che la componente nostalgica non giochi un ruolo importante, soprattutto agli occhi del pubblico. Ma davvero il nostro intento è proprio l’opposto, ovvero quello di dare vita nuova a un formato oramai in disuso come la musicassetta, e non soltanto come simbolo dei bei tempi che furono, bensì donandogli una funzionalità nuova: far diventare la cassettina un prodotto editoriale, un piccolo libro. Poi, certo, io sono cresciuto a pane e cassette, i miei ricordi adolescenziali più belli sono legati proprio a quegli oggettini di plastica tutti bobine e nastro e copertine da disegnare o riempire di scritte, che messi nel mangianastri mi hanno fatto esplodere la musica nelle orecchie cambiandomi la vita per sempre. Puoi quindi immaginare quanto mi renda felice avere la casa invasa di cassettine oggi, un po’ meno contenta è la mia ragazza (risate).

Pensando al nome che vi siete dati, mi viene in mente quello che Robert McLiam Wilson scrive in Eureka Street, ovvero che tutte le storie sono storie d’amore. In un certo senso potremmo dire la stessa cosa per le canzoni, cosa ne pensi?

Che non potrei non esserne più che d’accordo con questa visione romantica dell’arte. Mi sono laureato in Filosofia con una tesi sul filosofo più romantico di tutto il Romanticismo, Novalis, che mise al centro dei suoi studi la sua amata Sophie, dopo che morì giovanissima. Il mio film preferito degli ultimi anni è il dolorosissimo e crudo Blue Valentine e uno dei miei gruppi della vita sono gli Arab Strap, che scrivono solo canzoni d’amore “malate”. Insomma, devo aggiungere altro?

Come scegli i brani su cui lavorare?

Mi sono divertito un sacco a stilare una lista lunghissima di canzoni d’amore che poi sottoponevo ai fumettisti, la maggior parte di loro ha attinto da lì, altri hanno fatto autonomamente la loro proposta e quasi sempre è andata in porto. Ho sempre voluto che ci fosse un mix equilibrato tra scelte facili e difficili, tra pop e nicchia, ovviamente non tralasciando i pezzi immancabili. Il ventaglio è davvero ampio e dato che siamo arrivati a ben 87 canzoni straniere e 25 italiane possiamo dire che c’è davvero di tutto.

TINALS è un progetto multidisciplinare. Come si svolge il processo creativo di una singola cassetta?

L’illustratore sceglie la canzone e l’amico-giornalista Liborio Conca scrive la scheda narrativa. Noi supervisioniamo e soprattutto ci occupiamo della parte redazionale. Inoltre sono pure uscite ben 3 compilation (stavolta in cassette vere e proprie) di cover delle canzoni illustrate in collaborazione con l’etichetta To Lose La Track. Davvero, non manca proprio niente.

Da chi è composto il vostro gruppo di lavoro? E come scegli i grafici, gli illustratori con cui collaborare?

Siamo in 3: io che dirigo la parte artistica e sto dietro a quasi tutto, Brizio che è una sorta di braccio destro e che soprattutto cura la comunicazione e Manlio che è il mago che sta dietro al nostro sito. Per la prima sfornata di cassettine, che erano 21, i fumettisti li abbiamo contattati noi per la stima nei loro confronti… in seguito sono arrivate e continuano ad arrivare un sacco di richieste da illustratori noti e meno noti. Le proposte che ci convincono diventano cassettine.

Nelle scorse settimane siete stati a Lucca Comics per presentare un nuovo progetto. Ce ne puoi parlare?

Abbiamo fatto il salto dalle cassette alle videocassette. Il principio è lo stesso: ogni VHS è un film illustrato. Il progetto si chiama REMAKE. Case di plastica, copertina disegnata, videocassetta di carta al cui interno stanno ben 15 fotogrammi illustrati raffiguranti emblematiche scene della pellicola e una locandina 33×70 cm. Al momento abbiamo pubblicato: Pulp Fiction remake by Marco Galli, Eraserhead remake by Aka B, Arancia Meccanica remake by Dario Panzeri, Eternal Sunshine of the Spotless Mind (Se mi lasci ti cancello) remake by Erbalupina, C’era una volta in America remake by Stefano Simeone e qualche giorno fa, in occasione del BilBolBul di Bologna, abbiamo pubblicato The Goonies remake by Spugna. 

Raccontaci un po’ di te: da che percorso arrivi? Oltre a confezionare amorevolmente musicassette, di cosa ti occupi nella vita?

Dovrei definirmi giornalista freelance – grafico editoriale come sta scritto sul mio biglietto da visita. Arrivo dal mare della costa tirrenica, dalla provincia di Livorno, ma abito a Roma da quasi 8 anni. Ho lavorato nella redazione del mensile di musica Il Mucchio e ora continuo a collaborarci esternamente, curando soprattutto la rubrica di fumetti e scrivendo articoli e recensioni di dischi. Poi impagino riviste qua e là e sì confeziono casettine e ora pure vhs.

Una domanda d’obbligo dato il contesto: che musica ascolti?

Risposta banale, ma ascolto quasi tutto. Arrivo dal punk come retroterra, ma la musica è la mia più grande passione… posso dirti però che tengo sempre le antenne molto dritte su tutto ciò che è nuovo e aderente alla contemporaneità. Non sono uno di quelli che pensa che le cose più belle siano già state fatte in passato, anzi. Su di me la retromania non fa presa. Dovresti vedere quanta roba nuovo “scarico” ogni giorno, e me la ascolto quasi tutta. Se però devo risponderti letteralmente, in questo momento sto ascoltando l’ultimo album dei Deerhunter: bellissimo. Poi posso buttarti lì altri 3 nomi che mi stanno a cuore per farti capire quanto siano eterogenei i miei ascolti: Beach Slang, Jamie XX e Calcutta.

Quali evoluzioni future ti piacerebbero per TINALS?

Mi piacerebbe riuscire a strutturarci come una sorta di casa editrice indipendente vera e propria. Essere un’autoproduzione è bello e divertente, ma scommetterci ancor più seriamente mi piacerebbe proprio.

Infine, ci saluti con una playlist à la TINALS?

Arab Strap – Screaming In The Trees; Jawbreaker – Accident Prone; Mogwai – Tracy; Piero Ciampi – Tu no; Gold Panda – You; Natalie Imbruglia – Torn; Calcutta – Frosinone; Beach Slang – American Girls & French Kisses; Jamie XX – SeeSaw; Fabrizio De André – Giugno ’73

 

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