Non amo le categorizzazioni. A nessuno piace essere etichettato. In un contesto globale che ci porta sempre più all’omologazione, tutti vogliamo sentirci un po’ unici. Dettagli solo nostri in cui ci riconosciamo e che diventano i nostri punti di forza. Un po’ come quando leggiamo l’oroscopo: ci sentiamo addosso quelle caratteristiche comportamentali dettate dalle stelle ma che sappiamo bene essere solo il frutto di generalizzazioni umane. Eppure continuiamo a leggerli gli oroscopi, attratti dalla voglia di ritrovarci in parole di estranei e per sentirci un po’ meno soli.

A Berlino, metropoli cosmopolita alle porte del grande Nord, gli oroscopi si continuano a leggere, si discutono con gli amici il venerdí mattina e si usano come alibi per giustificare una settimana andata male o una frequentazione finita in fondo alla lista delle chat di Whatsapp. A Berlino oltre alle stelle si “ascoltano” anche gli occhi, la pelle e il cuore. Si collezionano sguardi ed esperienze pseudo-relazionali/sentimentali/sessuali che irrimediabilmente, come solo nelle grandi città avviene, finiscono in tempi molto rapidi nella sezione ricordi dello smartphone o nella mente “naturalmente” disturbata di un’amica con aspirazioni da scrittrice.

Da qui un breviario sui ragazzi e sulle ragazze berlinesi. Se nella vita spesso è una questione di culo e tempismo, questo non significa che nel frattempo non ci si possa divertire.

Photo credits Claudia Sideri

Photo credits Claudia Sideri

“Lui e solo lui”

Non sapete perché ci siete finite a letto. Sapete solo che é successo nonostante le prime parole sussurate dopo averlo incontrato siano state: che palle. Eppure ha chiesto il vostro numero e lo aspetta da piú di un mese: “sarà interessato a conoscermi?” vi chiedete. Lo rivedete. Lui gioca in casa: loft, amici, cucina ad isola (sogno erotico di tante) e il suo più grande hobby, le motociclette, che tiene sparse qua e là per l’appartamento. Bellino, biondino, occhio chiaro, occhiale nero. Sofisticato. La brutta copia di Ryan Gosling ma molto meno carismatico e con i calzini spaiati. Per l’80% del tempo vi racconta della sua vita lavorativa, per il restante 20% del suo Ego e dei vari modi che cerca e sperimenta per soddisfarlo. Voi non siete incluse nel pacchetto conversazione, tendenzialmente voi siete il suo cuscino. Non siete contemplate nella sua esistenza se non sotto forma di superficie morbida su cui accoccolarsi. Quando per l’ennesima volta si addormenta sulla vostra pancia mentre voi accarezzate il cane della sua ex e patite la visione di un orrendo film americano, esattamente in quel momento venite illuminate e traete un’importante conclusione: ve ne dovete andare via. Subito.

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L’artista

Di solito barbuto. Si autodefinisce affascinante ma in realtà è solo un grandissimo co***one. Vi ubriaca con le sue letture di stampo misogino e la sua musica sofisticata e d’autore. Vi parla delle sue opere che cambieranno l’interpretazione dell’arte e della musica contemporanea nei prossimi secoli. Passa il suo tempo aspettando l’ispirazione, anche per lavarsi e per lavorare. Non facendo niente tutto il giorno trascorre le ore ascoltando l’eco del suo ego e davanti alle chat erotiche su internet. Non sa cucinare, è in grado di scofanarsi mezzo chilo di biscotti in 2 minuti e 37 secondi e soprattutto, dico soprattutto, non ha idea di cosa sia il clitoride. Arrogante e supponente, vi tratta come comparse mute di quella sua vita maledetta che di trasgressivo ha solo l’elastico slabrato delle sue mutande. Non rendendosi conto della fortuna immensa che ha avuto nel conoscervi, il vostro interesse per lui si dissolverà, naturalmente, come il sale nell’acqua.

Io, te e il vibratore

Brillante. Fisicamente carina, direbbero i ragazzi. Il suo dono è nella parola, che è veloce e tagliente. Affascina perché quando ti guarda lo fa in modo diretto e senza esitazione,  puntando quel suo sguardo caldo dritto negli occhi dell’interlocutore. Le ragazze berlinesi sono così: intraprendenti e indipendenti. Conquista le lenzuola dalla prima notte e non si fa problemi di reputazione, quello che conta per lei spesso non coincide con quello che vedono gli altri. Audace e leggera si muove nella sua vita, sapendo benissimo quali fiori coltivare e quali invece lasciare al triste destino della morte in vaso. Arrogante ed elegante, approccia gli uomini come borsette o braccialetti: accessori. Dettagli importanti ma che si cambiano spesso. Anzi a volte è meglio uscire senza. Si fa amare e ama in modo folle e disordinato. Sfuggente e presente ma solo quando vuole lei, si snoda tra una torta fatta in casa e ore interminabili di passione. Sa quello che vuole e spesso si tratta solo di un vibratore. Non parla e non invade gli spazi emotivi, regala piacere senza sporcare e senza chiedere niente in cambio. L’uomo relegato a comparsa, sconfitto nella sua virilità da un coniglietto di plastica, raccoglie i pezzi e se ne va ascoltando in lontananza l’estasi solitaria di una ragazza berlinese.

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Il vegetariano

Carote e rape sono il suo interesse principale. Ama le erbe, qualsiasi tipologia di erba e si strafoga di frutta secca. Beve solo tisane, veste solo usato, crede fortemente nel potere del bio e l’unica presenza femminile della sua vita è la sua bicicletta. Al primo appuntamento vi porta in uno di quei negozi turchi nel quartiere multikulti di Kreuzberg in cui si sgranocchiano semi di girasole. Anche lui mostra avversione verso l’acqua e il sapone. Ama la musica ma solo se tradizional-popolare-folkloristica e ha la fobia delle multinazionali e dei prodotti chimici. Filosofeggia sulla vita e sulla politica, sull’organizzazione dello Stato, sulla caduta del muro e sulla fame nel mondo. Nel momento in cui incomincerà a chiamarvi compagna anche quando siete nudi nell’intimità in piena fase post-coito capirete che quel pareo in fibra naturale del Sudamerica che separa la sua branda dal salotto è fatto per essere chiuso e mai più aperto.

L’ordinaria

Forme morbide, caschetto liscio castano, con le ciocche fermate dietro l’orecchio, viso pallido con appena un filo di trucco, occhi curiosi e malinconici. Pantaloni verdini coordinati con la sciarpina verdina coordinata con la giacchina marroncina coordinata con le ballerine marroncine coordinate con la borsina marroncina. È molto “ina”. Timidina e perfettina. Ancora non si è resa conto però che in quella sua ordinaria e ordinata vita c’è un’unica nota stonata che inevitabilmente le condizionerà l’intera esistenza: l’uso spropositato del gambaletto color carne che le fascia la caviglia. Quando lo scoprirà la sua vita diventerà straordinaria.

Clubber_e

Il clubber aspirante deejay

Maglietta a maniche corte, jeans strappati, scarpe ginniche, sudore che cola dalle lunghe masse pilifere, che siano capelli o peli sotto le ascelle poco importa, si agita tra i fumi della notte berlinese come una palla di testosterone impazzito. Si sveglia a mezzanotte e si addormenta alle dieci della mattina, spesso parlando di beats techno-house. Trascorre i fine settimana suonando a casa sua o ballando dentro improbabili cantine trasformate in club all’ultima moda. Fa uso di droghe sintetiche e si droga di Yoga. Amato dalle adolescenti per quella sua aria conturbante e per quelle sue occhiaie da “morto di sonno”,  entra ed esce dalla vostra vita con SMS e comparsate ad orari improbabili. Ad un certo punto scomparirà del tutto, travolto dai suoi sogni di gloria e voi senza rimpianti tornerete a dormire sonni tranquilli anche se un po’ meno glitterati.

Lo start-upper

È uno di quelli giovani. Laurea nella prestigiosa Universitá di Nonsodove, ha vissuto come minimo un anno negli U.S.A., dove a causa delle frequenti ordinazioni telefoniche di thai-food in box a domicilio e a causa delle goliardiche frequentazioni di youporn, ha appreso la lingua americana. O meglio lui ha la percezione di parlare inglese from US ma ciò che comprendono gli altri è solo un insieme confuso di suoni in cui non si distinguono le vocali dalle consonanti. In cui non si distinguono le parole. Tanto che a volte la tentazione è quella di rispondergli abbaiando. Spinto dall’energia brufolosa tipica degli adolescenti approda a Berlino perché ormai questa città è diventata la Silicon Allee. Manica della camicia arrotolata con gli aloni altezza ascella, consuma solo Apple. Nel portafoglio conserva l’immaginetta di Jobs e la bacia, con la lingua, prima di andare a letto ogni notte. Ha ovviamente fondato una start-up, cioè un giorno si è svegliato nel suo WG (appartamento condiviso) a Mitte, si è spostato gli attributi, grattandoseli anche un po’, si è stropicciato gli occhi, ha acceso il suo Mac e ha incominciato a copiare tutti i compiti di matematica fatti alle superiori nella speranza che il sistema operativo riconoscesse qualche numero e che lo trasformasse in tempo reale in miliardi. Voi state alla sua esistenza come la discrezione sta all’ultimo matrimonio di Clooney, cioè zero.

Ideal-man_e

L’ingombrante che se la tira

Il nero è il suo passepartout: nei vestiti e nello sguardo. Frequenta open air e discoteche di ogni genere. E si agita, ingombrando. Balla e sgomita non considerando che intorno a lei ci sono altre persone che non sono trasparenti, non sono degli ologrammi. Si muove come una pazza, colpendo con gambe, borsa e mani qualunque cosa e qualunque individuo che ha nelle vicinanze. Se deve andare da un punto A ad un punto B si sposta come un bulldozer nella foresta amazzonica. Pretende spazio quando lo spazio non c’è. È la stessa che si incontra in fila all’entrata del locale quando, fresca come una mozzarella di bufala con la sigaretta in mano e paillettes anche in testa, pretende di introfularsi e saltare la coda. Si merita commenti al vetriolo e l’indifferenza totale, quando in fila per la toilette è alla ricerca disperata di un fazzoletto. L’educazione prima di tutto, dark lady, anche il sabato notte a Berlino.

Sui ragazzi e sulle ragazze a Berlino
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Redazione

Una redazione guidata da donne che amano i libri, la musica, i viaggi e la creatività. Qui raccontiamo storie, progetti, desideri e visioni delle donne che incontriamo.

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