Ha preso il via il 15 ottobre il tour #MoveYourEnergy che vede una Nuova Peugeot 208 fare tappa in 10 città italiane, alimentata da un carburante molto speciale: l’attività social di tutti coloro che usano l’hashtag #moveyourenergy. Destinazione finale l’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano, dove – il 26 ottobre – l’auto sarà consegnata alla Onlus Dottor Sorriso.

È possibile supportare la Nuova Peugeot 208 nel suo viaggio verso Dottor Sorriso sia postando contenuti su tutti i social, con l’hashtag #moveyourenergy, sia interagendo sulla pagina www.facebook.com/peugeotitaliaOgni azione diffusa in rete genera energia (Social Power) che permette all’auto di avanzare verso il traguardo finale.

Le città toccate dal tour sono Torino, Genova, Parma, Bologna, Urbino, Padova, Brescia, Trento, Mantova e, naturalmente, Milano. Ogni tappa è caratterizzata dalle Social Power Station, postazioni dove le persone possono scoprire la Nuova Peugeot 208 ma soprattutto rifornirla di carburante con la propria energia social.

 
 
 

#MoveYourEnergy è un tour dallo spirito “social e sociale” pensato per aiutare una Onlus impegnata tutti i giorni in tutta Italia a portare momenti di gioco, ascolto e sorrisi ai bambini ricoverati in ospedale e alle loro famiglie. Abbiamo chiesto a Rossella Raimondi – aka Ronfella, clown professionista di Dottor Sorriso – di raccontarci la sua esperienza.

Ci racconti che cos’è Dottor Sorriso?

Dottor Sorriso nasce nel 1995 con la missione di rendere più serena la degenza dei bambini in ospedale attraverso la clownterapia. Siamo stati la prima onlus in Italia ad adottare questo tipo di approccio. In Italia ogni anno vengono ricoverati più di 1.250.000 bambini; la degenza in ospedale rappresenta, soprattutto per i più piccoli, un momento delicato e difficile da affrontare.

Dove siete presenti?

Ogni settimana Dottor Sorriso – con i suoi 25 clown professionisti – visita 27 reparti pediatrici di 16 strutture ospedaliere e 3 istituti di riabilitazione in tutta Italia. Siamo presenti in 11 province  e riusciamo ad assistere più di 20.000 bambini ogni anno.

Come si svolge quotidianamente il tuo/vostro lavoro? Che tipo di supporto offrite ai bimbi e alle loro famiglie?

Ad ogni incontro di clownterapia entriamo  con il nostro clown – un personaggio che ha una propria vita e una propria storia – nei reparti dei vari ospedali. Il lavoro è molto vario perché le realtà che incontriamo sono estremamente diverse. Siamo, infatti, presenti sia in reparti che prevedono ricoveri più lunghi, sia in reparti di day hospital. In alcune strutture operiamo anche nelle sale di attesa per le visite ambulatoriali e per gli esami del sangue. In alcuni casi, abbiamo costruito dei progetti appositi negli istituti di riabilitazione, dove sono ricoverati bambini affetti da gravi patologie fisiche e mentali.

Ogni bambino quindi necessita di un approccio ad hoc, calibrato sulle sue condizioni; entriamo comunque in ogni stanza in coppia – tenendo sempre ben presente la specificità della situazione (di cui ci informano preventivamente i responsabili infermieri) – utilizzando come gancio “il gioco teatrale”. Attraverso uno spettacolo, un gioco o una magia cerchiamo di riaccendere un sorriso nel volto del bambino. Il sorriso c’è sempre ma a volte si nasconde dietro un no o un’arrabbiatura del bimbo. Noi cerchiamo di riportarlo, anche per poco tempo, alla sua “naturale voglia di giocare”, per fargli dimenticare per un attimo la malattia. Per i genitori siamo davvero un momento di respiro, in cui ricordare che è possibile star bene, anche in una situazione particolare e a volte difficile. Soprattutto per le lunghe degenze siamo per tutte le figure coinvolte (bambini, genitori e medici) la quotidianità, quell’appuntamento che non manca, in cui respirare nuova aria. I genitori si rivolgono a noi con estrema fiducia, anche con loro si creano così legami fortissimi.

Come sei arrivata a Dottor Sorriso? E che tipo di formazione hai?

Ho iniziato teatralmente – casualmente – proprio con una formazione da clown, grazie alla quale è nato il mio personaggio Ronfella. Ho continuato poi a esplorare il teatro con grandi maestri clown come Paolo Nani, Vladimir Olshansky, accanto a maestri puramente teatrali. Intanto Ronfella tra uno spettacolo per bimbi, uno per adulti e uno spettacolo di teatro di strada, continuava ad esistere. Un giorno uno dei miei maestri – Andrea Ruperti – è venuto in contatto come formatore con la Fondazione Dottor Sorriso e da lì è partito tutto: ora Ronfella fa parte del gruppo di clown professionisti.

Sappiamo che ricreare per i bambini ospedalizzati un ambiente sereno, familiare, accogliente anche in ospedale ha effetti positivi sul decorso della degenza. Ci puoi dare qualche dato in merito?

La clownterapia è un’attività professionale di supporto alla medicina tradizionale, completa e integra le cure, contribuendo a ricostruire – attraverso il sorriso – le difese del bambino di fronte al trauma psicologico della malattia. Gli studi scientifici dimostrano l’efficacia della clownterapia: riduce la somministrazione di analgesici fino al 20%, aumentando le difese immunitarie e il livello delle endorfine che contribuiscono a diminuire il dolore. Riduce i tempi di miglioramento clinico dei piccoli pazienti e – di conseguenza – quelli di degenza in ospedale.

 

Grazie Rossella per essere stata con noi e per il lavoro che fai insieme a Dottor Sorriso.

Qui trovate tutte le informazioni su #MoveYourEnergy e il diario di bordo aggiornato in tempo reale.

Mentre qui potete conoscere meglio le attività di Dottor Sorriso.

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