Ci sbilanciamo, se l’inversione di tendenza che da qualche anno sta ribaltando tutti i luoghi comuni sul meteo dovesse continuare, non c’è nulla di meglio che programmare una vacanza, o parte di essa, nel Nord Europa. Clima mite e caldo godibile, giornate lunghe e piene di luce, il giusto mix di natura e contesti urbani, il mare a portata di mano. Il nostro personale consiglio cade su Oslo, una città in divenire, che, partita in sordina rispetto alle più cutting-edge Stoccolma e Copenhagen, sta un po’ alla volta travalicando i confini nazionali, imponendosi come una delle capitali europee in più rapida crescita e trasformazione. Da tempo ai primi posti nelle classifiche delle città con la miglior qualità della vita, grazie soprattutto alle dimensioni contenute che la rendono, ad esempio, facilmente attraversabile anche solo a piedi – temperature permettendo ovviamente – Oslo può contare su uno scenario mozzafiato, paesaggisticamente parlando, e una natura incontaminata a pochi passi dal centro urbano.

In questo quadro si inseriscono quei landmark architettonici che negli ultimi anni ne stanno ridisegnando il volto principalmente nell’ottica di un recupero, slow e sostenibile, del suo rapporto con l’acqua. La nuova Opera House, in primis, dal bianco accecante, si adagia come una sirena sull’area del porto. Area oggetto di una vasta opera di riqualificazione che si completerà nel 2016, quando il masterplan del waterfront, noto sotto il nome di Barcode e affidato allo studio olandese MVRDV, sarà portato a compimento: una dozzina di edifici ad altezza variabile – come un ideale ‘codice a barre’ –  disposti su lotti stretti e lunghi che ospiteranno residenze, uffici e servizi commerciali, tra cui il nuovo Munch Museum, e una serie di passerelle che, oltrepassando i binari della stazione, riconnetteranno quest’area al mare e ai caratteristici fiordi. Il neonato quartiere di Tjuvholmen è, invece, già una vivace realtà e nel corso degli ultimi anni è già salito alla ribalta della vita culturale e artistica della città. L’isola su cui nel diciottesimo secolo sorgeva una prigione, da cui il nome Isola dei Ladri, è stata trasformata grazie a un cospicuo investimento e al lavoro di una ventina di studi di architettura, tra cui quello del nostrano Renzo Piano. L’architetto genovese ha, infatti, firmato la nuova sede dell’Astrup Fearnley Museum, che possiede una delle collezioni di arte moderna e contemporanea più importante del Nord Europa. Il museo è fiancheggiato dal Tjuvholmen Sculpture Park, un’area all’aperto – punteggiata di canali, prati verdi e una piccola spiaggia – che ospita sette sculture site-specific realizzate da altrettanti artisti contemporanei all’insegna della massima integrazione tra arte e vita metropolitana.

Opera House, Oslo
Photo credits www.snohetta.com

Barcode, Oslo
Photo credits www.e-architect.co.uk

Astrup Fearnley Museum, Oslo
Photo Credits  Nic Lehoux

Sculpture Park, Oslo
Photo credits www.visitnorway.com

The Thief Hotel, Oslo
Photo credits www.norskeperler.com

The Thief Hotel, Oslo
Photo credits www.wallpaper.com

FRU-K Restaurant, Oslo
Photo credits www.fru-k.no

Mathallen Food Market, Oslo
Photo credits www.visitnorway.com

Paleet, Oslo
Photo Credits www.wallpaper.com

Inch Salon, Oslo
Photo Credits www.inchfrisor.no

Inch Salon, Oslo
Photo Credits www.inchfrisor.no

Fuglen, Oslo
Photo credits www.toshimoshi.com 

Fuglen, Oslo
Photo credits www.toshimoshi.com 

Sempre qui sorge The Thief l’indirizzo più all’avanguardia in tema di accoglienza. Un design hotel meta imprescindibile per le art&design lovers tra voi. Gli interni sono arredati con il meglio del design e dell’arte contemporanei: pezzi di Tom Dixon e Patricia Urquiola (solo per citarne alcuni) fanno da contraltare alle principali firme del design norvegese e dalla terrazza, che d’estate ospita serate e dj set, si abbraccia con lo sguardo una vista spettacolare. L’offerta culinaria non è da meno. Ospitato negli spazi dell’hotel, il ristorante Fru K (#velkommen) propone i piatti della tradizione norvegese e scandinava, a base di verdure e pesce freschissimi, sapientemente rivisitati dallo chef Johan Laursen. Emblema della fiorente food scene della città è il Mathallen Food Market, nel quartiere di Vulkan, un luogo di incontro per tutti gli appassionati di cibo che possono aggirarsi in quest’antica fabbrica recuperata tra una trentina di banchi di prelibatezze di ogni genere: formaggi, birre, pane, pesce, dolci tipici e caffè. E al mezzanino, uno spazio dedicato a eventi speciali ivi compresi corsi di cucina e di degustazione di vini.

Per chi non può rinunciare agli acquisti lo scorso settembre ha riaperto dopo una lunga ristrutturazione Paleet lo shopping centre di qualità sulla centralissima Karl Johans gate. In un’atmosfera calma e rilassata si può gironzolare tra una trentina di negozi di marchi fashion high-end, concept&lifestyle store e nuovi angoli ristoro. Se avete bisogno di una veloce remise en forme i saloni Inch Hair Salon and Spa fanno al caso vostro. Tre punti in città che regalano una vitale full immersion di bellezza in spazi allestiti con un gusto vintage contemporaneo: arredi su misura mescolati a pezzi recuperati dai mercatini delle pulci, come i tavolini retro che fanno da postazioni, dotati di specchi che vengono rimossi all’occorrenza per offrire cibo e aperitivi.

E se, in ultimo, volete concedervi una pausa caffè sappiate che a Oslo rischierete di berne uno dei migliori della vostra vita. Qui, infatti, la bevanda, è una faccenda maledettamente seria soprattutto in fatto di produzione artigianale e preparazione che avviene con una maniacale attenzione ai dettagli. Ci torneremo di sicuro quando faremo una panoramica delle migliori caffetterie in giro per il mondo, per ora rimanete sul classico e fermarvi da Fuglen: un coffee shop attivo dal 1963 che, oltre a servire le migliori miscele “autoctone” – Kaffa, Solberg & Hansen, Supreme Roast Works e Tim Wendelboe – dal 2010 la sera si trasforma in uno dei più gettonati cocktail bar e tutto dei suoi arredi scandinavi originali degli anni ’50 e ’60 – sedie, tavoli, lampade, bicchieri, ecc. – è in vendita. Dopo il clima, il caffè. È ufficiale: il Nord è il nuovo Sud.

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