Nancy Tilbury è una fashion innovator: creative director di Studio XO, studio londinese di ricerca e sperimentazione, fondato insieme a Benjamin Males. Pioniera dell’ibridazione – tra tecnologia, moda, scienza e musica  a detta di molti Nancy rivoluzionerà la scena futura dell’industria della moda.

Nel suo affascinante laboratorio sartoriale la progettazione digitale dialoga con il cucito tradizionale, tessuti e materiali si accoppiano strutturalmente con la tecnologia. Accanto alle macchine da cucire fanno belle mostra di sé le stampanti 3D, accanto ai computer si vedono ferri da stiro, stoffe e strumenti artigianali da sartoria classica.

Più che fashion design, dice lei, quello che si fa lì è puro design engineering (progettazione meccanica e ingegneristica) che genera abiti-oggetti progettati per il corpo, accidentalmente indossabili come capi moda.

Nancy lavora infatti con stilisti e product designer, ingegneri ed esperti di materiali, competenze eterogenee per creare quello che lei e il suo team chiamano digital couture experience: capi interattivi e metamorfici, al confine tra fisico e digitale, capaci per esempio di catturare e rivelare attraverso i tecno-tessuti le emozioni cambiando colore, come il pluripremiato abito Bubelle. Di fatto una seconda pelle digitale che mostra ed esprime i nostri mutevoli stati psico-fisici.

Lo Studio XO traduce la propria visione creativa della moda in pezzi unici indossati, per ora, perlopiù da artisti e pop star. Per i Black Eyed Peas Nancy ha ideato speciali costumi interattivi che, sincronizzati con le coreografie, emettono fasci di luce di colori diversi. Per la campagna 2014 ARTPOP di Lady Gaga, con cui lo studio XO collabora stabilmente, è stato creato Anemone, una sorta di abito-performing art che fa le bolle di sapone.

ladygaga.wikia.com

ladygaga.wikia.com

Lady Gaga lo ha indossato in occasione dell’ultimo iTunes Festival il settembre scorso a Londra, dopo lo spettacolo. È uscita per strada, l’abito si è animato e ha cominciato a rilasciare bolle di sapone. Giornalisti e pubblico che la aspettavano fuori sono rimasti in silenzio, stupefatti, pochi commenti sommessi, niente applausi se non alla fine. Si sentivano solo il rumore dei clic delle macchine fotografiche e quello del dispenser delle luccicanti bolle di sapone che sembravano uscire da non si sa dove e creavano piccoli sciami fluttuanti intorno al suo corpo prima di dissolversi nell’aria. Suggestivo e poetico, ma anche straniante, questo incredibile bubble dress è stato stampato in 3D. La stessa Nancy l’ha definito ‘un vestito con dentro una fabbrica di bolle di sapone’. Un’architettura trasformativa dal grande fascino estetico.

Abito Anemone

Abito Anemone

A prima vista potrebbero sembrare progetti artistico-vestimentari stravaganti e stupefacenti un po’ fini a se stessi. Ma non è così. Il pensiero, la progettazione ingegneristica, la filosofia e la creatività visionaria che li hanno generati li rendono, di fatto, oggetti simbolo dell’innovazione tecnologica, non solo digitale, che sta cambiando le nostre vite ma, come dice Nancy, non ha ancora investito davvero la moda. Sul prodotto, secondo lei, non abbiamo ancora visto niente. Le sue creazione vanno lette come un manifesto di questa rivoluzione che impatterà il mondo del tessile.

Non sono esercizi di stile, quindi. Si tratta del futuro della moda. E con riferimento specifico alle digital wearable technologies, le tecnologie digitali indossabili ‘un giorno copriremo i nostri corpi con superfici digitali’, concepite su una nuova idea e un nuovo ruolo del corpo abbigliato del XXI secolo.

L’obiettivo di Nancy e del suo studio ora è di entrare nei nostri armadi. La sfida è tradurre la tecno-digital-couture nella moda mainstream e nel quotidiano di tutte.

Per questo motivo stanno lanciando XOB, nuovo marchio di una collezione digitale di capi ready-to-wear su misura, che sarà disponibile dal 2015. Il claim ‘Remix your Body’ in questo caso va preso alla lettera: tessuti computazionali che cambieranno forma e colore, modulandosi sulle nostre preferenze e sui trend della moda che vorremo scegliere. Un nuovo concetto di moda, tutto basato sull’esperienza, secondo cui il vestito è un contenuto digitale scaricabile, modificabile e fruibile proprio come le canzoni di una playlist, che di volta in volta, di giorno in giorno, scegliamo di indossare. La moda come piattaforma digitale che Nancy definisce il ‘Tumblr del corpo’, o per capirci meglio forse, il Pinterest del corpo. Di fatto un abito che non è più solo uno, ma quotidianamente, con la semplicità di un clic, potrà essere diverso.

Corpi interfaccia connessi. Abiti digitalizzati. Identità e stili espressivi liquidi. Nuove esperienze phygital, tra il fisico e il digitale. Sembrano termini presi da un libro di fantascienza ma, grazie a Nancy, benvenute nel futuro post-human e un po’ cyborg della moda.

Abito Bubelle

Abito Bubelle

Se dopo gli abiti super tecnologici di Nancy Tilbury sentite il bisogno di un ritorno alla tradizione del made in Italy, continuate a leggere le vicende della stilista emergente Francesca Piccini.

Nancy Tilbury, il futuro della moda
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Redazione

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