Come vuole il detto: i parenti non si scelgono, gli amici sì. I membri di un gruppo musicale anche, verrebbe da aggiungere in questo caso. Se a qualcuna risulta difficile ritrovarsi sotto lo stesso tetto senza rivivere i litigi dell’infanzia per contendersi il giocattolo preferito, pensate che c’è chi addirittura sceglie di dividere con sua sorella la propria carriera musicale. Dopo circa un anno dalla separazione consensuale del più celebre duo di sorelle della canzone italiana, dedichiamo questo post ai gruppi formati da sorelle oltre a Paola e Chiara.

Nel biennio precedente Paola e Chiara Iezzi  avevano già cantato come coriste degli 883, ma maggior parte di noi se le ricorda appollaiate su un paio di sgabelli mentre cantavano ‘Amici come prima’ durante il festival di Sanremo del 1997. Gli acuti da coro sardo e la melodia celtico-irlandese resero la canzone un classico degli anni Novanta difficile da dimenticare, volenti o nolenti. Il look acqua e sapone, accompagnato dal testo dedicato alla difficile demarcazione tra amicizia e amore, sono lontani anni luce dalla sensualità e dallo stile ammiccante degli ultimi anni. D’altronde già al festival successivo avevano risposto alle critiche con un pezzo rock, ‘Ci chiamano bambine’, lasciando da parte i colori pastello per qualcosa di più aggressivo. È con i tormentoni estivi dance spagnoleggianti ‘Viva el amor’, ‘Vamos a bailar’ e ‘Festival’, che le melodie irlandesi si fanno definitivamente da parte lasciando spazio al calore mediterraneo. Calore che diventa via via più scottante fino al climax del singolo ‘Kamasutra’, a un passo dal porn groove fondato in Italia da Immanuel Casto. La rottura avviene nel 2013, dopo l’uscita dell’ultimo album Giungla in cui Paola e Chiara compaiono immerse nella lussureggiante vegetazione tropicale. Il freddo irlandese è ormai soltanto un lontano ricordo. Tra i motivi dello scioglimento consensuale del duo vi sarebbe la volontà di entrambe di avere progetti indipendenti e la partecipazione di Paola Iezzi a un programma condotto da Max Pezzali all’insaputa di Chiara. Si interrompe così pacificamente un percorso lungo ben diciassette anni, durante i quali Paola e Chiara hanno perfino cantato in cinese.

Cominciamo da lontano con questa ricostruzione della storia delle sorelle nella musica, partendo dagli anni Venti. Nonostante i legami famigliari, Paola e Chiara hanno avuto la possibilità di scegliere se e quando esibirsi insieme, un vantaggio non da poco se consideriamo la difficile storia delle sorelle Hilton. Ovviamente non mi riferisco alle bionde ereditiere Paris e Nicky Hilton ma a Daisy e Violet Hilton, due gemelle siamesi nate a Brighton nel 1908. In un’epoca in cui i circhi esibivano ancora i cosiddetti “fenomeni da baraccone”, la matrigna delle gemelle intuì le potenzialità di sfruttamento e impartì alle sorelle Hilton una rigida formazione nella danza e nella musica. Oltre a ballare e a recitare in numeri di varietà, Daisy e Violet padroneggiavano rispettivamente il sassofono e il violino. Prima di stabilirsi negli Stati Uniti le gemelle si imbarcarono in un tour mondiale, ottenendo finalmente la libertà dai loro manager e sfruttatori soltanto nel 1931 grazie ad un’azione legale. Potete vederle recitare in ‘Freaks’ di Tod Browning e in alcuni filmati registrati negli anni successivi, il documentario intitolato ‘Bound by Flesh’ e realizzato da Leslie Zemeckis nel 2010 ne ricostruisce la carriera.

Ai tempi in cui le nostre nonne iniziavano ad avere i primi colpi di fulmine, un trio di sorelle spopolava in radio. Era il Trio Lescano, italianizzazione del cognome Leschan di Alexandrina Eveline, Judik e Catherine Matje. I nomi lasciano intuire la storia di quello che credevate fosse solo il gruppo di musica leggera dietro a canzonette spensierate come ‘Maramao perchè sei morto?’ e ‘Tulipan’. Alla loro vita nel 2010 è stata perfino dedicata la fiction ‘Le ragazze dello swing’. Figlie di un acrobata circense ungherese e di una cantante d’operetta ebrea olandese, le sorelle Leschan arrivarono in Italia da ventenni al seguito della compagnia di ballo acrobatico di famiglia. Durante il fascismo divennero note per aver partecipato alle prime orchestre radiofoniche, ottenendo la cittadinanza italiana grazie alla propria fama. Il Trio Lescano raggiunse l’apice del successo in un periodo in cui i mezzi di comunicazione iniziavano a diffondersi e c’era più che mai bisogno di distrarre gli ascoltatori con semplici motivetti gioiosi. Lo scioglimento ufficiale risale al 1950, quando Caterinetta, Alessandra e Giuditta si trasferirono a Caracas.

Le sorelle, cantanti e ballerine più famose nell’Italia del boom economico sono certamente Alice e Ellen Kessler. Se le canzoncine del Trio Lescano hanno accompagnato gli innamoramenti delle nonne, le gambe delle Kessler hanno conquistato almeno due generazioni di uomini italiani.  Le due sorelle dal fisico statuario scapparono diciottenni dalla Germania Est e arrivarono in Italia nel 1960, dove sono divenute note al grande pubblico grazie alla perfetta sincronia dei numeri di ballo dei varietà. Ogni tanto Alice e Ellen fanno tutt’ora qualche comparsata in televisione e paiono cavarsela ancora egregiamente sebbene siano alla soglia degli ottant’anni. Nonostante siano entrate in scena nel lontano 1955, non è ancora ben chiaro chi delle due sia Alice e chi Ellen.

In quello stesso periodo negli Stati Uniti era in voga il Motown, dalla omonima casa discografica il cui nome è l’abbreviazione di Motor Town, uno dei soprannomi di Detroit. Anche se tutti conoscono qualche classico Motown, non viene quasi mai sottolineato che si tratta di uno dei generi musicali che più hanno sancito l’integrazione della componente afroamericana nella musica commerciale di massa. Molti successi Motown erano cantati da gruppi di ragazze, tra i quali ovviamente alcuni di sorelle. Le Ronettes per esempio erano formate da due sorelle, oltre ad una cugina e un’amica, tra le cui prime esibizioni si contano quelle per intrattenere i familiari da piccole. Altro gruppo del genere sono le Dixie Cups, tra i cui maggiori successi c’è Iko Iko, canzone legata al martedì grasso, in cui due band di ballerini si sfidano lungo le strade di New Orleans. Pare che Barbara Ann e Rosa Lee Hawkins, le sorelle fondatrici, l’avessero imparata direttamente dalla nonna.

Potremmo rappresentare gli anni Settanta e Ottanta con un solo singolo, passato alla storia delle canzoni da festa: I’m so excited delle Pointer Sisters. Come suggerisce il nome, la band era formata da Bonnie, June e Issa Pointer, che hanno lavorato insieme per oltre tre decadi sfornando successi. Tuttora in attività, sono state in realtà sostituite da due nuove generazioni di Pointer: due figlie ed una nipote della formazione originale. Questo sì che è rispettare le tradizioni di famiglia.

Ma i rapporti tra sorelle cantanti non sono sempre così continuativi e rilassati. Ne è un esempio la storia tormentata di Mia Martini e la sorella minore Loredana Berté, che tra l’altro sono casualmente nate lo stesso mese e lo stesso giorno. Le Berté hanno duettato in più occasioni, raccolte nell’album Sorelle. Spesso più che di un sodalizio si sarebbe potuto parlare di competizione fraterna, che ha accompagnato la loro complessa carriera segnata dalla drammatica morte di Mia nel 1995.

bertemartini

Negli stessi anni un altro gruppo di ‘sorelle’ divertiva gli italiani in prima serata. Certo, non erano veramente consanguinee, cantavano in playback e, a dirla tutta non erano nemmeno donne, ma in quanto a sorellanza e a carisma sapevano il fatto loro. Sto parlando delle Sorelle Bandiera, il cui nome è una buffa versione femminile dei fratelli Bandiera: i patrioti risorgimentali che hanno dato il nome a molte vie. Si tratta a tutti gli effetti della prima formazione di drag queen apparsa sul piccolo schermo italiano durante il programma di Arbore ‘L’altra domenica’ nel 1978. Trent’anni dopo, un documentario intitolato ‘Le favolose sorelle bandiera’ ha ripercorso le tappe del loro inaspettato successo raccontando il ritorno in Italia di Neil Hansen, membro australiano della formazione originale.

Molti gruppi di sorelle e fratelli nascono quasi per caso, suonando nel garage della casa di famiglia. Ma se alcune hanno ottenuto successo internazionale, la maggior parte non è mai andata oltre il livello amatoriale e le smorfie di dolore di familiari e vicini a cui sono inflitte le prime prove della band. Tra queste The Shaggs hanno una storia decisamente insolita. Il gruppo fu infatti fondato su insistenza del padre delle quattro componenti della band, al quale fu predetto da sua madre che avrebbe sposato una donna dai capelli rossi, che avrebbe avuto due figli maschi e che le sue figlie sarebbero divenute delle musiciste famose. Dopo che le prime due premunizioni si rivelarono esatte, Alvis si diede da fare per agevolare il compimento della terza. Poco importava la totale mancanza di senso del ritmo, di presenza scenica e di orecchio musicale di Dorothy, Helen, Betty e Rachel. In cuor suo Alvis sapeva che un giorno avrebbero avuto successo. Grazie alla sua perseveranza le ragazze Wiggin riuscirono a incidere novecento copie del primo album, modestamente intitolato Philosophy of The World.

scan0027

La fama tardò ad arrivare e, a prova del fatto che probabilmente ci aveva creduto soltanto il padre, c’è lo scioglimento della band nel 1975 in seguito alla sua morte. Il fato segue le vie più inaspettate e l’incapacità musicale delle Shaggs diventò paradossalmente il motivo del loro successo. Lungi dall’essere una hit commerciale, Philosophy of the World è considerato un disco capostipite e una fonte d’ispirazione per la musica demenziale, low profile e dalle sonorità (in questo caso volutamente) grezze. Il primo a menzionarlo è stato addirittura Frank Zappa, durante il programma radiofonico Doctor Demento, dedicato a musiche insolite e sconosciute al limite dell’inascoltabile. Da allora sono molti i musicisti più o meno underground che hanno citato Philosophy of the World come uno dei loro dischi di riferimento, tra questi Kurt Cobain l’ha inserito addirittura al quinto posto tra i suoi cinquanta album preferiti. Nella lista di Kurt, The Shaggs vengono addirittura prima dei Beatles.

A differenza di The Shaggs ci sono gruppi di sorelle che, pur ottenendo un grandissimo successo al debutto, non riescono mai più ad eguagliarlo e spariscono rapidamente dalle scene. Tra queste Las Ketchup difficilmente saranno incluse da una star del rock tra i cinquanta album migliori di tutti i tempi. È la maledizione dei tormentoni estivi: ti tartassano per qualche mese e poi spariscono, ritornando a colpire tutti gli anni nella bella stagione, puntuali come i vampiri alla fine dei film dell’orrore. Certo, probabilmente i diritti d’autore potrebbero bastare ad assicurare una fonte di guadagno a vita, ma quasi nessuno è in grado di canticchiare un altro singolo delle sorelle spagnole all’infuori di Asereje. Dopo il successo globale ne sono spuntate come funghi cover in ogni lingua immaginabile, dal giapponese al bergamasco. Eccone un riarrangiamento in stile balcanico del musicista serbo Dejan Lazarevic.

Altri duetti tra sorelle degli ultimi anni sono ad esempio le gemelle canadesi Tegan & Sara (anche qui difficile capire chi è chi) e il duo CocoRosie. Tegan Rain Quin e Sara Keirsten Quin hanno iniziato a suonare insieme dai tempi del liceo e non paiono affatto intenzionate a continuare a farlo separatamente ora che, a colpi di ciuffi laterali, tatuaggi e camice a quadri, hanno raggiunto una certa notorietà internazionale. Bianca ‘Coco’ e Sierra ‘Rosie’ hanno invece deciso di iniziare a suonare insieme durante una rimpatriata a Parigi, dopo anni che non si vedevano. Dalle sonorità più complesse di quelle di Tegan & Sara, CocoRosie sono caratterizzate da uno stile eclettico, che ricorda allo stesso tempo Bjork, Anthony and the Johnsons, l’operetta, il folk e la musica elettronica. E ovviamente si somigliano come due gocce d’acqua.

Se dopo questa breve storia delle sorelle in musica vi siete finalmente convinte a mettere su una band di famiglia, continuate a leggere i consigli di Ilaria Mangiardi per diventare una youtuber perfetta.

Paola e Chiara e altre sorelle
DAI UN VOTO EMOTION ALL'ARTICOLO!
51%Emotion
Il voto dei lettori: (2 Voti)
51%

Lascia un commento

La tua mail non verrà pubblicata.