Non è poi così strano ritrovarsi giapponesi a Milano e ve lo dimostriamo con questo post. Un percorso tra negozi, ristoranti e centri culturali che vi farà sperimentare in Italia alcuni elementi della vita nel paese del Sol Levante. Prendete appunti per una giornata all’insegna della cultura dell’estremo oriente in terra meneghina.

Per spostarsi da un lato all’altro della città ci vorrebbe un mezzo di trasporto speciale come il Gattobus del film Totoro, un grande classico dell’animazione nipponica firmato Studio Ghibli. Purtroppo non esistono felini-pullman e il grande maestro Hayao Myazaki ha annunciato che si ritirerà dopo l’uscita del suo ultimo film, Si alza il vento, proiettato proprio in questi giorni nelle sale italiane.

Photo credits studio Ghibli

Photo credits studio Ghibli

Prima di essere pronte a immergervi a pieno nella giornata giapponese a Milano una lettura d’obbligo è il romanzo a fumetti Gourmet, disegnato da Jiro Taniguchi. Come indicato dal titolo il libro è diviso in capitoli che raccontano le vicende gastronomiche di un solitario e goloso uomo d’affari, alle prese con varie pietanze più o meno tipiche ma, soprattutto, con tutto quello che circonda l’esperienza legata al cibo. Si tratta di un’esplorazione solitaria e felice, che invita ad assaporare ogni momento e fermarsi per prestare attenzione ai dettagli quotidiani che spesso passano inosservati. In Giappone è un classico talmente apprezzato da aver ispirato una serie televisiva in cui ogni puntata è dedicata a un pasto. Trovate il fumetto tradotto in italiano nella versione edita da Panini Comics.

Photo credits Jiro Taniguchi

Photo credits Jiro Taniguchi

Cominciamo con una dolce colazione per iniziare al meglio la giornata. Esperienza quasi unica quella della pasticceria giapponese, che però si può fare al ristorante-pasticceria Basara, in via Tortona al 12. Tappa da fare rigorosamente al mattino, Basara è l’unico posto in cui è possibile una colazione jap style a Milano. I dolci sono piccole sculture, capolavori estetici e di gusto, in linea con il nome del locale che significa ‘Stile non convenzionale’. Consigliamo il tiramisù alla crema di tè verde.

Photo credits Basara

Photo credits Basara

Si dice Muji – che a Milano pronunciamo con ‘j’ alla francese – e si intende un certo stile giapponese, minimale nelle forme e nei colori. Riconoscibile. Muji è uno dei primi sbarchi in città di marchi e negozi inizialmente di nicchia e ora mainstyle. Una sorta di presenza diffusa nelle case e negli uffici milanesi. Magari solo una penna, una scatola, un diffusore di olii, un ombrello o un impermeabile, ma un po’ come per Ikea, ognuno ha o prima o poi avrà un prodotto di questo non-brand (Muji deriva infatti dalla frase “Mujirushi Ryōhin”, che in giapponese significa “buoni prodotti senza marchio”).

Photo credits Milanomania

Photo credits Milanomania

Nuovissimo spazio della cultura giapponese nel contesto metropolitano milanese, JP HOME, al 55 di Foro Buonaparte, è uno showroom concepito come una casa giapponese. Si propone come punto di riferimento espositivo dell’arte manifatturiera e del design creativo made in Japan. Tradizione e ricerca si incontrano e si traducono nell’arredamento e nei prodotti che vanno da oggetti domestici di uso quotidiano a capi di abbigliamento e pezzi di top-end design in edizione limitata. Selezione accurata, rinnovo continuo, marchi conosciuti ed emergenti vengono offerti a prezzi competitivi interpretando il bisogno di accessibilità economica senza compromessi estetici.

Photo credits Pipperoo

Photo credits Pipperoo

Il sushi a  Milano è ormai come la cotoletta. E tra i 5 migliori ristoranti di ‘cotolette’ giapponesi, Poporoya, in via Eustachi 17 dove Hirawasa Minoru, in arte Shiro, è sinonimo di eccellenza e ormai una certezza. Ma Giappone non è più solo sushi, Maido ha aperto i battenti lo scorso aprile in via Savona 15. È un fast food taglia xxs, un minuscolo microcosmo in cui infilarsi per fare interessanti scoperte culinarie. Maido, infatti, è il primo okonomi-yaki – cioè street food – giapponese, o meglio di Osaka, in Italia. ‘Okonomi-yaki’ significa ‘come piace a te’ ed è una specie di frittella alla piastra, con base di cavolo e uova, a cui aggiungere a piacere carne, formaggio, gamberetti.

Photo credits Poporoya

Photo credits Poporoya

Photo credits Caterina Zanzi

Photo credits Caterina Zanzi

Più noto, anche in virtù del legame ‘paterno’ con il pluripremiato ristorante con annesso Burger Bar Al Mercato, il Noodle Bar – in viale Bligny 3 – ha un suo preciso posizionamento anche come cocktail bar. I classici noodles (spaghetti di frumento molto lunghi, generalmente fatti a mano) si possono assaggiare in molte combinazioni tra cui primeggiano le frattaglie: cuori, culi e fegatini di pollo, e la trippa. Si può anche ripiegare su qualcosa di meno estremo e meno ‘interno’ come la terrina di orecchie di maiale.

Photo credits Shane Eaton

Photo credits Shane Eaton

Ancora un po’ di nicchia, Casa Ramen in via Porro Lambertenghi, 25. Tempio dell’omonimo piatto (zuppa a base di brodo di carne o di pesce, salsa di miso o di soia, noodles, verdure, di solito con alghe nori, fette di carne di maiale, uova sode e spesso kamaboko, ingrediente a base di surimi, cioè pesce tritato) che, continuamente rivisitato, riserva piacevoli sorprese anche in chiave personalizzata. ‘Buono il Miso Ramen. Ma non si potrebbe avere un po’ più piccantino’. Chiedere è lecito, rispondere con un nuovo piatto è customer satisfaction. Ed ecco ‘Miso-on-fire’. Clienti accontentate. Ormai la cultura giapponese ha preso così piede che tra qualche giorno, dal 20 al 21 settembre, i chiostri di San Barnaba (via s. Barnaba 48) ospiteranno il Milano Sake Festival, da provare per degustare il famoso liquore orientale.

Photo credits Fudbloggers

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Per fare l’esperienza dei trattamenti estetico-salutari secondo le millenarie tradizioni di cura del corpo e della mente orientali, le Terme di Kyoto, micro-ma-molto-micor-spa all’ultimo piano dell’Enterprise Hotel in corso Sempione 91-93. Dai massaggi cranio-sacrali alla più semplice doccia emozionale o vasca idromassaggio, l’aspetto innovativo è che tutto questo si può fare senza uno stacco netto dalle proprie routine lavorative o sociali. Si può infatti prenotare, in orari diurni o notturni, una delle spa di questo centro benessere privato per farci una riunione o una festa, un pranzo o una cena, che di fatto si trasformano in eventi straordinari. Connessione wi-fi, computer, colazione, catering e tè/infusi break, soundtrack musicale fanno parte dei vari pacchetti denominati in vario modo ma sempre con l’aggettivo ‘sensual’ a connotarne il carattere di intrigante esperienza polisensoriale con vista sul cielo di Milano.

Photo credits Guapitatondita

Photo credits Guapitatondita

Il rituale che più si associa ai giapponesi, oltre che agli inglesi, è il tè. A Milano, in via Macedonio Melloni e, in versione corner da Brian&Berry, L’Arte del Ricevere. Un negozio con degustazione di tè e infusi, non solo giapponesi, con relativa messa in scena teatralizzata dei rispettivi rituali di preparazione che sono di fatto rigidi e rigorosi protocolli da osservare per poter godere e capire appieno dell’esperienza del tè. Non è una bevanda come un’altra da bere, ma un mondo da apprendere e vivere così come l’oriente l’ha codificata anche simbolicamente.

Photo credits Artedelricevere

Photo credits Artedelricevere

Libri, oggetti per la casa, arte, abiti direttamente dal Giappone sono gli elementi dell’esperienza di immersione culturale offerta da Tanabata, la libreria giapponese di via Adige, 7. Questo book-store prende il nome dal festival delle stelle giapponese che celebra l’incontro delle divinità Orihime e Hikoboshi, rappresentate da due stelle, Vega e Altair. Secondo la leggenda, la via Lattea separa queste due stelle innamorate, che si incontrano solo una volta all’anno, il settimo giorno del settimo mese dell’anno, secondo il calendario gregoriano, cioè il 7 luglio. In questa occasione ognuno scrive il proprio tanzaku, piccole strisce di carta colorata a cui affidare un proprio desiderio da appendere a piante di bambu. L’offerta va dal servizio da tè con vassoio, a lanterne a poster a qualche pezzo di abbigliamento e accessori. La sezione libri è un ricercato universo di viaggi culturali variegato e stupefacente che spazia dalla poesia e cucina zen alla calligrafia, dai fumetti all’architettura, alle arti marziali fino all’ikebana.

Photo credits Tanabata

Photo credits Tanabata

Luogo autorevole e riconosciuto di promozione della cultura giapponese, il Centro di Cultura Giapponese di via Lovanio, 8 diretto da Keiko Ando Mei, che insieme allʼAssociazione Nuova Cultura Oriente Occidente costituisce un unico ente interculturale no-profit. Interessanti i corsi introduttivi, oltre che alla lingua giapponese, a specifiche pratiche della vita giapponese: il mondo del kimono, la pittura, la meditazione zen, l’ikebana, l’origami e l’origata. Vivace il calendario di eventi e l’agenda della attività che vanno dalla presentazione di libri a incontri sul teatro, mostre e rassegne cinematografiche.

Photo credits Istituto di cultura giapponese

Photo credits Istituto di cultura giapponese

Photo credits Istituto di cultura giapponese

Photo credits Istituto di cultura giapponese

Potremmo continuare ancora a lungo, in molti casi ad esempio il Giappone è entrato nelle case delle milanesi non solo come cibo, ma anche come interior design, potete trovare bellissimi pezzi d’arredamento orientale in esposizione da Cargo (Via Meucci 39) e da Sakura in Viale Lazio 6.

Se dopo questo post alla scoperta del Giappone a Milano vi è venuta voglia di scoprire il Giappone in Giappone allora continuate a leggere i post dedicati ad un insolito caffé di Tokyo dove si può perfino dormire, una libreria colossale e i saloni di bellezza più zen di Osaka.

IL GIAPPONE A MILANO
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Redazione

Una redazione guidata da donne che amano i libri, la musica, i viaggi e la creatività. Qui raccontiamo storie, progetti, desideri e visioni delle donne che incontriamo.

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