Compagni di viaggio: istruzioni per l’uso

Se la scelta e la personalizzazione dell’auto dicono molto di noi, altrettanto rivelatore si dimostra essere ciò che accade al suo interno. Se quando siamo sole diventa una sorta di zona franca in cui possiamo cantare a squarciagola anche se siamo indecentemente stonate, mangiare quelle patatine malsane che ci piacciono tanto, o semplicemente stare un po’ in silenzio dopo una lunga giornata di lavoro; quando, invece, accanto a noi siede qualcuno, l’auto offre un fedele, spesso tragicomico, spaccato delle nostre relazioni. Attingendo alle esperienze personali delle sue componenti, la redazione di Girlitude ha stilato una lista di situazioni tipo. Alzi la mano chi di voi non ne ha provata almeno una, una volta nella vita.

In viaggio con papà

Per lui sarete sempre la sua bambina, qualunque sia l’età raggiunta, lo status professionale e quello sentimentale. Questo significa, da un lato affetto incondizionato, dall’altro, essere percepite sempre e comunque come delle neo-patentate. L’esame inizia ancora prima di salire a bordo, perché lui per prima cosa ispeziona parafanghi, luci, carrozzeria con aria indagatoria, poi passa ai segnalatori luminosi presenti sul cruscotto, certo di trovare qualcosa che non va. E in effetti sì, confessate, quand’è stata l’ultima volta che avete controllato il livello dell’olio? Poi sale, si allaccia la cintura di sicurezza, con indifferenza si aggrappa anche alla maniglia, e qui inizia la parte veramente difficile, quella che per voi in termini di calorie bruciate equivale a tre sessioni intensive di spinning e in termini emotivi a una serie di sedute aggiuntive dall’analista. Perché papà passerà tutta la durata del viaggio – breve o lungo che sia – a giudicare ogni vostra singola azione. Fatevene una ragione. Frena, sterza, accelera, perché non scali la marcia. Certo che non pensavo che guidassi così veloce, attenta ché rischi di prendere una multa. Sono centinaia le famiglie che hanno interrotto per mesi ogni forma di comunicazione in seguito a esperienze di viaggio di questo tipo.

Thelma & Louise

L’amica del cuore, quella che sa tutto di voi. Anche quello che nemmeno voi sapete. Con lei ogni viaggio è subito Thelma & Louise, anche se dovete andare dietro l’angolo. Siccome il diavolo è nei dettagli, voi non lasciate mai nulla al caso: scorte delle vostre caramelle preferite, cioccolatini, una buona selezione musicale, la mazzetta dei giornali, una serie di gossip che non vi siete raccontate prima proprio per gustarveli meglio in viaggio. Ecco, forse l’unico problema è che così si perde un po’ di vista l’obiettivo, infatti, finite regolarmente per trovarvi sulla tangenziale sbagliata, senza la più pallida idea dell’itinerario perché nessuna delle due lo ha controllato. E’ vero, potreste usare il navigatore ma “la sua voce” vi sembra un fastidioso rumore di fondo, è meglio tenerlo spento. Alla fine arrivate sempre a destinazione, ci mancherebbe. Certo, mai per la via più facile. Del resto si sa, nella vita ciò che conta non è la meta ma il viaggio stesso.

True Love

La vera prova d’amore è non uccidere il proprio compagno dopo aver guidato con lui a fianco tutto un pomeriggio. In sintesi è la versione peggiorativa di vostro padre (e qui si ritorna al tema dell’analista). Non si rassegna all’idea che guidiate voi e che sappiate anche farlo. E incredibile a dirsi: sapete la strada senza bisogno di chiedergli indicazioni e riuscite a parcheggiare in retromarcia bene e senza eccessivi sforzi. Insomma, il suo ego subisce un duro colpo. Voi in compenso – dopo aver fatto sforzi supremi per non gettarlo fuori dalla macchina in corsa – comprendete che, per la tutela della coppia e del vostro benessere mentale, sia meglio far guidare sempre lui.

Il migliore amico dell’uomo

Il vostro cane, quello che vi seguirebbe ovunque con lo stesso immutato entusiasmo. Ora i cani si dividono in due grandi categorie: ci sono quelli che amano la macchina alla follia, la brezza che entra dal finestrino abbassato e scompiglia le orecchie, la vostra voce in sottofondo, i biscotti allungati durante il viaggio. Ma ci sono anche quelli che odiano disperatamente l’auto, che si incollano al suolo del parcheggio e per farli salire bisogna prendere un argano, che passano tutto il tempo del viaggio accasciati con aria sconsolata sul sedile o nella gabbia. Cani che cercano di richiamare la vostra attenzione in ogni modo possibile. Cosa accomuna le due tipologie? L’enorme sconfinata produzione di pelo. Basta che oggi un cane metta zampa sulla vostra auto per mezz’ora e troverete peli sui sedili fino a Natale. Le vere habituè si riconoscono dal fatto che, fra lo sprezzante e il rassegnato, hanno ormai smesso di passare l’aspirapolvere. Tanto sanno che è una battaglia persa in partenza.

Un giorno di ordinaria follia

Interno auto, ore 9, traffico dell’ora di punta sulla Milano-Venezia, in direzione di un cliente. Lato passeggero la collega che lavora con voi sul progetto. Apparentemente una normale giornata di lavoro. Nella realtà, una delle situazioni potenzialmente più stressanti per il vostro equilibrio psicofisico, perché per la Legge di Murphy avrete accanto la temibile maestrina, miss perfezione. Lei è bravissima, efficientissima, multitasking e naturalmente sempre in splendida forma, con trucco e parrucco impeccabili. Insomma la personificazione del senso di inadeguatezza quotidiano per voi che, come ogni mattina, vi siete svegliate all’alba con occhiaie come fossati, vi siete vestite e truccate al buio in un tempo netto di 5 minuti e avete sulla scrivania una lista di cose da fare continuamente procrastinate più lunga di tutti i Rotoli del Mar Morto messi insieme. Ovviamente lei parla tantissimo. Per tutto il viaggio, senza sosta. Quando arrivate a destinazione vi sentite la versione sgualcita di Calimero, pronta però a compiere una strage.

 

Nella foto Barbara Streisand e Ryan O’Neal in Ma papà ti manda sola? di Peter Bogdanovich (1972)

Photo credits www.bergamofilmeeting.it

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