Anche Girlitude ha il suo bookclub, qui indagheremo le abitudini di lettura di blogger, scrittori, web influencer e giornalisti. A loro toccherà, anche, l’arduo compito di “fornirci” consigli di lettura… è uno sporco mestiere, ma qualcuno deve pur farlo. 😉

La nostra prima ospite è Francesca Crescentini, altrimenti nota come Tegamini.

Blogger e traduttrice, Francesca lavora in un’agenzia di comunicazione e sta scrivendo il suo primo libro. Altri segni particolari: ama i Minipony, l’ombretto nero (come darle torto?) e vive a Milano con Amore del Cuore e il maestoso gatto siberiano Ottone von Asgard. Le sue Matrimoniadi – ovvero il matrimonio con Amore del Cuore – sono state il vero evento mondano del 2014 (ehi Amal, per cortesia, scansati).

Se ancora non avete fatto conoscenza con lo strabiliante mondo tegaminesco, dovete subito porre rimedio. Questo è il sito: www.tegamini.it ma trovate Francesca anche su Facebook e su Twitter (@francescapeach).

Dove leggi solitamente?

Nel mio caso, non c’è un posto preciso. Ci sono più dei momenti – pochi – e delle abitudini, piuttosto maniacali. Mi piace molto leggere in treno e sulle cose che si spostano. Da quando non sono più una super pendolare, però, succede di rado. Diamine, sono felicissima di andare in ufficio a piedi, ma ho anche molto meno tempo per sedermi in santa pace e fare quello che mi pare. Il risultato è che vado sempre in giro con un libro nella borsa e, quando capita, sono prontissima a rimettermi a leggere. Soluzioni precarie ma mega-dinamiche.

C’è un momento della giornata che preferisci?

La pausa pranzo è importantissima. In generale, sono una persona che legge mentre mangia. Il mio momento preferito per leggere, in realtà, è la cena. Perché a pranzo sono sempre di fretta e finisce che leggo quattro pagine e devo piantarla lì, arrabbiandomi come un caribù. La cena, invece, è un glorioso momento di lettura prolungata. Chiaro, preferisco mangiare con Amore del Cuore e raccontargli tutti i fatti picci-picci della mia indimenticabile giornata, ma se alle 18.30 mi arriva il classico messaggio dell’impegno che sopraggiunge all’improvviso – Tesoro di cuccioli, a cena non ci sono, devo giocare a calcetto – scatta il felicissimo Piano B dell’insalatona da triceratopo. Mi preparo una gigantesca zuppiera piena di vegetali e leggo pacificamente, col gatto che mi fissa con una certa insistenza i pezzi di tonno. Credo di essere una delle persone al mondo che mangia più piano, il che aiuta parecchio ad arrivare in fondo al capitolo. Quando ho molta voglia di leggere, però, può verificarsi una situazione piuttosto imbarazzante. Può capitare che – tanto per prolungare il momento-lettura – mi venga la brillante idea di buttare nella pentola tre etti di tortiglioni.

C’è qualche rituale legato alla lettura che “applichi” fedelmente?

Avevo un sacco di segnalibri, un tempo. Ma il trasloco li ha dispersi. Anche qui, la risolvo con metodi casuali. Qualsiasi cosa può diventare un segnalibro. I ristoranti giapponesi, spesso, ti mettono le bacchette dentro a una foderina di carta. Perfetto, la foderina di carta è un segnalibro. Così come lo scontrino dell’Esselunga, la bustina di zucchero del bar, gli adesivi inutili che ti regalano agli EVENTI e pure gli elastici per i capelli. Insomma, i miei libri sono pieni di scemenze. E le orecchie si fanno solo in circostanze disperate, anche se non sono una super-fanatica dei libri perfettamente intonsi. Un paio d’anni fa sono andata in spiaggia con un Millennio, per dire. L’Iconologia di Cesare Ripa, un prodigio. Credo ci sia dentro ancora un po’ di sabbia, ma l’idea di aver “fatto” delle cose insieme a un bel libro mi piace molto. Anche a costo di spiegazzare un po’ la copertina.

Sicuramente sei una cosiddetta “lettrice forte”, ma c’è un genere che ami particolarmente?

So benissimo quali generi detesto, ma riesco a classificare con chiarezza le cose che amo. Mi piace Douglas Adams, ma non vado pazza per i romanzi di fantascienza – non temere, Asimov, non sto parlando di te. Adoro Terry Pratchett, ma il resto del fantasy “canonico” ha il potere di mandarmi in coma. Continuo a pensare che i primi libri delle Cronache dei vampiri di Anne Rice fossero meravigliosi, ma tutto il filone “sovrannaturale” degli ultimi anni – vedi licantropi, fantasmi, angeli, moffette telepatiche, grifoni telecinetici, demoni volanti e mucche magiche – mi sembra un pastrocchione. Più che un genere, alla fin fine, cerco una storia che possa stupirmi. Un punto di vista originale e una voce che riesca a farmi scoprire qualcosa a cui non avevo mai pensato prima.

Leggi più libri contemporaneamente o solo uno per volta?

Cerco di leggere un solo libro per volta. Visto che, come attitudine generale alla vita, faccio sempre novemila assurdità in contemporanea, ho deciso che i libri devono diventare la mia oasi di scintillante tranquillità. Almeno nei libri, devo ritrovare un po’ di ordine e un ritmo accettabile. Calma e sangue freddo, è un libro. Puoi fare quel che ti pare, non c’è bisogno di correre. Se invece leggo qualcosa per lavoro – incredibile ma vero, c’è chi mi chiede di leggere un romanzo e di fornire un parere ben argomentato – ho il potere di procedere in parallelo a ritmi supersonici.

Come scegli quali libri leggere? Crei un percorso in qualche modo prestabilito oppure si tratta di scelte randomiche?

Sto attenta alle novità, soprattutto se si tratta dei miei scrittori preferiti. E, almeno per l’inglese, sono molto felice di non dover aspettare l’uscita della traduzione. Se è un periodo poco vivace – insomma, mica può uscire un miracolo ogni venti minuti – mi dedico al doveroso recupero dei classici e alla saggistica. Mi piace frugare in cerca di consigli o prendermi qualche ora per spulciare i cataloghi delle case editrici. Là fuori c’è tutto un mondo di roba che mi sono persa. E la faccenda è inaccettabile.

Cosa stai leggendo adesso?

 Auro Ponchielli contro la fine del mondo di Alessandro Pozzetti. Fa molto ridere. E’ scritto davvero bene e l’intreccio si preannuncia prodigioso. Altra cosa bella, l’ha pubblicato NN, una casa editrice nuova di pacca. E, di questi tempi, fa proprio piacere dare il benvenuto a qualcuno che ha deciso di provarci nonostante la generalizzata sventura del mondo dei libri. Loro, mi pare, stanno facendo un ottimo lavoro. E Pozzetti è una meraviglia. Somiglia un po’ ad Ammaniti – l’Ammaniti del filone grottesco super divertente. Solo che qua ci sono anche gli alieni. O almeno credo. Di sicuro c’è un pinguino capace di scomporre il tessuto della materia. E c’è anche un pubblicitario col fisico da pinguino. Sugli altri personaggi, per ora, il mistero è ancora fitto. I pinguini sono la mia unica certezza.

 
 

 Ci parli del tuo blog: come è nato, quando?

 Tegamini è nato nel 2010, quando mi sono trasferita in un’altra città per diventare grande. Ho sempre avuto un blog, ma mi sembrava il momento giusto per ricominciare da capo e provare a scrivere in maniera un po’ più strutturata e costante. Nonostante i buoni propositi, Tegamini non ha un “tema”. Non è un fashion blog, non è un blog di cucina, non è un blog letterario o un posto pieno zeppo di tutorial che ti spiegano come truccarti da Barbie Regina dei Ghiacci. È, semplicemente, un contenitore che raccoglie tutto quello che mi interessa e che mi fa felice. Mi piacciono gli animali, parlo di animali. Sono andata da qualche parte? Perbacco, diciamolo a tutti! Amore del Cuore mi ha regalato una tutina da unicorno? FANTASTICO. E’ uscito un film con i supereroi? Non sarò mai in grado di contenere tutta questa euforia! Ad un certo punto, poi, si è scoperto che parecchie persone – tutte assolutamente splendide – condividono le mie felicità e i miei interessi… e ho smesso di parlare da sola. Anzi, sono diventata un generatore involontario di entusiasmi collettivi. E scompostissimi.

Qualche tempo fa, ho letto un tuo post che mi ha fatto molto ridere – non me ne volere – sulle difficoltà che stavi incontrando nello scrivere il tuo primo libro. Va meglio adesso? Ci puoi anticipare qualcosa?

 Sono molto contenta. Mi sono bloccata di nuovo perché ho una traduzione da consegnare prima delle vacanze, ovviamente, ma c’è della speranza. Delle persone saggissime hanno letto quello che sto combinando e, magimagia, mi hanno ordinato di finire. Anzi, una di queste persone saggissime mi ha chiesto di lavorare in una certa direzione… e ho fantasticamente scoperto di avere parecchie cose da dire. Il programma, quindi, è il seguente. Finire la traduzione, russare per due settimane in Sicilia, dedicarmi con costanza ed entusiasmo alla nuova “pista”. Essere presa sul serio, comunque, è una sensazione strabiliante. Soprattutto quando capita che ti dicano “è un peccato parlare solo di questo. Allarga un po’ il campo”. Insomma, è ancora un casino, ma ho trovato le conferme che mi mancavano. Non so come andrà a finire, ma sono un po’ meno demoralizzata.

Ora il domandone finale, da brava intervistatrice. Ci consigli quattro libri – anche di più se vuoi – da portare in vacanza?

Consiglierò i quattro libri che consiglio sempre alle persone che amo. Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace – che la famiglia Tegamini del Cuore ha anche utilizzato come bomboniera del matrimonio – Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro – la storia che fa più piangere al mondo, ma in una maniera talmente intelligente e poetica che non potrete non ringraziarmi (tra una soffiata di naso e l’altra) – il Manuale di zoologia fantastica di Borges – perché nessuno può spiegarvi che cos’è una manticora meglio di Borges – e La principessa sposa di William Goldman – perché, che ci crediate o no, Inigo Montoya ha ancora parecchi segreti da rivelarvi. Se state via due mesi (buon per voi) portatevi pure La strada di Cormac McCarthy e Romanzo rosa di Stefania Bertola (sono due libri assolutamente incompatibili tra loro, ma dovreste comunque leggerveli). E Anna Karenina. Per carità, buttatevi su Anna Karenina – ma non buttatevi sotto al treno.

Grazie Francesca per esserti sottoposta al nostro interrogatorio e in bocca al lupo per il tuo libro!

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