Fra lunch-box di design, ricette accattivanti e rigetto per le meste insalatine del bar sotto l’ufficio, si registra ormai da qualche anno la riscossa della schiscetta, vista non più come il pranzo punitivo davanti al pc ma come un modo per mangiare meglio e con più gusto rispetto all’offerta ripetitiva dei soliti bar a portata di pausa pranzo.

Per scoprire tutti i segreti di un pranzo da ufficio perfetto abbiamo incontrato Alessandro Vannicelli che di schiscetta è cintura nera. Trentacinque anni, milanese, un trascorso professionale nell’ambito della comunicazione e una vera passione per la buona cucina, Alessandro, ha iniziato documentando su Tumblr la sua consolidata abitudine di portarsi in ufficio il pranzo assemblato con cura a casa: ogni giorno una schiscetta e piano piano un vasto seguito di follower. Il successo del blog Schisciando (schisciando.tumblr.com) è stato tale da farlo evolvere in un sito (www.schisciando.com) e un libro (Schiscetta perfetta, De Agostini).

Ci racconti da dove nasce la tua abitudine di portarti il pranzo in ufficio? E come è nata l’idea del blog?

Il progetto nasce 2 anni fa, avevo ed ho una grandissima passione per il food ereditata dai miei genitori, oltre ad essere un campione indiscusso di “sollevamento della forchetta”, volevo celebrare questo entusiasmo con un blog. Non volevo fare un blog con foto e ricette, non perché sia “radical chic” a tutti i costi o per differenziarmi, ma perché desideravo uno spazio vicino alle mie abitudini come quelle di amici e colleghi di ufficio. La schiscetta è una abitudine che mi porto dietro da lungo tempo, quando vivevo con i miei genitori, mio padre la preparava per me e mio fratello, ed è un bellissimo ricordo. Schisciando è in qualche modo un verbo coniugato, “uno stile di vita” come recita il claim del blog. Un modo di rapportarsi con spirito positivo alla crisi economica di cui parliamo da anni. Schiscetta Pride (non più concezione sfiggy).

Come funziona il tuo rituale della schiscetta? Prepari la sera prima oppure la mattina prima di uscire?

Per me la Schiscetta è un momento catartico. Dopo una giornata di ufficio, una pausa di relax, rispetto alle fatiche della giornata. La cucina, come antidoto naturale allo stress e come momento di condivisione con la propria compagna/o. Al mattino si possono preparare insalate o schiscette veloci, la serata è dedicata a ricette con maggior apporto di tempo. Parto da piatti semplicissimi, da couscous freddi a paste molto basic fino ad arrivare alla contaminazione e i piatti più elaborati che trovate nel blog e all’interno del libro. Sicuramente il mio approccio rimane la semplicità abbinata al “gusto di pancia” e il “gusto dell’occhio”. Ricordiamoci: è bello aprire la schiscetta e trovare una pietanza che appaga non solo il gusto ma anche la vista.

C’è una sorta pianificazione delle ricette sulla base della quale fai la spesa? O segui gli umori giorno per giorno?

Si basa su un calendario di una antica divinità Sumera. Scherzo ovviamente! Per portare avanti il blog come progetto editoriale, sicuramente devo organizzarmi molto e dividermi tra ufficio, mercato e supermercato. Durante i primi timidi approcci culinari mi sono reso conto immediatamente che il modo in cui cucinavo era caotico e improvvisato, passando tantissimo tempo ai fornelli appena tornato dall’ufficio. Sprecavo più energie a ripulire la cucina e rimettere in ordine quando magari avrei potuto sfruttare quel tempo per stare con la mia fidanzata, leggere un buon libro o ascoltare musica. Poi accostandomi con il tempo, ho messo a punto un piano alla cucina più metodico per preparare le mie schisce dal lunedì al venerdì. Non me ne sono mai pentito. Lo trovate sul mio libro Schiscetta Perfetta, edito da DeAgostini.

Come deve essere assemblata una schiscetta perfetta? Quali sono le combinazioni giuste?

La schiscetta perfetta non esiste. O meglio esiste abbinata al proprio gusto personale. Personalmente adoro le polpette. Intriganti e sexy. Le puoi gustare anche con le dita, giocando con le consistenze, gli intingoli. Provo sempre abbinamenti differenti, sperimentando e lasciandomi contaminare da altre cucine. Ora sono rapito da un libro inglese di insalate e un libro di cucina ebrea e sto pensando di sperimentarne alcune modificando alcuni ingredienti per renderle più “schiscettabili”, mi direte anche voi di Girltude se il risultato sarà apprezzabile.

Come si fa a evitare le due trappole più comuni che insidiano la preparazione della schiscetta, ovvero la noia della ripetitività (“preparo un kg di insalata di riso così sono a posto per tutta la settimana”) e la pigrizia del doverla preparare?

In realtà iniziare anche con la ripetitività è positivo. Partite dalla ricetta base di una insalata di riso, per poi aggiungere fantasia e ingredienti: riso basmati, melone a cubetti, provolone, prezzemolo, menta e fette di prosciutto crudo. Partiamo da una base per poi arricchirla, le combinazioni sono infinite.

È vero che i tuoi colleghi ci hanno preso gusto e ormai cucini anche per loro? Possiamo dire che nella tua esperienza, il pranzo in ufficio è anche un modo per socializzare di più e meglio con i colleghi?

Da qualche tempo mi sono gettato nel fantastico mondo dei consulenti e ho fatto del nomadismo prandiale la mia missione! Pranzo in giro e i colleghi sono sempre vari! In generale un pasto in solitudine non lo voglio augurare a nessuno. Io però ho lavorato in diversi uffici, sia in ambienti formali che in luoghi decisamente easy. Ho avuto, tra colleghi che andavano e che venivano, la possibilità di approfondire molti rapporti e vi assicuro che raramente sono stato solo! Sono tante le persone che hanno reso la mia pausa pranzo comunque divertente e social. Andando oltre la schiscetta.

Che cosa non deve mai mancare in dispensa e nel frigorifero? Quali sono per te quei cibi salva-vita che comunque consentono di approntare un pranzo o una cena decorosi?

Nella dispensa non deve mai mancare l’uovo. Nell’alta cucina da alcuni anni esiste un moto di riscoperta per le uova: da ingrediente semplice e poco servito sulle tavole dei ristoranti stellati è passato alla ribalta dopo che alcuni chef hanno studiato più approfonditamente le sue caratteristiche. Il più conosciuto in Italia è sicuramente Carlo Cracco. Ma tralasciando le rockstar della cucina, l’uovo è l’ingrediente tipo che permette di essere declinato in svariate ricette, dalla semplice frittata, alla frittata di ripasso con la pasta avanzata, ad una omelette al formaggio, ad una omelette leggera di soli albumi con qualche verdura, ad una crepe salata. Insomma: se nel vostro frigorifero trovate una eco da grotte di Pertosa, un paio di ovetti salveranno cena o schiscetta. Per la serie: Keep calm and cook your eggs.

L’utensile o l’elettrodomestico di cui non faresti mai a meno?

Utensile: Il coppapasta. Oramai ne abuso, datemi del metadone, ne sono dipendente. Elettrodomestico: Frullatore/Tritatutto: ve la ricordate “la forza di 100 braccia?” Da piccolo era uno dei miei spot preferiti. Generazione segnata dalla TV anni 80’, lo dico sempre.

Qual è il tuo comfort food?

La parmigiana che preparava mia madre la domenica mattina (io a quell’ora tentavo di riprendermi dai postumi del sabato sera). O il gattò (o gateau) di patate, uno dei suoi piatti forti, che, col tempo, è diventato un mio cavallo di battaglia. Sono i sapori a cui non ho mai rinunciato, per questo ho deciso di portarmeli anche in ufficio. In questo, lo ammetto, sono un po’ choosy.

 Ci parli un po’ del tuo libro? Che tipo ricette proponi?

Ho provato a scrivere il libro che avrei voluto avere quando ho iniziato a muovere i primi passi in cucina. Troverete capitoli come “Le Cover”: un omaggio diretto al mio passato professionale in ambito musicale, le cover sono una reinterpretazione di classici di altri artisti, io affronto i classici della cucina italiana, alla mia maniera. Poi ci sono altri capitoli come “Un pieno di verde, grazie”, dove propongo ricette vegetariane sfiziose, “Carboidrato Mon Amour” dove esprimo la mia gioia e dipendenza per i piatti a base di pasta e riso, Carnazza & poco pesce (il titolo parla da se non è vero?), Schiscia dolce Schiscia etc etc.

C’è un libro di cucina/ricettario a cui attingi e che consiglieresti a tutti – appassionati e non – di avere sempre a portata? “Schiscetta perfetta” a parte, si intende!

Personalmente adoro i libri di Jamie Oliver, il suo entusiasmo per la cucina è contagioso, è un po’ lo spirito che ho cercato di riportare nel mio libro. Oppure, rimanendo in casa nostra, mi piacciono Simone Rugiati, Alessandro Borghese e, perché no, Bruno Barbieri. Con quella sua aria da furbetto romagnolo. Un consiglio è anche di leggere Pellegrino Artusi, il primo vero foodie italiano. Scrittura arcaica ma attuale e densa della tradizione italiana.

 Come ti piacerebbe che evolvesse in futuro Schisciando? C’è qualche nuovo progetto in vista?

Da qualche mese è on line il sito www.schisciando.com, iscrivetevi alla newsletter, a breve ci saranno novità. E’ un sito aperto alle schiscette delle persone che mi seguono, ci sono aree tematiche con approfondimenti settimanali e soprattutto le ricette, che nel blog su Tumblr non trovavano spazio. Il Tumblr rimane ovviamente, ma sarà dedicato non solo alle foto delle schisce ma anche a backstage, video etc. Ho aperto il canale YouTube, con qualche format dedicato e i racconti da schiscetta perfetta di amici e persone. A settembre lancerò il merchandise di Schisciando. Un merchandise sostenibile e molto vicino al tema food, ci sto lavorando da mesi e sarà una bella sorpresa per tutti. Sempre sul finire del 2015 troveranno spazio nuove sezioni sul sito, dedicate alla pausa pranzo in giro per la città, con qualche dritta dedicata alle persone che non hanno avuto tempo di prepararsi la schiscia e vogliono spendere poco e godersi un pranzetto.

Ultimissima domanda: ci dedichi una schiscetta? Pensata per le lettrici di Girlitude?

Certo, seguitemi in cucina, pranziamo insieme però?

Insalata Parigina
www.schisciando.com

Insalata parigina

Ingredienti: 200 g di songino; 2 pesche gialle; 120 g di gorgonzola piccante (non cremoso); 1 cucchiaio di miele millefiori; 4 cucchiai di aceto balsamico; olio extravergine di oliva qb; sale qb.

Preparazione: Pulite il songino, lavatelo e asciugatelo con cura. Sbucciate le pesche, tagliatele a metà, eliminate i noccioli e riducetele in spicchi. Raccogliete in una ciotolina il succo che rimarrà sul tagliere. Mettete l’aceto balsamico in un pentolino a fiamma bassa, fino a quando sarà ridotto della metà. Unite un pizzico di sale, il miele e 3-4 cucchiai di olio, quindi mescolate tutto, togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Tagliate il gorgonzola a cubetti. Impiattate nella schiscetta il songino, mettendo al centro le pesche e il gorgonzola a cubetti. Condite con la salsina al miele, unendo il succo di pesca che avete conservato, e aggiustate a piacere con un pizzico di sale.

Grazie Alessandro per essere stato nostro ospite e alla prossima schiscetta!

Trovate Alessandro qui:

www.schisciando.com

www.facebook.com/schisciando

www.twitter.com/vannicelli

www.schisciando.tumblr.com 

Potete acquistare il suo libro Schiscetta Perfetta qui.

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