Fra i dati scoraggianti su quanto poco si legga in Italia, le analisi sulla crisi dell’editoria e delle librerie e le iniziative di proselitismo, sembra che la lettura dalle nostre parti non goda di buona salute.

In realtà, la situazione è, come sempre accade, un po’ più complessa di così. Se è vero, per esempio, che le librerie hanno decisamente vita difficile, è altrettanto vero che esistono, da nord a sud, tante piccole  realtà indipendenti che – seppure all’interno di una crisi strutturale del settore – hanno successo e hanno trovato il loro punto di forza in scelte editoriali di qualità, in un rapporto privilegiato e ravvicinato con i lettori e  in un’idea della libreria non solo come punto vendita ma anche e soprattutto come luogo di aggregazione e socialità diffusa.

Basti pensare a Gogol & Company  a Milano, fortemente voluta dai suoi fondatori come un accogliente e generoso spazio polifunzionale: libreria super curata e fornita, ma anche bistrot e spazio per mostre, incontri e presentazioni. Qui si può sempre trovare un angolo a propria immagine e somiglianza: si può fare incetta di libri e scappare via subito, ma ci si può anche fermare a leggere e lavorare con tutta calma, si può partecipare al fitto programma di incontri ma anche semplicemente bere un buon bicchiere di vino. In questo modo la libreria è diventata un punto di riferimento per tutto il quartiere e per i lettori milanesi tutti.

Qualcosa di simile lo ha fatto Altroquando a Roma. Specializzata in testi a carattere cinematografico, locandine originali e manifesti ma ben fornita anche sugli altri fronti, la libreria si definisce “artigianale con birre indipendenti” perché è uno spazio dalla doppia personalità: di giorno libreria, di notte vero e proprio pub, aperto dalle 19 in avanti. In menu una ristretta ma molto curata selezione di birre, qualche cocktail e qualcosa da spizzicare mentre si beve.

Trasformare la propria libreria in un luogo di aggregazione è quello che è riuscito a fare Diego Penna con Libridine a Portici, puntando tutto sulla condivisione e sul coinvolgimento dei lettori. Diego organizza incontri con gli autori – che spesso sono suggeriti dagli stessi clienti – e iniziative di diverso tipo come i laboratori di lettura per bimbi dai 6 mesi ai 3 anni, oppure merende letterarie per grandi e piccini e appuntamenti di biblio-counselling. Altre volte, invece, l’aggregazione avviene attraverso la condivisione di passioni extra-letterarie, come l’amore per il Napoli – chiunque entri gridando “Forza Napoli!” ha uno sconto del 10% – oppure il make-up, con corsi ad hoc tenuti in libreria.

Milano, Gogol&Company
Photo credits pagina Facebook Gogol&Company

Milano, Gogol&Company
Photo credits pagina Facebook Gogol&Company

Roma, Altroquando
Photo credits pagina Facebook Altroquando

Roma, Altroquando
Photo credits pagina Facebook Altroquando

Portici, Libridine
Photo credits www.illibraio.it

Pesaro, Didot LeggereFareGuardare
Photo credits pagina Facebook Didot

Pesaro, Didot LeggereFareGuardare
Photo credits pagina Facebook Didot

Bookeater Club
Photo credits www.zeldawasawriter.com

Bookeater Club
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Be Bookers
Photo credits www.bebookers.com

Be Bookers
Photo credits www.bebookers.com

A Pesaro, da Didot, edizioni rare e titoli introvabili fanno bella mostra di sé accanto a deliziosi vestitini per bambini, bijoux di fattura artigianale, tazze, teiere e oggettistica per casa. Si tratta di una libreria d’occasione che, accanto a libri usati (sempre in ottimo stato) sostiene l’autoproduzione e le piccole realtà artigianali, all’insegna del motto “leggerefareguardare” che campeggia in bella vista sotto la sua insegna.

Ci fermiamo qui ma la lista potrebbe essere molto più lunga. E, se volete approfondire l’argomento, vi suggeriamo la lettura di questo articolo di Nicola Lagioia pubblicato qualche tempo fa da Internazionale. Quindi, i lettori in Italia ci sono. Forse sono pochi ma quei pochi sono molto appassionati e – intrecciando la dimensione offline a quella online – creano piccole comunità, spazi di condivisione, luoghi (fisici e non) di scambio, che generano nuove pratiche di lettura e di condivisione della parola scritta.

Cityteller, per esempio, è una piattaforma social che permette di geolocalizzare i luoghi protagonisti dei libri. La piattaforma può essere usata sia come uno strumento di fruizione per andare alla scoperta di un luogo o di una città attraverso le storie di cui è protagonista, sia per pubblicare passaggi di romanzi e racconti indicando (e quindi geolocalizzando) dove sono ambientati. In ogni caso, è un modo per mappare i luoghi attraverso le parole degli scrittori e, parallelamente, per scoprire o riscoprire i libri attraverso il territorio che li ha generati o ispirati.

Riprende e reinterpreta le esperienze di book-crossing e book-sharing, invece, il social network di prossimità Fred – Books & People around us. Qui si crea un proprio profilo con tutte le informazioni utili, si indicano quali libri si vogliono prestare e/o regalare. Allo stesso tempo si può cercare quale fra i titoli condivisi nella nostra zona è di nostro interesse e se ne può fare richiesta. Il risultato è una sorta di biblioteca diffusa e potenzialmente universale che consente anche a chi vi partecipa di ampliare, sulla base di interessi comuni, la propria rete di conoscenze.

I social network sono, anche, terreno fertile per esperimenti molto riusciti di social reading. Su tutti, TwLetteratura, piattaforma Twitter based di lettura condivisa attraverso la quale leggere e commentare libri. Dai grandi classici come i Promessi sposi o Il piccolo principe a opere più recenti come La solitudine dei numeri primi, dagli Scritti corsari di Pasolini a Fantasia di Bruno Munari, l’esito finale è una sorta di narrazione collettiva, che diventa quasi una riscrittura del testo stesso.

Sempre da Twitter prendono le mosse Readers e TwitSofia. Il primo è un gruppo di lettura dedicato alla narrativa contemporanea: viene scelto un libro che viene condiviso e commentato con chiunque decida di partecipare al gruppo di lettura online. Il secondo è il primo esperimento di filosofia su Twitter, ideato da Armando Massarenti (Il Domenicale del Sole 24 Ore) e Luna Orlando (editor di Utet). Si twitta a tema con il contributo imprescindibile della comunità.

In questo contesto, le dimensioni on e off line più che elidersi si mescolano e si rafforzano a vicenda. E così può accadere che una blogger “divoratrice” di libri come Camilla Bastiana decida di condividere la passione per la lettura con i suoi follower, dando vita a un proprio personalissimo club di lettura. Il Bookeater Club è aperto a chiunque – previa stampa di una tessera come in ogni club che si rispetti – e si riunisce con cadenza mensile per commentare, discutere, leggere insieme un libro, scelto e annunciato per tempo sul blog di Camilla.

Marianna Albini e Leonardo Merlini, invece, con BeBookers organizzano a Milano serate a tema: aperitivi, cene, dopocena a base di libri, con i libri, sui libri. Esiste anche la formula a domicilio: voi invitate gli amici a casa, Marianna e Leonardo portano il libro e costruiscono attorno al suo racconto una serata fuori dal comune. Infine, li potete anche trovare ogni domenica pomeriggio alla libreria Open (di cui vi abbiamo già parlato qui) con il loro bookclub.

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