Cape Town, meta turistica conosciuta in particolare per le bellissime spiagge e i poetici vigneti, sta regalando al mondo una nuova ragione per spingersi in Sudafrica: la creatività e il design.

Non è un caso che il Consiglio Internazionale del Design Industriale l’abbia eletta World Design Capital 2014, un riconoscimento annuale che premia le città che attraverso la riprogettazione urbanistica promuovono sviluppo economico, sociale e culturale. Dopo Torino, Seoul e Helsinki è la prima volta che il titolo arriva nel continente africano. Un segno tangibile, questo, di come Cape Town sia riuscita a far evolvere il suo complesso e controverso retaggio storico, fatto di apartheid e schiavitù, in una tensione positiva all’innovazione, alla cultura del progetto e alla multiculturalità.

Live Design. Transform Life è lo slogan dell’associazione no profit che si occupa del programma di eventi a tema che animeranno per tutto l’anno la capitale sudafricana. L’idea, tanto semplice quanto importante, di una migliore qualità della vita urbanizzata di Cape Town è anche il punto di vista del percorso che vi raccontiamo.

designwagen.com

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Si parte a stomaco pieno, la prima tappa è V&A’s Market on the Wharf, ovvero il mercato sul molo. Un paradiso di prodotti freschi, frutta e verdura per i più salutisti, ma anche prodotti da forno (per chi almeno in vacanza si concede al carboidrato) e varie specialità enogastronomiche locali. Il tutto in uno spazio di due piani, un po’ rustico, tanto legno ovunque, e un po’ post-industriale, basta alzare lo sguardo per ammirare il maestoso sistema di ventilazione a vista.

marketonthewharf.co.za

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Ovunque bancarelle con prelibatezze del territorio adatte a ogni momento della giornata: dai pompelmi per la colazione (più acidi e per palati allenati rispetto a quelli di origine subtropicale), all’abbinamento straccetti di carne secca + birre artigianali per l’aperitivo. E poi ci sono loro, le vere star degli ultimi anni, gli chef. Ogni giorno si alterano nomi noti a livello nazionale e ‘eroi’ locali, con dimostrazioni e performance. Spiegano come affrontare anche le ricette più complesse e di fatto si mettono in scena.

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Se l’abbuffata al mercato non vi è bastata, o temete un calo glicemico durante il peregrinare per la città, la tappa giusta è Honest Chocolate.

Un negozio con laboratorio annesso sul retro, creato e gestito da Anthony Gird e Michael de Klerk, i due maitre-chocholatier che producono a mano cioccolato di qualità sopraffina, amorevolmente modellato e confezionato in casa con packaging spesso creati in collaborazione con artisti locali. Il cacao biologico e puro che utilizzano per le loro continue sperimentazioni è ormai leggendario e non solo in città.

10and5.com

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E quando scoprirete che questo cioccolato ha anche proprietà antiossidanti, è fatta, non mancherà mai più una barretta di ‘onesto’ piacere nella vostra borsa.

Non c’è tour cittadino che si possa definire tale senza una tappa di shopping fashion.  In un affascinante palazzo Art Nouveau nel cuore di Long Street si trova Merchants On Long, un negozio di moda contemporanea africana. Si può trovare un concentrato ‘dell’africanità’ che attraverso una moda post-etnica che mantiene ma rivisita colori e motivi tradizionali, esprime la trasformazione di un mondo che è vecchio e nuovo insieme, tra alto artigianato e design di ricerca, tra passato e innovazione, natura e industria. Consigli per gli acquisti: le maglie in lana di Laduma Ngxokolo, le scarpe di Sawa, i gioielli di Patrick Mavros, le ceramiche di Ardmore e le collezioni di accessori in pelle della stessa proprietaria, Hanneli Rupert.

merchantsonlong.com

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Se il concetto di catena di caffè è universalmente associato all’estetica standardizzata di Starbucks, a Cape Town vi stupirete per Truth. Lo stile steampunk vi proietterà in una Londra vittoriana, colonizzata da tecnologia anacronistica fatta di enormi ingranaggi di rame e ottone, meccanismi azionati dalla forza motrice del vapore, tubature, manovelle e bulloni a vista. Stupore e meraviglia garantiti, come un certo imbarazzo nel tirare fuori dalla tasca lo smartphone di ultima generazione, assolutamente fuori luogo.

 

photo © Shanna Jones, styling by Leasa Mensing

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La cura maniacale per i dettagli va quindi dallo spazio, opera del  designer Haldane Martin, fino alla bevanda. Il nome Truth/Verità è di fatto una dichiarazione d’intenti, che dice dell’approccio trasparente e votato alla qualità. Per offrire il miglior caffè della città anche il processo produttivo della bevanda è antiquato: la tostatura avviene in un marchingegno vintage in ghisa, materiale che emana calore radiante e convettivo, per un caffè più aromatizzato e forte rispetto all’ormai consueto preparato, ottenuto da fusti di acciaio in uso dagli anni ’70.

photo © Shanna Jones, styling by Leasa Mensing

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Se vi piacerebbe scoprire altri luoghi ce celebrano l’arte del caffè e della torrefazione allora date un’occhiata al nostro post su San Paolo, dove ci sono ottimi posti dove godersi l’aroma inconfondibile delle migliori miscele.

Urban Safari a Cape Town
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Redazione

Una redazione guidata da donne che amano i libri, la musica, i viaggi e la creatività. Qui raccontiamo storie, progetti, desideri e visioni delle donne che incontriamo.

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