Ho sempre avuto un cruccio: come sarebbe stato il mio approccio alla guida se le auto fossero state progettate dalle donne anziché dagli uomini? No, non è una battuta, è proprio una domanda seria, perché io sono abbastanza incapace, ma non penso che sia per colpa mia, perché ne sono certa, se le avessimo progettate noi donne, queste benedette automobili, ci troveremmo a guidare cose molto diverse.

Pensateci un attimo: voi Signore davvero avreste progettato delle cose che per essere portate in giro vengono comandate da un cerchio che fa svicolare a destra e a sinistra come neanche un paio di tacchi spaiati riuscirebbe a fare?

Audrey Hepburn

Audrey Hepburn

Un cerchio? Voi l’avreste fatto così? Ve lo dico io: no. Per non parlare dei pedali. Tre. Abbiamo due gambe. Qualcuno mi spieghi il motivo dei tre pedali. Perché non quattro allora? Cinque? Facciamo leve a caso e come butta, butta?

In questi anni sui quei tre pedali mi sono fatta la mia idea: non è che sotto sotto alludono alla terza gamba maschile, quella su cui si scherza tanto? Non c’è altro motivo. Mettetevi una mano sul cuore e sul reggiseno e ditemi: davvero avreste progettato qualcosa che si guida praticamente a gambe aperte?

Io penso che le avremmo create in tutt’altro modo, le automobili. Le avremmo fatte prima di tutto pratiche da guidare: che si comandano stando comodamente sedute – e quando dico comodamente intendo sprofondate piacevolmente in una poltrona, a gambe accavallate. Via il volante: molto meglio qualcosa che si possa comandare utilizzando semplicemente il tocco delle dita. Luce, molta luce, e soprattutto interni lavabili e facili da pulire, perché vuoi mettere? Tra marmocchi, pacchi della spesa che si rovesciano e Dio solo sa cosa, gli interni dovrebbero essere a prova di Armageddon. (Infatti, Signore mie, il rivoluzionario sistema di impermeabilizzazione Scotchgard  – per rendere impermeabile all’acqua e all’olio qualsiasi tipo di tessuto, l’ha inventato Patsy Sherman. Lo sapevate? No? Ora si).

Se dall’inizio l’avessero lasciata fare a noi la storia dell’automobile, avremmo creato mezzi incredibili, ne sono certa. Invece da secoli ci accontentiamo di guidare cose che non sono state progettate per noi ma sono state pensate da uomini. Queste attuali sono adattamenti di un pensiero maschile. Le hanno fatte rumorose, roboanti, falliche, velocissime e spesso scomode, oppure ricche e tronfie. Le hanno fatte guardando al futuro, guardando alla velocità massima raggiungibile.

E poi c’è voluta una donna, Mary Anderson, a inventare il tergicristallo perché loro sarebbero andati avanti a guidare pure con l’acqua negli occhi, come quando fanno la doccia a casa: prima o poi le gocce si asciugano da sole, perché mai pulire i vetri?
È andata così: miss Anderson si muoveva spesso in taxi per lavoro e notando che a ogni nevicata o periodo di maltempo gli autisti si fermavano per pulire il vetro o per la scarsa visibilità – facendo aumentare di parecchio il costo della corsa – decise che sarebbe stato comodo avere il tergicristallo e lo inventò. L’omino degli uffici brevetti la derise, peccato che 10 anni dopo ogni taxi di New York montasse un tergicristallo.

Angela Lansbury

Angela Lansbury

Insomma, ce le siamo risolte le nostre cose, e senza che nessuno ci facesse dei monumenti. In tutta risposta la storia ci ha regalato massime come “Donna la volante pericolo costante”. Ma non è così: se non sappiamo posteggiare non è perché non sappiamo guidare, ma perché non siamo ancora pratiche come gli uomini. Basterebbe chiedere a un uomo di mettersi il mascara per ottenere la stessa imbranataggine. Andate da loro con la pochette dei trucchi e chiedete la differenza tra cipria e fard, vediamo cosa vi rispondono. Farebbero la stessa faccia che facciamo noi quando ci chiedono la differenza tra una biella e l’albero motore.

Insomma: quando nasciamo a noi danno in mano la Barbie, e loro le automobiline: è uno scontro impari, ma stiamo arrivando al loro livello. Si tratta di pratica, baby, e nella fattispecie qui si parla di auto che sono state appannaggio esclusivo degli uomini per secoli.

Facessero Barbie Trionfo Automobilistico, oppure Barbie Capomeccanica della Ferrari, o ancora Barbie Indianapolis sarebbe tutt’altra storia. Ve lo immaginate il Gran Premio di Formula uno se corressero anche le donne? Io non vedo l’ora: prima di tutto basta ombrelline e via con un nutrito gruppo di bei ragazzoni a sostenere ombrelli e passare beveroni freschi alle pilotesse.

E poi la gara: non avete idea di come siano davvero le donne al volante. Non quello che pensate voi, non quelle che fanno fatica a manovrare il servosterzo, no. Iene rabbiose e agguerrite, decise, temerarie, pronte a tutto per vincere. Ho amiche che sarebbero capaci di strappare titoli a Hamilton e compagnia bella, lotterebbero coni denti e con le unghie laccate, senza paura di spezzarsele.

Crudelia De Mon

Crudelia De Mon

Gente di cui aver paura, capaci di salire sul podio dopo essersi rifatte il trucco, che a certe cose ci si tiene comunque.

Lo sogno un team tutto al femminile, dalle progettiste alle meccaniche, tutte donne. E no, non sarebbero vestite di rosa: basta con questo colore troppo docile. Arrabbiate, aggressive, competitive, determinate. Sogno pilotesse capaci di scalare le classifiche e meccaniche chiamate a dare opinioni sulle gare e sulle condizioni delle auto.

Invece siamo ancora qui, al massimo pensano che possiamo decidere di che colore comprarla, l’automobile. Insomma, se gli uomini ci avessero lasciato decidere della storia dell’auto con loro, non ci troveremmo a doverci portare un paio di scarpe di ricambio quando dobbiamo guidare: avremmo progettato qualcosa in cui le scarpe col tacco dodici si possono indossare senza rischiare di puntarsi pericolosamente sotto l’acceleratore.

Perché si, le cose le sappiamo fare, se solo si lasciassero guidare da noi.

Ditemi la verità: non è fastidioso essere prese per incapaci al volante solo perché donne? Se vi avessero lasciato creare un’auto, l’avreste fatta così?

Auto progettate dalle donne?
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Redazione

Una redazione guidata da donne che amano i libri, la musica, i viaggi e la creatività. Qui raccontiamo storie, progetti, desideri e visioni delle donne che incontriamo.

8 commenti

  1. antonio ebasta

    avete mai visto ragazzine costruire carrioli?Da cosa nasce cosa.Pensate all’orgoglio di un padre nel sentire una figlia chiedergli di aiutarla a fare questo.Ci sarà pure un motivo,no?

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  2. Tas

    Questo è l’articolo più stupidamente sessista mai visto. Prende tutti gli stereotipi (falsi) sulle donne e finisce per esaltarli e confermarli.
    Se le donne avessero progettato le auto sarebbero esattamente come sono ora, perché sarebbero state progettate da persone con capacità ingegneristiche PARI (e non diverse) da quelle degli uomini. Forse nel 1960 questo articolo sarebbe stato sensato, oggi è una presa in giro ed un insulto al femminismo.

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    • Valentina Maran

      Ciao Tas, grazie per il commento. Volevo raccontarti una cosa: hanno regalato a mia figlia una macchinina a pedali (evviva!), ma gliel’hanno regalata rosa. Ha la bacchetta magica, il claxon che cinguetta e delle principesse che girano davanti, al posto dei fari.
      Mio marito si rifiuta di farla usare a nostro figlio (che ha solo 8 mesi) perché essendo maschio non è adatta (?!). Ovviamente si è beccato il cazziatone.
      Risultato: ho ottenuto da mio marito una promessa: lasceremo la macchinina rosa fuori a prendere aria così continuerà a scolorirsi e smetterà di essere così rosa, sia per Emma, sia per Giovanni, e in futuro a entrambi si faranno guidare gli stessi mezzi che abbiamo in casa (abbiamo un trattorino per tagliare il prato, un trattore più grande, bicilette, le utilitarie di famiglia).
      Mia figlia indubbiamente guiderà meglio di me, mi auguro guiderà meglio anche del fratello. Il problema è che già ora guardano cartoni animati dove le ragazze guidano scooterini striminziti e i ragazzi partono su auto roboanti multioptional super wow, e all’asilo non sale sulle macchine a pedali perché “le altre femmine non ci vanno”. Capisci che sarà una dura lotta, da fare su più fronti. Io sono certa che lei abbia lo stesso talento e la stessa capacità progettuale e cognitiva di qualsiasi maschio (ovviamente ciascuno ha doti e talenti in cui è più portato), ma capisci che tutto l’ambiente esterno, secoli di cultura e le Winx contribuiscono a rendere la lotta aspra. Ah, abbiamo una falegnameria. Tutti mi dicono “Contenta d’aver avuto il maschio, eh! Così andrà avanti col lavoro di famiglia”- io rispondo sempre che anche mia figlia femmina, se lo desidera, potrà fare la falegnama. Niente glielo impedisce. E se il lavoro fisico è pesante, può sempre farsi aiutare. Da un facchino o una facchina. Scelga lei.
      Sono una femminista incallita, e credo che le parità sia una dura guerra da combattere su più fronti. No, non siamo uguali, siamo diversi, perché a noi fanno firmare le dimissioni in bianco per paura che restiamo incinte, a loro no. Per via del talento, invece, sono certa che ne abbiamo da vendere. Il problema è smettere di stare in ombra e imparare a fare la voce grossa per farsi sentire. A costo di scrivere anche post scomodi che infastidiscono. Curiosamente non infastidiscono i maschilisti ma le femministe. Si vede che siamo variegate. Se serve ad essere complementari nella lotta, ben venga. Ti abbraccio. V.

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      • ATUTTOGAS

        Completamente d’accordo con Tas. Se le auto le avessero progettate le donne sarebbero uguali a come sono ora. Con la differenza che in macchina non ci sarebbe la leva del cambio ma un set cursto di trucchi…non si avrebbe un quadro ma uno specchio al posto di esso e soprattutto la macchina non camminerebbe nemmeno. Gia. Nel tuo discorso hai fatto riferimento ai 3 pedali. Nei cambi manuali sono fondamentali, infatti uno è il freno uno è l’acceleratore mentre il terzo serve a cambiare le marce, altrimenti dopo 20 metri in accelerazione la macchina fonde! Per coloro che non sono pratici con i tre pedali hanno inventato i cambi automatici che vi staccano la frizione al posto vostro e che cambiano le marce da sole. In F1 le donne hanno corso eccome con risultati non proprio esaltanti, documentati! Questo articolo è sessista e basta. Non ha un filo logico ed è anche poco documentato. Saluti

      • Redazione
        Redazione

        Buongiorno Atuttogas e grazie per la delucidazione sui pedali. Ci fa piacere che il post di Valentina abbia suscitato reazioni soprattutto da parte maschile. Come redazione abbiamo deciso di dare spazio al post perché – in caso non fosse chiaro dal resto della rubrica Il Punto di Vista G, dal tono e dalle illustrazioni – si trattava di un esercizio di ironia (che in quanto tale non è universale) e di pensiero, per guardare a quello che diamo quotidianamente per scontato e domandarsi come-sarebbe-stato-se i fatti si fossero svolti altrimenti. Ovviamente una risposta univoca non c’é, ma cogliamo la richiesta di documentazione sociologica da approfondire in una delle altre rubriche in futuro. Intanto ti consiglio l’intervista alla navigatrice di rally Anna Andreussi che in questo settore ha raggiunto risultati straordinari http://girlitude.peugeot.it/2014/09/17/anna-andreussi-lauto/

  3. quail

    Credo che uomini e donne siano due. Differenti. No uno meglio dell’altra e viceversa. Semplicemente differenti. Un destrorso è “uguale” ad un mancino ma se dovesse progettare una macchina per sé, probabilmente metterebbe la leva degli abbagliante sulla sinistra del volante. E una donna presumibilmente farebbe piu attenzione all’accoglienza e alla sicurezza di una macchina invece che al cx. La differenza è una ricchezza! Se solo vivesse. .

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  4. salvatore

    Centro! Che lotte con mia moglie per tutte le scelte di famiglia, ma dai diversi punti di vista sono sempre nate soluzioni migliori delle nostre singole e differenti idee.
    p.s. ma la Multipla l’ha progettata una donna?

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