Una città green, contemporanea, pervasa da un animo neo-retro: questa, a nostro parere, potrebbe essere una definizione di Amburgo, la nostra nuova tappa nel viaggio alla scoperta del Nord Europa.

Adagiata sulle rive dell’Elba e attraversata da una fitta rete di canali, la seconda città della Germania e primo porto fluviale d’Europa sta lavorando a un piano per contrastare il cambiamento climatico, che ha visto la temperatura aumentare di 1,2 gradi e il livello del mare alzarsi di 20 cm negli ultimi sessant’anni. Il progetto Grünes Netz – Rete Verde – prevede, entro i prossimi 20 anni, la realizzazione di nuovi percorsi ciclabili e pedonali, collegati a quelli già esistenti, che raccorderanno tra di loro le molte aree verdi della città, rendendo possibile attraversare l’intera area metropolitana in bicicletta o a piedi.

Ma senza andare troppo in là, i risultati delle politiche green sono già ben visibili. La società per lo sviluppo urbano IBA Hamburg ha trasformato un vecchio bunker sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale in una centrale che produce energia rinnovabile, redistribuita, sotto forma di elettricità e riscaldamento, agli abitanti del distretto di Reiherstieg. Da circa un anno a questa parte la struttura è stata aperta al pubblico diventando in poco tempo una delle attrazioni più visitate. Dal caffè situato al livello superiore si può godere di una panoramica vista dal centro fino alle isole dell’Elba e avere informazioni sul funzionamento della centrale dal monitor interattivo che mostra in tempo reale i dati sull’energia prodotta. Un progetto unico nel suo genere.

Ma Amburgo non è nuova a questi primati. Sempre qui, infatti, è stata costruita la BIQ House, il primo edificio residenziale energeticamente autosufficiente grazie a una facciata bio-adattiva fatta di pannelli alimentati a microalghe che, attivati dalla fotosintesi clorofilliana, si comportano come dei bio-reattori, regalando all’immobile energia pulita, protezione dai raggi solari e un naturale colore verde brillante.

Energy Bunker, Amburgo
Photo credits www.erco.com

Energy Bunker, Amburgo
Photo credits www.erco.com

BIQ House, Amburgo
Photo credits NordNordWest Wikimedia Commons

Il progetto di Shigeru Ban per Hafen City, Amburgo
Photo Credits  www.hafencity.com

Elbphilharmonie, Amburgo
Photo credits  Thies Rätzke

25Hours Hotel, Hafen City, Amburgo
Photo credits www.25hours-hotel.com

25Hours Hotel, Hafen City, Amburgo
Photo credits www.25hours-hotel.com

Oberhafen-kantine, Amburgo
Photo credits www.hamburg.de

Club 20457, Amburgo
Photo credits Jörg Lang 67

Erste Liebe Bar, Amburgo
Photo Credits www.abouttimemagazine.co.uk

Retube Shop, Amburgo
Photo Credits www.klm.com

Torrefaktum, Amburgo
Photo Credits www.torrefaktum.de

Torrefaktum, Amburgo
Photo Credits www.torrefaktum.de

Torrefaktum, Amburgo
Photo Credits www.torrefaktum.de

Café Ferdinand, Amburgo
Photo Credits Aerogram Studio

Café Ferdinand, Amburgo
Photo Credits Aerogram Studio

Café Ferdinand, Amburgo
Photo Credits Aerogram Studio

Oldtimer Tankstelle, Amburgo
Photo Credits www.dorfmuellerkroegerklier.de

Oldtimer Tankstelle, Amburgo
Photo Credits www.dorfmuellerkroegerklier.de

L’eco-sostenibilità è anche al centro del progetto delle sei torri residenziali che l’architetto giapponese Shigeru Ban realizzerà a HafenCity e che vedranno la luce nel 2025. Qui, in una delle aree d’Europa a più alto tasso di trasformazione urbana nonché nuovo cuore pulsante della città, sta prendendo forma anche la nuova Elbphilharmonie. Progettato dagli architetti svizzeri Herzog & De Meuron, l’edificio, ricavato da un ex deposito di cacao, oltre che uno spettacolare auditorium, ospiterà un albergo di 250 camere e 45 residenze affacciate sull’acqua. Aprirà ufficialmente i battenti a gennaio 2017.

Nell’attesa potete già scegliere di soggiornare nell’area del porto al 25 Hours Hotel, catena di alberghi dall’allure prepotentemente contemporanea. Delle due location cittadine, questa è quella che preferiamo, profondamente ispirata allo spirito “marittimo” del luogo. Tutto, infatti, dell’estetica e dell’atmosfera dell’hotel racconta una moderna storia fatta di oggetti e simboli legati al mare e agli uomini che l’hanno solcato: dalle camere, allestite come eleganti cabine e dotate di un diario di bordo che narra la storia di 25 “veri” marinai passati da Amburgo, agli accessori navali recuperati e integrati nell’arredo, dalla conference room allestita in un container fino al verso dei gabbiani che riempirà l’attesa se opterete per una prenotazione telefonica. Completano l’offerta ricettiva una sauna con vista, un ristorante, un bar, una galleria d’arte e un molo privato.

Senza spostarvi da qui potete gustare ottimi piatti della tradizione – hamburger compreso (ebbene sì, è nato qui) – alla Oberhafen-kantine, l’ultimo dei Kaffeeklappe, le coffee house che storicamente servivano pasti semplici e a buon mercato, oltre ad avere avere un assaggio della vivacissima vita notturna della città al Club 20457, un cocktail bar con un programma molto vario di musica dal vivo.

Ma andiamo con ordine e facciamo un passo indietro. Per cominciare la giornata col piede giusto non c’è luogo migliore dell’Erste Liebe Bar alla cui parete campeggia un’opera “tridimensionale” di wall art che recita: “I Feel Good Today”, dove le due “o” di good sono le ruote di una bicicletta. Il bar è gestito dai video producer della Erste Liebe Film, che ha sede nello stesso edificio ed è una meta ultra-cool per la colazione o un light lunch.

Per uno shopping all’insegna del guilty free, Retube è il negozio-laboratorio in cui i pneumatici di vecchi trattori vengono trasformati in borse dal design molto hip. Una sorta di Freitag locale.

Fattasi l’ora di un caffè, sono almeno due le opzioni possibili. Se siete state contagiate anche voi dalla Third Wave Coffee, Torrefaktum merita una visita. Qui tutto ruota attorno a una cultura bio e fair-trade del caffè in ogni singolo aspetto: dalla coltivazione alla torrefazione, che avviene in loco, fino alla preparazione che spazia dall’espresso alle varie tecniche di filtrazione.

Se, invece, volete respirare un’aria più nostalgica, il Café Ferdinand è quello che fa per voi. Ospitato all’interno del flagship store di Vodafone, il locale è un omaggio al lavoro pionieristico di Karl Ferdinand Braun che ha gettato le basi delle moderne tecnologie di telecomunicazione. Sulla scorta della sua figura, a metà tra uno scienziato e un accademico, l’estetica industriale richiama quella di un’aula scolastica con i tavoli che sembrano banchi di scuola, una grossa lavagna alla parete che illustra formule matematiche e il funzionamento di antichi strumenti e mensole ricolme di vecchi telefoni.

A costo di dilungarci, non possiamo non segnalarvi un’ultima chicca. Nel caso foste in viaggio on the road non lasciatevi sfuggire l’occasione di fare una sosta alla Oldtimer Tankstelle. Sovente teatro di raduni di auto d’epoca, questa stazione di servizio è stata riportata allo splendore automobilistico degli anni ’50: dalle pompe al registratore di cassa, dalle divise degli inservienti fino alla piccola tavola calda, tutto qui vi farà fare un affascinante salto indietro nel tempo.

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