Doppio cognome che ne svela le lontane origini aristocratiche, trentino-lombarda con il mondo che le scorre nelle vene, Monica Tabarelli De Fatis ha un unico grande obiettivo che insegue con determinazione: essere felice. Dalle ballerine al trench, dal frullatore alla cover dell’iPhone passando per il collare della sua amata Polly, il colore che arreda la sua vita è il rosa. La sua casa profuma spesso di dolci appena sfornati perché dopo il mondo la sua seconda grande passione è la cucina etnica: italiana, indiana, marocchina e da poco anche israeliana…

Monica Tabarelli De Fatis e Polly | Photo credits Federica Simoni

Monica Tabarelli De Fatis e Polly | Photo credits Federica Simoni

Mancato avvocato prestato al marketing, 35 anni di energia pura e sorriso disarmante, la voglia di vivere che le straripa dagli occhi, come nelle più belle fiabe sta per sposare l’uomo dei suoi sogni. Avete presente quell’espressione di piacere in ogni pubblicità della Coca-Cola quando viene stappata la bottiglia e parte un Ahhhhhhh libidinosamente espirato? L’ha musicata lui. Philippe. Produttore musicale, compositore, sound designer francese nato a Tunisi per caso, vissuto tra Parigi, New York, Londra e Tel Aviv, con un passato tra party di Hollywood, fashion system e arte.

Ma come ha fatto una trentina sulla trentina, per quanto vagabonda, a incontrare il bel principe di Tel Aviv? Grazie ai social, di questi tempi.

Un anno fa, dopo aver chiuso una storia travagliata, Monica ha bisogno di uno stacco, di starsene lontana dal genere maschile e, come in ogni fase post che si rispetti, decide di fare un viaggio. Il solito programma estivo sarebbe stato andare a Forte dei Marmi dove si è più o meno sempre rifugiata, ma non questa volta. Prenota una settimana a Formentera con le amiche di sempre, ma poi nonostante abbia esaurito il budget vuole trovare qualcosa di ‘zero familiare’ per le restanti due che ha pianificato. Ha davvero bisogno di staccare. Allora iPhone alla mano, per un acquisto d’impulso con l’app Skyscanner.

Skyscanner

Skyscanner

Le offerte comprendono voli low-cost, oltre che alberghi e noleggio auto. Pronti via, l’unico vicolo è non scegliere, ma lasciarsi guidare dalle offerte last minute. Perché no? Affidarsi al caso è proprio quello di cui ha bisogno. Imposta l’Italia come partenza e le opzioni di città che le escono in quel momento sono: Tel Aviv (Israee), Amman (Giordania) e Beirut (Libano). Monica si consulta con amici e familiari e alla fine sceglie Tel Aviv. Costruisce un itinerario che prevede altre tre tappe ad Haifa, Gerusalemme e Nazareth. Per l’alloggio, cerca casa ovviamente su Airbnb, la piattaforma online di affitti temporanei di case e stanze che mette in contatto chi cerca un posto dove stare e chi ne ha uno da mettere a disposizione. Un portale molto ricco di offerte che, come molti nuovi servizi collaborativi peer-to-peer, risponde perfettamente alle nuove forme di turismo disintermediato. Facile, utile, sicuro.

Airbnb

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Ma quale soluzione scegliere? In quali quartieri? Le quattro città che ha scelto le sono del tutto sconosciute. Certo, le recensioni di chi ha già affittato la casa che si sceglie aiutano. Le persone infatti, in positivo o in negativo, descrivono la propria esperienza, si soffermano su dettagli dell’arredo, segnalano i mezzi più vicini, i ristoranti di zona in cui sono stati, le specialità della cucina locale da assaggiare, danno dritte insomma sui dintorni. E ognuno diventa a suo modo una mini-guida.
Così Monica comincia a farsi un’idea.

Attivissima sui social, Monica comincia a chiedere ai suoi numerosi contatti di Facebook, agli amici e agli amici di amici, consigli su quartieri e zone cool and safe per una donna sola in cui cercare la casa. Innesca un passaparola sul chi-conosce-chi per avere dei contatti diretti sul posto che l’aiutino nella scelta e che siano un eventuale riferimento.

La teoria dei sei gradi di separazione si rivela ancora una volta valida e universale: ogni persona è collegata a qualsiasi altra grazie a soli sei passaggi di conoscenza e, se siete veramente fortunate, anche al partner perfetto.

Nella fitta rete di scambi di quei giorni, Monica si imbatte in Rona, una ragazza di Tel Aviv trasferitasi in Australia, che quindi non sta più lì ma è amica di un certo Philippe che invece vive lì, definito da subito come ‘la persona giusta da conoscere che ti voglio presentare’. Il primo incontro avviene in una veloce chat a tre su Facebook, organizzata da Rona: ‘Philippe ti presento Monica, Monica ti presento Philippe’.

Photo credits Monica Tabarelli De Fatis

Photo credits Monica Tabarelli De Fatis

Subito dopo questo primo contatto tecnico piuttosto formale e dopo essersi “visti” in faccia sulle rispettive timeline di Facebook, scatta la reciproca richiesta di amicizia così da potersi scambiare messaggi in vista del viaggio di Monica. Cominciano a chiacchierare digitando sulle rispettive tastiere. È un’escalation che diventa un fiume di conversazioni che li travolge. Dentro quei chilometri di parole nasce il colpo di fulmine. È sabato e lei ha il volo per Israele il giovedì seguente. Passano questo primo giorno interamente in chat, trascurando amici, in parte anche il lavoro, le cose da fare, come calamitati e resi incapaci di separarsi dalla voglia urgente di dirsi tutto.

Intanto la chat diventa Facetime, la versione di messaggistica video dei computer, smartphone e tablet Apple con cui parlarsi guardandosi (una specie di Skype). Lei confessa, ridendo e con molta autoironia, che si truccava, acconciava, agghindava prima di ogni chat, emozionata ed eccitata come prima di un appuntamento vero.

Martedì sera, circa novantasei ore dopo, arriva il fatidico ‘sento che mi sto innamorando di te’ pronunciato da lui con sguardo sognante e gli occhi a forma di cuore prima di domandarle ‘e tu…potresti innamorarti di me?’ Scherzando come sempre, Monica dice imbarazzata che le premesse potrebbero essere buone. Never say never. Tutto può succedere.

Forse, in cuor suo, ha già capito come stanno le cose perché disdice tutte le prenotazioni di Airbnb delle quattro case affittate, paga le penali, litiga con una proprietaria di Haifa particolarmente inferocita dal suo rifiuto e decide, facendo un salto nel buio oltre lo schermo, di andare a stare da lui per tutte le due settimane.

Giovedì. Si vedono. Monica atterra a Tel aviv con una storia già cominciata, con un amore virtuale nato senza avere mai incontrato Philippe. È terrorizzata. Terrorizzata dal fatto che quell’idillio perfetto creatosi sul web potrebbe venire distrutto dalla realtà dell’incontro.
E se dal vivo non mi piacesse? E se avesse un alito impossibile? E se è uno che non si lava? Domande difficili da risolvere sul web che offline hanno avuto una risposta evidentemente negativa. Taxi. Scende sotto casa sua. Lui è lì che l’aspetta. Non è andato in aeroporto. Non ce l’ha fatta. L’ultima volta che ci stava andando nel 2000, per lasciare Israele e ritornare a vivere a Parigi, l’autobus su cui viaggiava è esploso. È proprio lui l’unico sopravvissuto di quell’attentato. Tutti gli altri sono morti. Quando ricorda la bambina con le trecce seduta accanto a lui, vestita in maschera per andare a una festa e trucidata come tutti gli altri in quel bus, Philippe fa tuttora fatica a vivere, continuando a chiedersi il perché di tanto odio. Da allora ha deciso di rimanere a Tel Aviv per non cedere a un terrore ben più profondo di quello provato da Monica poco dopo il suo arrivo.

Si parlano in francese, si conoscono, scoprono di volere entrambi condividere la propria vita con l’altro. Passa un giorno ed è come se fossero insieme da sempre, si vede anche nella prima foto scattata che è uguale a quella di una coppia che ha un’intesa profonda e consolidata.

La vacanza finisce, Monica vorrebbe restare ma ha degli amici a Formentera che l’aspettano per quella che avrebbe dovuto essere la vacanza da “single” nel posto perfetto. Giga e giga di schede telefoniche spagnole vengono bruciate per poter essere connessi tutti i giorni su Facetime e Whatsapp (altro  canale di comunicazione si aggiunge al loro rapporto multi-piattaforma). Gli amici se la ridono, ma con un mojito in mano, il tramonto dal Pirata Bus e lui su Facetime, la vacanza è quasi condivisa a due.

Una volta tornata a Trento le giornate sono vuote, la nostalgia prevale su tutto, la felicità si alterna con malinconie da cui è sempre più difficile riemergere. Aumentano i voli di entrambi, sempre più ravvicinati finché Philippe fa le valigie, riesce a lasciare la metropoli mediterranea, e va ad abitare da lei in un piccolissimo paesino sulle colline di Trento. Le nozze sono ormai all’orizzonte, tutti in bianco per una cerimonia intima e informale, ma soprattutto a piedi nudi sulla spiaggia.

E come nei migliori sogni, anche ai tempi dei social, vissero felici e contenti.

Photo credits Monica Tabarelli De Fatis

Photo credits Monica Tabarelli De Fatis

Se oltre a usare i social per viaggiare in giro per il mondo, e magari trovare pure l’anima gemella come è successo a Monica, vi piace suonare e cantare, perché non usarli anche per diventare una musicista famosa? Grazie ai nostri consigli per diventare una youtuber perfetta naturalmente.

L’amore ai tempi dei social
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Redazione

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