Caldo, noi non ti temiamo!

Una selezione di ristoranti fra Milano, Roma e Bologna, in cui è possibile mangiare all’aperto. In collaborazione con Zero.

 Casottel – Milano, via Fabio Massimo, 25

Aperto: 12:00-15:00 / 19:00-22:30. Chiuso il martedì

Il giardino è bellissimo e l’atmosfera da ex bocciofila riporta a una Milano che non c’è più, quando oltre le mura era già campagna. Non credete se al telefono vi dicono che non c’è posto, una volta entrati la signora Isa vi troverà un tavolo: sedetevi, ordinate un litro di barbera Giovanni Gazzotti dell’Oltrepò, “spillato” direttamente dal bottiglione – terribile al primo sorso, poi però in qualche modo va giù – e fatevi guidare: di solito si inizia con un antipasto in due per non rovinarsi l’appetito: salumi, sottaceti, melanzane alla parmigiana e quello che c’è; i primi sono gustosi e abbondanti: tagliatelle al ragù, ravioli di zucca fatti in casa o risotti (anche con l’ossobuco); tra i secondi – un po’ più cari di quello che ci si aspetterebbe – d’obbligo la cotoletta o la semplice bistecca, da preferire alla tagliata. E poi, avete mai assaggiato lo strudel?

 

Al Fresco – Milano, via Savona, 50

Aperto: 12:30-14:30 / 19:30-23:00

Val la pena mettere da parte 50 euro per mangiare fuori? Dipende dal ristorante: da Al Fresco sicuramente sì. Difficile trovare un difetto in quello che per molti, noi compresi, è una delle novità più interessanti degli ultimi anni. Qui la qualità del cibo è alta, sia per quanto riguarda le materie prime che per l’esecuzione dei piatti, come gli spaghettoni di Gragnano del pastificio dei Campi con pesto di mandorle e pomodorino essiccato al sole e bottarga di muggine (la pasta è bella al dente, grazie al cielo), o il baccalà al vapore e marinato alla verbena e aceto di miele, su panzanella di verdure e crema di fagioli cannellini. Il luogo è a dir poco fantastico: a cominciare dal giardino con fiori, ciliegi, glicini, maioliche, caprifogli e l’edera che ricopre la facciata dell’ingresso e invoglia a entrare anche solo per un caffè; gli interni valorizzati dalle grandi vetrate che danno sull’esterno e dalla cucina a vista. Ricordatevi che in giardino non si può prenotare: chi prima arriva, al fresco alloggia.

 

Bistrot Bio – Roma, via del Casaletto, 400

Aperto: 9:00 – 22:00. Chiuso il lunedì e la domenica a cena

Da tòpos dell’arte moderna (presente il ritratto di Goethe sull’Appia?) a “oggetto” impolverato nel dimenticatoio: la campagna romana ha rischiato l’estinzione e per salvarla ci sono volute le riserve naturali. Una di queste è la valle dei Casali, tra le più vicine al centro città. Il Bistrot Bio si trova proprio qui, nella Casa del Parco, e nella sua cucina c’è Marco, chef giovanissimo, che fa quadrare il cerchio tra piatti di terra e di mare e prodotti di stagione: “Sicuramente bisogna scendere a qualche compromesso, ma non è affatto un peso. Noi ci avvaliamo di una rete di piccoli produttori locali: per quanto riguarda la frutta e verdura, per esempio, ci appoggiamo all’azienda “Il Trattore”, che è proprio adiacente la Casa del Parco e produce biologico da 30 anni”. Nel menu rivisitazioni della tradizione romana, come cacio e pepe con gamberi, gricia con verde di zucchina e picchiapò, più alcune chicche come la tartare di manzo con uovo di quaglia – squisita -, le polpettine di ricciola e la mozzarella in carrozza con panure di nero di seppia. Chiedete un tavolo all’aperto e dissetatevi con del bianco: la nostra scelta, un Grechetto dell’azienda bio Moretti.

Casottel, Milano
Photo credits www.trattoriacasottel.com
Al Fresco, Milano
www.s-notes.net
Da Cesare, Roma
Photo credits www.agrodolce.it
Osteria del Nonno, Bologna
Photo credits www.osteriadelnonno.bologna.it

Da Cesare  – Roma, via del Casaletto, 53

Aperto: 12:30 – 15:00 / 19:30 – 23:00. Chiuso mercoledì

La trattoria ha una storia più che cinquantennale, ma è da poco che la prole Santinelli ha dato un colpo di reni alla gestione portando nuova clientela ar Casaletto. La cucina è sempre romana, ma con qualche rivisitazione e un’attitudine gourmet. Alici fritte, polpette di bollito, gricia, carbonara, ajo e ojo, gnocchi fritti, tonnarelli con pecorino e baccalà e secondi di carne. Anche la pizza non sfigura e col tempo buono il cortiletto esterno dà un bel valore aggiunto al pasto. Insomma, soldi spesi bene e famiglia contenta.

 

Osteria del Nonno – Bologna, via Casaglia, 62

Aperto: 12:30 – 15 :00 / 19:00 – 24:00. Chiuso lunedì

Domenica. Ti svegli, c’è il sole, gli uccelli cinguettano sugli alberi: che fai? Agisci d’istinto e corri su dal Nonno? Sbagliato. Perché la tua stessa idea, molto probabilmente, l’avrà avuta metà dei bolognesi. Meglio prenotare, quindi. Si mangia anche all’aperto, fra tavolini e sedie di plastica, con vista mozzafiato sugli irti colli che esplodono di colore. E si spende poco, ma non esiste un menu: solo tigelle, ottime crescentine e dolci caserecci. Il nonno esiste veramente, è in cucina a fare i conti. La nonna invece sta ai fornelli. Varrebbe anche una scalata in bici.

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