Garfunkel and Oates è un duo comico-musicale al femminile, che dice quello che le donne non dicono. Per essere più precise Garfunkel and Oates dicono e cantano quello che le donne pensano e talvolta dicono anche, ma non così bene e nemmeno in rima. Ma partiamo dall’inizio, queste due geniali poco-più-che-trentenni sono ancora poco note in Italia, quindi si meritano un minimo di presentazione.

Kate ‘Oates’ Micucci ha 34 anni. È nata nel New Jersey ma è cresciuta in Pennsylvania. Pare avesse un nonno o bisnonno italiano, da cui il cognome familiare per noi, ma facile ai doppi sensi per i nativi anglofoni. Kate ha scoperto solo a 25 anni, leggendo i ‘Monologhi della Vagina’ di Eve Ensler, che il suo cognome suona fin troppo simile a my cootchie, uno dei tanti nomignoli per le parti intime femminili. Illuminazione sul cognome arrivata dopo un’adolescenza fatta di battute che ha capito solo a molti anni di distanza. Kate Micucci oggi è un’attrice, una comica, una cantautrice, suona l’ukulele e il pianoforte. È anche un’illustratrice dal tratto squisitamente naif e infantile.

Kate Micucci e la sua versione disegnata

Kate Micucci e la sua versione disegnata

Adesso che l’avete vista vi sembrerà familiare anche il suo volto. Niente di più semplice, Kate è stata ‘The Gooch’, suonando il suo ukulele intratteneva i malati del pronto soccorso di Scrubs (si era pure fidanzata con Ted, il timido e remissivo avvocato dell’ospedale Sacro Cuore), è stata praticamente l’unica fidanzata di Raj Koothrappali (The Big Bang Theory) con cui condivideva la ‘romantica’ paura per i luoghi affollati e per le persone in generale, l’abbiamo vista di passaggio in How I Met Your Mother, … Per limitarci alle apparizioni più note alle fanatiche delle serie televisive.

Erika ‘Riki’ ‘Garfunkel’ Lindhome ha 35 anni, e in questo caso le sue origini sono nordiche, nel dettaglio svedesi. Anche lei attrice, comica, cantante e musicista. Anche lei, a forza di comparire in film e serie televisive, si è ritagliata un ruolo secondario nei vostri ricordi mediatici. Giusto per citare qualcosa che riporti alla mente la tv vista di nascosto al posto di fare i compiti, vi ricordate  Buffy l’Ammazzavampiri e Una Mamma Per Amica? Lei c’era, da qualche parte.

una giovanissima Erika Landhome in Buffy e oggi in Garfunkel and Oats

una giovanissima Erika Landhome in Buffy e oggi in Garfunkel and Oats

Kate e Riki per anni si sono incrociate ai provini, sui set delle serie televisive o nei locali di stand-up comedy in giro per l’America. A un certo punto è stato inevitabile, hanno ammesso di essere troppo simili per non continuare ad esibirsi insieme, in perfetta sintonia fin dalla prima nota.

Entrambe dotate tanto di una lingua tagliente quanto di aspetto dolce e ingenuo, abituate a fare comicità cantando e suonando, formano un duo folk, e mettono in musica il loro punto di vista su amore, appuntamenti, uomini, sesso, amicizie, maternità, sport e tutto il resto. Pensate a qualcosa, ecco loro ne hanno scritto una canzone.
Senza peli sulla lingua, dicono quello che ogni donna in fondo pensa o ha pensato almeno una volta.

Partono con dei video caricati su YouTube che hanno un notevole e inaspettato successo e oggi interpretano loro stesse in una sit-com che prende il nome del duo: Garfunkel and Oates. Anche il nome rispecchia in qualche modo la loro lunga carriera di ruoli secondari. I cognomi che compongono il duo sono stati presi in prestito dai membri meno noti di due coppie di musicisti: Simon and Garfunkel e Hall and Oates. Il secondo duo suona pressoché semisconosciuto, ma il primo è famoso grazie a quel classico della storia della musica che è Sound of Silence, dalla colonna sonora de ‘Il laureato’. Anche il logo di Garfunkel and Oates rende omaggio ai corrispettivi Art Garfunkel e John Oates riproducendo gli iconici capelli ricci di Garfunkel e i baffoni di Oates. Ma veniamo alla cosa più importante, le canzoni.

Art Garfunkel e John Oates

Art Garfunkel e John Oates

Garfunkel and Oates vestite come i loro corrispettivi

Garfunkel and Oates vestite come i loro corrispettivi

Pregnant women are smug

Nonostante la melodia dolce e soffusa, questa canzone è dedicata all’irritante autocompiacimento delle donne incinte. Delle vostre amiche incinte! Complici gli ormoni, l’esaltazione della maternità e l’orgoglio della gravidanza, le donne in dolce attesa si trasformano. È inevitabile. Gli interessi e le passioni di un tempo sono momentaneamente accantonati in favore di una serie di cliché e la persona che credevate di conoscere si trasforma in una novella Madre Natura. Troppo spietato? Forse, ma con un po’ di autoironia questa canzone può aiutare a trascorrere quei fatidici nove mesi con più serenità e meno egocentrismo. Il testo e gli intermezzi recitati raccontano senza peli sulla lingua questa sensazione di fastidio, che molte pensano ma che nessuna palesa. Tra le battute geniali ecco il secondo botta e risposta parlato tra Garfunkel e Oates (che impersona la donna incinta):

Garfunkel: Quindi è un maschio o una femmina?
Oates: Oh, lo sappiamo, ma non lo diciamo…
Garfunkel: Come lo chiamerete?
Oates: Oh, lo sappiamo, ma non lo diciamo… 
Garfunkel: Chi è il padre?
Oates: Oh, lo sappiamo, ma non lo diciamo… 

 

29/31

Pochi anni di distanza possono cambiare radicalmente la propria visione del mondo, soprattutto quando segnano il passaggio tra gli –enti e gli –enta, la prima scossa esistenziale prima del salto –enta /–anta. Garfunkel e Oats sono riuscite efficacemente a rappresentare questa situazione impersonando la stessa donna a due anni di distanza: a 29 anni e a 31 anni. Se la ventinovenne canticchia allegramente accompagnandosi con l’ukulele, la trentunenne urla in modo disperato e scomposto la propria disperazione. Alla speranza nel futuro e all’attenzione verso se stessa e i propri bisogni della ventinovenne si alternano le lamentele della trentunenne per la mancanza di possibilità, gli amici assenti e gli amanti dileguati. Si raggiunge il paradossale quando la versione trentunenne si rivolge direttamente alla ventinovenne e questa finge di non sentire coprendola con uno spensierato la la la. Di nuovo, tra le parti più esilaranti c’è il botta e risposta tra le due:

Oates, impersonando la ventinovenne: Vedi, quando dio chiude una porta apre una finestra!

Garfunkel, impersonando la trentunenne: Ti rendi conto che è un’apertura più piccola, giusto? Potevi farcela a uscire dalla porta principale e adesso devi arrampicarti attraverso qualche finestra leggermente socchiusa da qualche parte, magari cadendo per cinque piani e ammazzandoti.

Google

Questa canzone racconta della prima cosa che fa chiunque riceva un invito a uscire: reperire informazioni sul partner potenziale grazie ad internet. Garfunkel and Oates ammettono ancora una volta quello che tutte evitano di confessare, una forma di stalking, seppur innoqua, che Google permette di fare senza essere beccate. D’altronde, per riprendere la canzone, come si potrebbe altrimenti venire a sapere se la persona che ci interessa ha una carriera nel porno, possiede gatti o ha mai molestato qualcuno? Un inno ironico ai cambiamenti delle interazioni sociali introdotti dalla società di oggi, iperconnessa e piena zeppa di informazioni. Su chiunque. In questo caso la strofa geniale è l’incipit, che capovolge assunti ovvi per arrivare ad ammettere, dopo una pausa drammatica, la fatidica ricerca su Google.

Il cielo non è blu e l’oceano non è vasto
E la teoria delle stringhe è facile da capire
L’erba non è verde, e il sole non splende
L’assistenza sanitaria sarà risolta entro notte
Il mondo non è tondo e Buddha non è Zen
E abbiamo entrambe un ottimo gusto in fatto di uomini
E c’è veramente una terra della Foresta Nera
Dove tutti prendono il proprio prosciutto

E giuro, giuro fottutamente
Di non averti Googolato*
[*cercato su Google]

Ok, l’ho fatto, lo ammetto
Era così facile da fare
7008 risultati
e ora so tutto di te

Me, you and Steve.

Le canzoni d’amore costituiscono probabilmente il 99,9% dei testi prodotti dall’industria discografica. Ma quante di queste sono state dedicate al delicato ruolo del terzo incomodo, il reggi moccolo o come si dice molto elegantemente in Sud America il ‘violinista’? Una probabilmente, di Garfunkel and Oates. Poche strofe e rime mirate descrivono in modo efficace la situazione romantica di un lui e una lei, puntualmente rovinata dalla presenza assillante e costante di un certo, amico di lui, Steve. Come altre canzoni del duo, pare che sia autobiografica quindi un buon modo per far arrivare il messaggio a destinazione è comporre una canzone comica in merito. E metterla su Youtube.

La luce delle candele e della luna tutto intorno a noi
Guardo nei tuoi occhi
Mi tieni la mano sotto il tavolo
E non posso nascondere come mi sento

Potrei aver espresso migliaia di desideri
per questa notte. Non posso credere
che alla fine siamo io e te e tu e me
solo noi e il tuo amico Steve.

Do do do do Steve
Do do do do Vattene
Che problema ha il tuo amico Steve?
Oh, ciao come va?

I would never have sex with you

Una situazione difficile da tradurre a parole è spiegare il labile, ma spesso invalicabile, confine tra amicizia e attrazione. O meglio, quando una donna è assolutamente sicura che un rapporto di amicizia non uscirà mai dalla cosiddetta friendzone, ma non riesce a far capire al diretto interessato che tale rapporto non sconfinerà mai nel sesso. Usare la diplomazia e i giri di parole o parlare francamente con il rischio di rovinare un’amicizia? G & O ne hanno, ovviamente, fatto una canzone, che con un motivetto scanzonato in stile Charlestone mette subito in chiaro le cose.

Perché mi piaci davvero come amico
Ma ci sono cose che non posso fingere
So che ti amerei fino alla fine
Ma c’è solo un unico problema

Non farei mai sesso con te
Credimi, lo sapresti se avessi voluto
Ti avrei già mostrato le tette
Ma non succederà mai  (in tono grave e solenne)

Questi sono solo alcuni pezzi del loro repertorio da Youtube che hanno trovato posto nella serie televisiva dedicata a Garfunkel and Oates, che ormai non sono più una spalla, ma possono vantare un ruolo da protagoniste. Si può ben dire che non si lasciano affatto intimidire da argomenti tabù. Il tutto cantando e suonando. Perché infondo, come ha dichiarato Kate ‘Oates’ Micucci, fare comicità è come fare musica. Ci sono allo stesso modo ritmo e tempismo, quindi mettere degli accordi e sonorizzarla mette in risalto questo aspetto intrinseco nella capacità di far ridere le persone e, soprattutto, le donne.

Se la storia di Garfunkel and Oates vi ha incuriosito in merito alle nuove possibilità di promuovere la propria musica tramite la rete continuate a leggere i consigli di Ilaria Mangiardi per diventare una youtuber perfetta.

Garfunkel and Oates: comiche e musiciste
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Redazione

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