In tempo di feste e di consumismo spinto arriva sempre l’annosa questione dei regali. La recessione economica non ha fermato questa tradizione, anzi, stimola l’ingegno, la creatività e la capacità di scovare offerte e stratagemmi per andare al risparmio senza far preoccupare la nonna in merito alla condizione economica della sua adorata nipote.

Purtroppo non tutte sono portate per la difficile arte del dono e a chiunque almeno una volta nella vita è capitata la sindrome della faccia-da-regalo. Il termine è stato coniato dal geniale duo comico e musicale Garfunkel & Oates per indicare quel momento imbarazzante in cui si cerca di dissimulare malamente la propria delusione per l’improponibile oggetto appena scartato. Sicuramente la colpa è in parte del pacchetto, della carta colorata, dei nastri e del biglietto di auguri che fanno inevitabilmente aumentare le aspettative su quello che celano all’interno. Infondo sapete benissimo che la persona che ve l’ha porto non può essere sempre in grado intuire i vostri gusti. Non importa da quanto vi conoscete e quale sia il suo ruolo nella vostra vita. A quel punto il danno è fatto. Nemmeno una lunga carriera nella recitazione con metodo Stanislavskij  potrà aiutarvi a celare quell’espressione sorpresa e salvarvi dalla sindrome della faccia-da-regalo.

Tra i peggiori regali ricordati dalla redazione di Girlitude ci sono:

Il primo reggiseno, ricevuto a dodici anni in un momento di totale imbarazzo di fronte a tutta la famiglia riunita che è stata messa al corrente dalla nonna (che è stata ovviamente messa al corrente dalla mamma) sul fatto che siete diventata signorina. Ovviamente era troppo largo.

Una pianta di cavolo ornamentale, questa volta non ricevuta, ma regalata a un padre in preda alla crisi di mezza età. Impacchettata di tutto punto e accompagnata da un biglietto con su scritto: “quest’anno per Natale non ti meriteresti proprio un cavolo, ma per tua fortuna hai una figlia generosa”.

Fotomontaggi di tutta la famiglia, inclusi la cognata e il gatto, ritratta nello stile di uno studio fotografico indiano di Bolliwood, con vestiti a tema e sfondi sgargianti al limite del guardabile. Anche questa volta regalati.

Qualcuna è stata invece travolta dal complotto internazionale dei calzini. Sia chiaro, di per sé non c’è nulla di male nelle calze a Natale, sono utili e si appendono tradizionalmente al camino per venire riempite di dolciumi. Il problema è quando tutti i tuoi parenti te le regalano nello stesso momento, facendoti venire le manie di persecuzione e sospettando che ci sia una segreta simbologia esoterica legata alla ricorrenza dei calzini nella tua vita. Sarebbe stato lo stesso se fossero state tazze o saponette, l’effetto non cambia. E sono tutte spaiate nel giro di tre settimane.

Una lattina di olio di mais, questa volta regalata ad una nonna da sua sorella, nemmeno impacchettata ad eccezione di un fiocco rosso. Il biglietto diceva qualcosa di simile al fatto che aveva pensato che potesse esserle utile. La nipote che assistette alla scena non ha mai capito se si trattasse di una inside-joke tra di loro oppure del sano pragmatismo della generazione cresciuta durante la guerra.

Infine il regalo più assurdo che in realtà era un colpo di genio. Quella friggitrice regalata dal papà alla mamma e mai usata, per anni citata dalla loro figlia come il regalo meno azzeccato della storia prima di scoprire che all’interno c’era un anello di fidanzamento.

Ci sono regali che per quanto inutili sanno farsi piacere, come il boyfriend pillow

Ci sono regali che per quanto inutili sanno farsi piacere, come il boyfriend pillow

Di consigli per chi viene colpita dalla sindrome da faccia-da-regalo ce ne sono pochi, ma pur sempre utili. In primo luogo concentrarsi sul gesto, sul fatto che per quanto a sproposito, per quanto raffazzonato sia il dono, chi ve l’ha regalato ha speso del tempo per pensare a voi e cercarlo. Anche se è riciclato dai natali passati ha pur sempre dovuto scovarlo infondo a un armadio. Le feste durano poco, nessuno vi costringe a farne uso e poche persone tendono a chiedervi che fine ha fatto l’improponibile soprammobile che hanno scelto per voi con tanta cura oppure perché non vi mettiate mai la sciarpa verde animalier che vi sarebbe stata tanto bene. Ad ogni modo non c’è nulla di male nel dare a questi oggetti un futuro migliore dell’essere abbandonati in un ripiano. Tra le soluzioni papabili c’è rivenderli su e-Bay e devolvere il ricavato in beneficenza a nome della persona che ha fatto il regalo, meglio se per una causa che sostiene accoratamente. C’è chi  invece a gennaio organizza una serata a tema come scusa per trovarsi con le amiche dopo le feste passate in famiglia e scambiarsi i regali meno azzeccati degli ultimi anni, in tutta probabilità ne hanno ricevuti anche loro. Se sono davvero assurdi potete sempre fotografarli e farne un libro oppure scriverci una canzone come hanno fatto Garfunkel & Oates.

Ci sono regali che per quanto brutti vanno indossati solo per pochi giorni

Ci sono regali che per quanto brutti vanno indossati solo per pochi giorni l’anno

Il primo consiglio per chi regala è non sentirsi obbligati. Un regalo inaspettato fatto fuori stagione quando ce lo si può permettere è sempre meglio di un regalo fatto durante le festività perché si deve. Ci sono tantissimi regali che possiamo fare senza acquistare proprio nulla, ma mettendo a disposizione tempo, abilità e compagnia. Il secondo consiglio è anche il più difficile da rispettare: non improvvisare. La mancanza di tempo libero costringe spesso a fare tutto all’ultimo momento, affidandosi al proprio istinto piuttosto che a una scelta ponderata e razionale. Il fai-da-te è una soluzione solo per chi ha già abilità manuali collaudate e sa quanto impegno occorra per realizzare le proprie creazioni. I tutorial sono ormai reperibili ovunque e consentono di scegliere progetti, ricette o modelli adatti a varie tempistiche e gradi di abilità.  Perfino nell’era di internet le spedizioni richiedono un minimo di  giorni, ma ci sono sempre servizi, biglietti aerei low-cost, buoni sconto ed esperienze prenotabili online che una volta acquistati necessitano solo di una stampante funzionante. Per quanto poche siano le ore che potete dedicare a questa attività di ricerca, non lasciatevi prendere alla sprovvista. Fermarsi un attimo e fare una lista può essere d’aiuto anche il pomeriggio della vigilia di Natale.

Il natale secondo la fantastica Silvia Ziche, photo credits silviziche.com

Il natale secondo la fantastica Silvia Ziche, photo credits silviziche.com

Riguardo a cosa scegliere, un esercizio utile può essere smetterla di continuare a chiedersi chi ha bisogno di cosa e cosa penserà questa persona di quello che le regalerete. Meglio concentrarsi su cosa volete dire a quella persona con il dono che le farete e quale regalo comunica al meglio questo messaggio. Difficile? Forse, ma d’aiuto a ridare importanza al pensiero piuttosto che al prezzo. Venendo alla questione economica, nonostante le offerte fatte dai negozi in periodo di strenne, vale sempre il principio che la qualità ha un valore. Per tanto meglio scendere di livello e trovare un oggetto più modesto al giusto prezzo per un’ottima qualità, piuttosto che puntare in alto sapendo di non potersi permettere una qualità elevata. I negozi solitamente frequentati dai vostri cari e amici in tutta probabilità offrono gift-card di vari importi, che possono anche usare per ottenere uno sconto. Un altro stratagemma è metterci la cura necessaria per il pacchetto, che in Giappone è addirittura considerata un’arte conosciuta con il nome di Tsutsumi (o Furoshiki se si trattano di rivestimenti fatti di foulard annodati). Per riprendere l’episodio della lattina di olio per friggere, un dono sempre utile è il cesto dei cibi preferiti. Dopotutto in periodo di solstizio d’inverno si festeggia anche per augurarsi abbondanza nell’anno successivo.

Furoshiki, l'arte di impacchettare i regali con un foulard

Furoshiki, l’arte di impacchettare i regali con un foulard

Se scorgete sul volto del ricevente i chiari sintomi della sindrome da faccia-da-regalo nulla di grave: avete toppato, capita. Cercate di non prenderla sul personale e ricordatevi di tenere gli scontrini. Anche fare un regalo orribile a qualcuno di spiritoso richiede impegno, intuizione e una conoscenza approfondita del senso dell’umorismo di chi lo scarterà. Quindi se riuscite a strappare una risata, complimenti.

Dopo i regali di Natale è ora di pensare a cosa fare per Capodanno? Allora continuate a leggere il nostro post sui migliori modi per passare l’ultimo dell’anno.

Regali di Natale e non solo
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Redazione

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