Qualche mese fa su Girlitude ci siamo guadagnate la vostra fiducia come consulenti letterarie suggerendovi cinque ottimi libri freschi d’uscita per rilassarsi durante la calura estiva. In autunno inoltrato ci occupiamo invece di tornare indietro. I seguenti titoli, ripescati da un passato più o meno recente, hanno contribuito a costruire parte dello sfaccettato immaginario femminile contemporaneo. Se vi è sempre piaciuto scoprire cosa succede quando la donna è al centro della letteratura, come protagonista, come autrice e come tema, continuate a leggere.

Per chi non si arrende all’idea che uomini e donne siano irriducibilmente diversi, un libro quasi obbligatorio sulla differenza biologica di genere, “Il cervello delle donne” di Brizendine Louann, successo del 2009.

Una lettura scientifica ma anche a tratti filosofica decisiva. Le neuroscienze ci spiegano la diversità morfologica e di funzionamento dei cervelli femminile e maschile che spiegherebbe molti chliché comportamentali e molte incompatibilità e idiosincrasie tra uomini e donne. Con buona pace di tutte le coppie.

Dr. Louann Brizendine

Chi ha adorato la serie televisiva In Treatment, e ama entrare nelle vite degli altri seguendo passo passo, pensiero dopo pensiero, complicati percorsi introspettivi, apprezzerà “Dieci donne” della scrittrice cilena Marcela Serrano, del 2011, pubblicato da Feltrinelli.  Dieci storie labirintiche di sofferti viaggi interiori alla ricerca del proprio vero sé attraverso stati depressivi, lacrime, faticose esplorazioni identitarie con l’amore sempre sullo sfondo. Lettura riflessiva e impegnativa.

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In Italia il mondo del fumetto è ancora identificato dal grande pubblico come un consumo di nicchia. Il che è decisamente riduttivo. Il graphic novel è un fenomeno letterario e di mercato molto significativo a livello mondiale ma che da noi è contenuto e relegato alle fumetterie specializzate. E allora. Per le appassionate di romanzi a fumetti ma soprattutto per chi non ne ha mai avuto uno per le mani, segnaliamo due piccoli capolavori, tra i molti, che sono la prova provata del valore letterario nascosto nel fumetto che ha ormai pari dignità della narrativa che spesso supera in potenza evocativa.

Il primo è trilogia “Rosalie Blum” di Camille Jourdy, tradotto e pubblicato da Comma 22, la casa editrice diretta dallo scrittore, illustratore e traduttore Daniele Brolli. Prix Revelation al Festival d’Angouleme nel 2009, è una storia illustrata in tre agili volumetti, da leggere in quest’ordine: “Un’impressione di déjà vu”; “In alto le mani, abbasso i calcagni”, “Finché la barca va”. E’ la storia della vita spenta e routinaria di Vincent, giovane parrucchiere della provincia francese che si tinge di mistero in una domenica di primavera. Rosalie Blum entra nella sua vita portando con sé un segreto, sepolto nella memoria di lui, che non riesce a svelare. Comincia così un’indagine anomala, che ha come unico indizio un’impressione di déja-vu, una donna vista chissà quando e chissà dove… Atmosfere da giallo francese per un graphic novel avvincente e esilarante.

Photo credits Camille Jourdy

Photo credits Camille Jourdy

Il secondo è “Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald”, di Tiziana lo Porto e Daniele Marotta, Minimum Fax, 2012. Riportiamo dal sito dell’editore: ‘Ballerina, pittrice, scrittrice, Zelda Sayre (1900-1948), moglie dello scrittore Francis Scott Fitzgerald, ha incarnato più di ogni sua contemporanea il prototipo della «maschietta», creando un modello di femminilità alternativa e ribelle che è sopravvissuto ben oltre gli Anni Ruggenti – grazie anche alle opere del marito, che a lei si è ispirato nel costruire le eroine più riuscite dei suoi romanzi.

Questo graphic novel ne racconta le vicende, dall’infanzia in Alabama, passando per l’incontro con Scott, il matrimonio e la scandalosa luna di miele a New York, e poi i viaggi in Europa e in Africa, le frequentazioni con Ernest Hemingway, Dorothy Parker, John Dos Passos e molti altri protagonisti della scena intellettuale e artistica dell’epoca, fino alla malattia, il ricovero per schizofrenia e la morte in seguito a un drammatico epilogo’.

Photo credits Roberto Marotta

Photo credits Roberto Marotta

Tradotto con il titolo “L’amore bugiardo” (Rizzoli 2013), il terzo romanzo di Gillian Flynn, titolo originale “Gone Girl”, è un super thriller che, in un panorama editoriale alquanto intasato da questo genere, si staglia grazie a una trama ingegnosamente architettata per tenere alta l’ambiguità di un doppio punto di vista, di un lui e di una lei, che continuamente depista, anche temporalmente, fa sorgere dubbi, non fa capire, apre nuove chiavi di lettura fino al finale, davvero non scontato. Un libro che parla d’amore e di matrimonio e che si può sintetizzare nelle parole di uno dei due protagonisti: “Siamo un unico, lungo, terrificante crescendo.” A noi l’ha consigliato Violetta Bellocchio. Una garanzia, non credete?

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Tra i libri senza tempo, “Memorie di una ragazza per bene”, prima parte dell’autobiografia in quattro volumi che Simone de Beauvoir scrisse nel 1958, a cinquant’anni. Incipit classico “Sono nata il 9 gennaio 1908, alle quattro del mattino, in una stanza dai mobili laccati in bianco che dava sul boulevard Raspail” e poi grande racconto di formazione sui suoi primi vent’anni che rivelano lo spirito libero e l’intellettuale erudito che è di fatto già diventata quando il libro esce.

Come scrive la saggia e corrosiva Natalia Aspesi in un pezzo su “Secondo sesso”, opera esplosiva scritta a 40 anni in cui la Bouvoir distrugge tutti gli stereotipi maschili sulle donne. ‘Se tutte le ragazze trovassero la voglia e la forza di riaprire quelle pagine si sentirebbero più sapientemente sicure, meno fragili rispetto più che agli uomini all’amore: scoprirebbero cosa ha voluto dire nei secoli passati ma anche in anni non così lontani, essere donna, il non contare, il dipendere sempre da un uomo, padre, fratello, marito, il non poter studiare né lavorare, il morire giovanissime di parto. Potrebbero scoprire da dove vengono. E dove andare domani’.

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Per chi non ama la fiction e si è persa questo pezzo di cultura contemporanea, la raccolta di racconti “I monologhi della vagina” di Eve Ensler, drammaturga, poetessa, regista statunitense che è diventata una pièce teatrale messa in scena in tutto il mondo. Un libro cult, scritto nel 1996, a oggi tradotto in 35 lingue, che parla di donne di ogni età, religione, classe sociale, etnia, da un punto di vista particolare – per una volta questo aggettivo può essere usato a ragion veduta. Storie vere di vagine vere, l’opera ha ispirato in questi anni molto pensiero e molto attivismo contro la violenza sulle donne.

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Per chi ha voglia di addentrarsi in un territorio importante del mondo femminile che comincia ad essere esplorato con un fiorire di libri sul tema, quello della maternità ‘al vetriolo’, da recuperare il libro della blogger romana Chiara Cecilia Santamaria, “Quello che le mamme non dicono”, Rizzoli, 2010.

E’ il disincanto quasi cinico ma evidentemente catartico delle donne-madri che non hanno più paura di mettersi a nudo e che, con grande onestà e autoironia, raccontano le loro debolezze, manie, ossessioni, inettitudini e contraddizioni legate al ruolo materno. Una divertente corrosione dell’immaginario romantico sentimentale dell’esperienza di chi, come madre, sente un po’ di jet-lag, con esilaranti particolari scomodi del quotidiano.

Photo credits Chiara Cecilia Santamaria

Photo credits Chiara Cecilia Santamaria

Un libro per evitare la chiacchiera sui mezzi di trasporto. Con in mano questo, nessuna ti rivolgerà la parola. “Sposati e sii sottomessa. Pratica estrema per donne senza paura” di Costanza Miriano, ex-giornalista del TG3 che ora collabora con Rai-Vaticano, edito da Sonzogno nel 2013. Inutile definirlo integralista e retrogrado. Non vi vogliamo parlare di questo libro. Una raccolta di lettera ad amiche in difficoltà, pedissequamente ispirato all’invito di San Paolo nella Lettera agli Efesini: ‘Spose siate sottomesse ai vostri mariti’. Ve lo consigliamo come potente strumento di dissuasione sociale. Non resistiamo però nel riportarvi giusto un paio di passaggi chiave del paraculissimo Miriano-pensiero, vista la sua vita da sottomessa-non-praticante, sulla relazione uomo-donna: “L’uomo deve incarnare la guida, la regola, l’autorevolezza. La donna deve uscire dalla logica dell’emancipazione e riabbracciare con gioia il ruolo dell’accoglienza e del servizio’; “In ottica cristiana, il ruolo della donna è quello di morire o lavare i piedi”. Servizio? Piedi?

Se dopo i libri dell’universo femminile volete dedicarvi alla lettura di viaggio, provate a scoprire quali libri sono stati dedicati a quali città in questo post di girli-suggerimenti bibliografici.

 

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