Sono passati ormai quindici anni dai bombardamenti Nato e la Belgrado di oggi sembra ormai lontana dall’incubo che era nei racconti a fumetti di Aleksandar Zograf. La vita notturna, il brulicare di eventi e di locali legati al design la fanno sembrare più che altro vicina al mondo vivace e colorato di un altro artista locale: Saša Marković detto Mikrob.  La stimolante scena artistica e il proliferare culturale delle zone creative le farebbero meritare il titolo della Berlino dei Balcani. Ma andiamo a scoprire alcuni angoli insospettati di questa città ricca di storia e di nuove tendenze poco lontano dall’Italia, a portata di volo low cost ed esplorabile in un lungo weekend.

Photo credits Aleksandar Zograf, Mikrob

Photo credits Aleksandar Zograf, Mikrob

Il ristorante Holesterol (Dobračina 59b) meriterebbe un premio per la franchezza, il suo nome in serbo vuol dire infatti ‘colesterolo’. Se non bastasse l’assonanza dovreste capirlo dalla mascotte disegnata con un simpatico maiale che si gode il momento di relax (probabilmente l’ultimo prima di essere mangiato). I piatti abbondanti e succulenti in cui eccelle la cucina sono le specialità locali, a base di carne grigliata, gulasch e fagioli, ma anche i dolci come lo šnenokle e il baklava. Gli interni sono molto essenziali per concentrare l’attenzione sul cibo tradizionale eppure lo stile è contemporaneo senza essere infiocchettato, tanto semplice quanto personale.

Poi però smaltite tutto quel colesterolo con una bella camminata per il quartiere. Dorćol, un tempo zona multietnica della città, è ora la nuova area trendy in cui stanno sorgendo locali e negozi all’ultima moda. Se siete vegetariane, cardiopatiche o semplicemente attente a quello che ingerite, forse meglio optare per Thai Time. Al 59a di Gundulićev Venac è possibile prendersi una pausa dalle specialità serbe per affidarsi al sapiente equilibrio nutritivo delle ricette orientali.

Photo credits Holesterol

Photo credits Holesterol

Photo credits Holesterol

Photo credits Holesterol

Photo credits Thai Time

Photo credits Thai Time

Ne abbiamo nominati altri in alcuni post e potremmo tranquillamente portarvi a fare il giro del mondo dei coffè-bar con torrefazione annessa. Un giorno magari ci proveremo e non potrà certo mancare Pržionica, giusto a due passi da Holesterol per riprendersi dal torpore da stomaco pieno. Questa piccola caffetteria è il luogo adatto dove interagire con la società locale davanti a un caffè e farsi aggiornare sulle ultime novità e i posti da non perdere. Lo spazio è asciutto, quasi un magazzino riadattato al nuovo uso, con un impatto molto berlinese, ma un caffé buono quanto quello nostrano. Dobro! I chicchi selezionati e tostati sul posto possono anche essere acquistati in comodi sacchetti da portare a casa.

Photo credits Pržionica

Photo credits Pržionica

Un’altra zona creativa emergente di Belgrado è Savamala sulla riva destra del fiume Sava le cui acque si gettano nel Danubio a poche centinaia di metri di distanza. Oltre a numerosi interventi di street-art  qui si trova Mikser House (Karađorđeva 46) che è un negozio di design realizzato in occasione di una passata edizione di Mikser Festival, l’evento più grande della zona dedicato alle arti creative che ha perfino un proprio spazio durante il Salone del Mobile di Milano. Il festival si tiene a giugno ma l’iniziativa temporanea della Mikser House è andata talmente bene che è stato deciso di lasciare il negozio aperto tutto l’anno per promuovere l’attuale rinascimento creativo innescato dal design balcanico. Attualmente la location è occupata da uno spazio di co-working, un negozio e un caffé che ospitano eventi musicali e culturali la sera. Un altro evento dedicato al design che invece si tiene in autunno è la Belgrade Design Week che dal 6 all’11 di ottobre attrae ospiti internazionali oltre a un pubblico di addetti ai lavori e appassionati da tutto il mondo. Tra i mobili d’autore più iconici di design che vi sono stati esposti in passato ci sono le sedie e poltrone ‘capellute’ realizzate da Dejana Kabiljo, nata in Croazia ma con una formazione che va da Belgrado a Milano e una carriera incentrata a Vienna oltre che in Svezia. La linea di mobili si chiama evocativamente pretty pretty e consiste in mobili umanizzati dall’applicazione di vistose parrucche finte.

Photo credits Mikser House

Photo credits Mikser House

Photo credits Kabiljo Inc.

Photo credits Kabiljo Inc.

Infine un accenno doveroso va alla nightlife di Belgrado e alle numerose discoteche di ogni tipo concentrate in riva al fiume. Un luogo nuovo veramente autentico è Drugstore (Bulevar Despota Stefana 115), il punto di riferimento per musica elettronica di qualità e di ricerca, ma sempre ovviamente ballabile, come techno, underground house e band alternative dalla scena locale e internazionale. L’edificio in cui è collocato merita una visita dato che si tratta di un precedente affumicatoio riconvertito, di cui rimane l’insolita struttura triangolare.

Photo credits Still in Belgrad

Photo credits Still in Belgrade

Per chi ha padiglioni auricolari più sensibili meglio optare per il Jazz Klub Čekaonica (Vojvode Mišića 17). Questo locale offre ottima musica jazz eseguita dal vivo e una splendida vista sulla città. È infatti situato in un edificio modernista simbolo dello stile jugoslavo del passato, costruito tra il 1934 e il 1941 per ospitare la sede della stampa nazionale jugoslava. Finiamo quindi questo giro della Belgrado all’ultimo giro con un tocco di jugonostalgia: uno degli aspetti di questo complesso fenomeno culturale è la recente tendenza a riprendere tratti dell’estetica balcanica vintage legata all’unione jugoslava per certi versi simile ai cimeli della Germania Est.

Photo credits Yomadic

Photo credits Yomadic

Se non siete ancora convinte del fatto che Belgrado sembri un po’ la Berlino balcanica allora provate a confrontarla con l’itinerario che abbiamo proposto in questo post alla scoperta del lato decadente e cool della capitale tedesca.

Belgrado all'ultimo grido
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Redazione

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