Ci piace leggere e ci piace mangiare. Quando possiamo fare le due cose contemporaneamente siamo particolarmente felici. Per questo ci siamo subito sentite a casa con Romeo & Julienne, blog (ma anche libro) che mescola – con molta grazia ed evidente passione – libri, ricette e suggestioni a tema letterario e non. Abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Nina Gigante, una delle anime del progetto, spaziando dagli utensili da cucina ai libri preferiti, dai social dinner alla cucina macrobiotica, dallo storytelling a Emily Dickinson. Insomma un’intervista che più girlitude di così non si può.

Il vostro è un progetto a più voci, ci racconti come è nato e “chi fa cosa” nella vostra squadra?

 “Chi sogna di giorno conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte” diceva Edgar Allan Poe. Diciamo che tutto è nato da un sogno in pieno giorno, mentre passeggiavo sul Tamigi meno di un anno e mezzo fa. Mi è sembrato di vedere Virginia Woolf in un caffè: la signora che le assomigliava tantissimo era tutta intenta a mangiare una torta di mele (torta di cui Virginia era davvero ghiotta e abile esecutrice), sorseggiava tè e scriveva sul suo laptop. Cosí ho cominciato a fantasticare sull’interazione tra cibo, scrittori e nuovi media, che tutti usiamo e che di sicuro stanno modificando il nostro immaginario, anche letterario. Ho parlato di questo colpo di fulmine ad amiche – e grandi professioniste – che ne sono rimaste contagiate e cosí è nato Romeo&Julienne!  In squadra, ci siamo io e Myriam Sabolla che ci occupiamo di tutti i contenuti, Alessandra Spairani che segue fotografia e styling, Lucia Catellani è l’abile mano dietro la grafica del sito e del libro e Benedetta Marchi che cura tutti gli allestimenti e parte della grafica delle cene.

Quello che ci piace di Romeo & Julienne è che sembra un contenitore di passioni e interessi diversi raccontati con uno stile molto garbato e con un pizzico di ironia, qual è il fil rouge che tiene insieme il progetto?

Il fare le cose seriamente, ma senza prendersi troppo sul serio. Lavoriamo sodo, studiamo, passiamo ore a documentarci e fare ricerche nelle biblioteche, anche online, di mezzo mondo, spulciando tra originali e ricette autografe degli scrittori, ma senza dimenticare che, hey, stiamo pur sempre parlando solo di cibo. L’ironia è fondamentale, soprattutto in quest’epoca di fondamentalismi, anche culinari.

Le ricette che proponete a volte sono “firmate” dagli scrittori stessi (come nel caso di Emily Dickinson), altre volte sono invece liberamente ispirate ai personaggi dei libri che amate. Come lavorate sulle ricette di vostra invenzione?

Ore e ore… e ore, passate a studiare e sperimentare, tra scrivania e fornelli. Lo spunto viene senz’altro dai libri o dagli scrittori che abbiamo più amato, come nel caso di Virginia Woolf, o di Murakami, per cambiare del tutto genere. La scintilla è sempre la passione: qualcosa che ti accende e che – letteralmente – fornisce carburante al tuo motore. La voglia di saperne di più, di scavare nella vita dell’autore alla ricerca di tracce, magari scoprendo, come nel caso della Dickinson che citavi tu, che ai suoi tempi era più famosa come baker che come poetessa, e, soprattutto, di condividere i risultati di queste ricerche con i nostri lettori fa il resto. Salinger diceva che “Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira”: per noi è un po’ lo stesso, ma preferiamo invitarli a cena o a cucinare con noi.

Romeo & Julienne è anche un libro (Romeo & Julienne. Scrittori e personaggi tra fornelli e web), a nostro avviso delizioso. Ce ne vuoi parlare? E, è nato parallelamente al sito oppure l’uno è stato la filiazione dell’altro?

Tornata in Italia, dopo quel colpo di fulmine sul Tamigi, ho ricevuto inaspettatamente una proposta editoriale da Bibliografica, che poi ha pubblicato il libro. La loro idea di partenza era un po’ diversa, ma io non ne ero convinta, cosí, durante un pranzo di lavoro, l’ho buttata lì: provare a immaginare cosa succederebbe se i grandi scrittori che amiamo – Shakespeare, Flaubert, Omero, solo per citarne alcuni – vivessero adesso, in questo tempo denso di ossessioni culinarie e social network. Proprio loro, grandi appassionati di cucina (Shakespeare, per esempio, era figlio di un assaggiatore di birra e dissemina tra le sue opere un intero alfabeto gastronomico, dalla A di apple alla Z di zucchini, mentre Omero non lascia mai salpare Ulisse senza avergli fatto fare scorta di cibo e ci descrive Polifemo come il primo piccolo (!) produttore di formaggio della letteratura), forse avrebbero utilizzato anche Instagram, Twitter o Facebook come espedienti narrativi per i loro personaggi! Da questa idea un po’ folle è nato il libro e, come puoi immaginare, da qui al sito il passo è stato breve. Non so immaginarmi senza libri, ma nemmeno senza rete!

Nina Gigante
Romeo&Julienne al gran completo
Romeo & Julienne. Scrittori e personaggi tra fornelli e web (2014, Bibliografica)
Le cene di Romeo&Julienne
Le cene di Romeo&Julienne

C’è il web, c’è la carta, ma non trascurate la dimensione fisica-relazionale con i vostri social dinner, come quello che avete organizzato a maggio all’interno di Reggio Narra e che avete dedicato ai 150 anni di Alice nel paese delle meraviglie. Come funzionano questi appuntamenti e ci puoi anticipare quali sono i prossimi in programma?

Il bello del web è che, attraverso i social, nascono amicizie e connessioni a cui, poi, vuoi dare un volto, due baci, un abbraccio. Cosí sono nate Le cene di Romeo&Julienne, social dinner itineranti in giro per l’Italia in cui trenta o più sconosciuti si siedono attorno a un tavolo e vivono un’esperienza di “food storytelling con cucina”: raccontiamo loro delle storie a tema e facciamo assaggiare dei piatti ispirati alla storia, tutti rigorosamente bio, cruelty-free e nutrizionalmente ed energeticamente bilanciati. Una bella serata deve far star bene anche il corpo, non solo la mente. Dopo le prime tappe, le cene continueranno a settembre a Bologna, e poi stiamo studiando le date di Torino, Trento e Roma. Anzi… ci prestate un furgoncino Peugeot? Ci serve, infatti, un veicolo affidabile e sicuro, e con un seggiolino per neonati, visto che la famiglia Romeo&Julienne si è appena allargata con l’arrivo di Adele, la nostra mascotte, nata la scorsa settimana e che, dall’autunno, accompagnerà mamma Myriam nelle serate.

Romeo & Julienne è un contenitore di suggestioni diverse ma da un punto di vista culinario ha un’impronta green e meat-free. Ci racconti il perché di questa scelta?

 Perché crediamo, tutte, nell’importanza del cibo che mangiamo e delle scelte alimentari quotidiane, per la nostra salute, gli animali, il pianeta. L’aver cura per quello che ti circonda, secondo noi, parte anche dalla cucina e da quello che, ogni giorno – tre volte al giorno – decidi di mettere nel tuo piatto e dentro di te. Inoltre, io mi sono appena diplomata cuoca e terapista macrobiotica qui in UK (una filosofia orientale che fa del cibo la tua unica medicina e della mindfulness, ovvero della consapevolezza e dell’attenzione ai bisogni individuali, uno dei suoi punti cardine) e anche le altre Romee sono molto macro! Questa filosofia alimentare è contagiosa: ti fa stare così bene, dentro e fuori, con il suo connubio di etica ed estetica, che, una volta provata, non sai più farne a meno.

Nel panorama italiano dei blog/siti dedicati al food, Romeo & Julienne ha un format decisamente originale. C’è però un modello (italiano o straniero) al quale i vi siete ispirate o comunque al quale guardate con interesse?

 In realtà no. Siamo grandi lettrici di blog, crediamo molto in questa nuova forma di conoscenza e soprattutto di condivisione, ma non c’è un modello diretto a cui ci siamo ispirate. Forse, anche per questo, abbiamo voluto creare R&J. Cibo, libri e scrittori: era qualcosa che volevamo leggere, ma che non trovavamo da nessuna parte e allora ci siamo dette “rimbocchiamoci le maniche e facciamolo noi!” Se dovessi indicarti un blog estero, ti direi il blog newyorkese Paper and Salt, che, però, è ormai fermo da un po’.

Una domanda doverosa: quali sono i tuoi libri del cuore? E, invece, rimanendo in ambito culinario, qual è secondo te un ricettario o un libro imprescindibile?

 Un anno fa ho lasciato l’Italia per trasferirmi in Inghilterra, dove adesso vivo, e dove sono arrivata, sotto gli occhi increduli del mio compagno, con quasi 50 scatoloni pieni solo di libri e aggeggi di cucina! Ho regalato e venduto tutto quello che potevo, ma non sono riuscita a separarmi dai testi delle scrittrici che adoro, Virginia Woolf in primis, Emily Dickinson, Sylvia Plath, Maya Angelou, la Bachmann, Judit Butler e potrei andare avanti all’infinito, quindi non chiedermi di scegliere! Tra i libri di argomento culinario, di sicuro è Plenty di Yotam Ottolenghi, il libro che vorrei ritrovarmi accanto se naufragassi su un’isola deserta, mentre Breviario di resistenza alimentare di Michael Pollan è un piccolo saggio che non mi stanco di rileggere. Contiene alcune regole di buon senso, ma che spesso dimentichiamo, obnubilati dalla frenesia e dal marketing: “Evita prodotti con ingredienti che nessun essere umano normale terrebbe in dispensa”; “se non hai abbastanza fame da mangiare una mela, allora non hai fame”; “mangia tutto il cibo-spazzatura che vuoi se sei tu a cucinarlo”.

Cosa non manca mai nella tua dispensa e nel tuo frigo?

Zenzero, limoni, riso integrale e cereali in chicco in genere, verdure di stagione. E poi un barattolo di miso, una pasta di soia fermentata dalle virtù magiche di cui potete leggere qui [consiglia anche Murakami!].

E qual è il tuo utensile o elettrodomestico feticcio?

Credo il cucchiaio di legno. Ne ho di ogni forma e dimensione, dai più piccoli ai più grandi, comprati in qualunque parte del mondo. Mi sembra, ogni volta che li uso, che mi raccontino una storia: i piatti che hanno preparato, gli ingredienti che hanno incontrato, le mani degli artigiani che li hanno costruiti. Poi, la grattugia specifica per lo zenzero e quella per il lemon zest, il tagliere suddiviso per ingrediente (mai più senza! È molto più igienico), il suribachi per macinare i semi di sesamo, e, in questo momento, la centrifuga, che mi dà il buongiorno ogni mattina. Insomma, come per i libri, difficile scegliere!

Infine, ci dedichi una delle vostre ricette?

Vi dedico quella che sto preparando proprio in questo momento! Il gelato di Amélie Nothomb: tutto al femminile, proprio come Girlitude, inventato da sua sorella Juliette per soddisfare la passione di questa scrittrice decisamente fuori dagli schemi per il cioccolato bianco e le ciliegie al maraschino. Una ricetta un po’ lunga, ma di facile esecuzione, che permette di preparare il gelato in casa senza bisogno della gelatiera. E vi dedico anche i libri che l’hanno ispirato e con cui, mentre lui ghiaccia, voi potete rilassarvi: Metafisica dei tubi e La cucina di Amélie.

Buona coppa di gelato, buona lettura e buona (calda) estate!

Grazie Nina per essere stata con noi e buona estate a te!

Trovate la banda al completo di Romeo&Julienne qui:

www.romeoejulienne.com

 https://www.facebook.com/romeoejulienne

 

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