Il talent show più atteso, come ogni anno, è X Factor. Atteso da chi ama la musica, da chi sogna di trasformarla nella propria professione, da chi canta solo quando nessuno può sentire, da chi non fa un passo senza la giusta colonna sonora nelle orecchie, da chi ama Mika e vorrebbe un dizionario con tutti i suoi neologismi e da chi conserva ancora, come un feticcio, la cassettina di ‘Acidi e Basi’ dei Bluvertigo. Ma non solo. C’è qualcosa di molto più profondo e viscerale, qualcosa che va oltre il linguaggio – potentissimo e universale – della musica.

Il vero elemento attrattore, quello che tiene magneticamente incollato il pubblico davanti allo schermo durante i Live, quello che porta i fan più devoti a seguire in giro per l’Italia le fasi preliminari, è l’immedesimazione con questi giovani, alcuni giovanissimi, che hanno un sogno da realizzare. Un sogno che diventa un’impellenza per cui non esiste il tasto pausa. Che tu sia uno startupper, un aspirante scrittore o voglia vincere il nobel della chimica, se hai un sogno grande e ambizioso, se vuoi realizzare qualcosa che tutti ti dicono essere fuori dalla tua portata, allora non puoi non rivedere qualcosa di te nei volti e nelle storie di X Factor. Storie di underdog, di sconosciuti che in pochi mesi, da zero, vogliono arrivare al tanto ambìto contratto discografico con Sony Music Italy. Migliaia di cantanti e gruppi talentuosi, anche dopo anni di gavetta e performance, di complimenti e riconoscimenti, non si avvicinano neanche lontanamente a questo traguardo.

Chi sono gli underdog? Il termine, non ancora pienamente diffuso in Italia, è usato per indicare chi parte senza alcun vantaggio, senza alcuna spinta, anzi spesso con punti e strada da recuperare. Chi è convinto di incidere un disco senza aver mai preso una lezione di canto è un underdog. Chi si vede in concerto a San Siro, davanti a migliaia di fan urlanti, come next step dei video autoprodotti e caricati su YouTube dalla cameretta è sicuramente un underdog.

Dopo anni di classica fruizione da divano per la prima volta ho avuto l’opportunità di assistere ai Bootcamp! Fingo che sia per lavoro, ma nessuno nella redazione ci crede. Per chi non conoscesse l’iter che seguono gli aspiranti talenti, i Bootcamp sono la fase dopo le Audizioni in giro per l’Italia (una chance per tutti) e prima degli Home Visit (a un passo dai live). Sul palco, davanti ai 4 giudici – Morgan, Fedez, Victoria Cabello e Mika – sono arrivati quelli bravi, chiaro, ma a rimanere impressi nel pubblico presente sono quelli con qualcosa in più di una bella voce. Sono quelli con una storia da raccontare. In poche parole, nei gesti, nel look, non serve altro per diventare idoli istantanei. Da perfetti sconosciuti a nuovi eroi in 5 secondi. Una dinamica potentissima, un botta e risposta tra palco e pubblico.

Molto di più di quanto immaginassi. E più passano i minuti e più smetto di guardare il palco e giro la testa verso quelli che ho eletto a ‘veri protagonisti’ di X Factor: le persone, di tutte le età, presenti nel pubblico. Sono una forza, urlano, cantano, battono le mani a tempo (cosa che io non sono mai riuscita a fare e quindi mi astengo), si arrabbiano, battono i piedi a terra e tutto il Forum trema. Li guardo ammirata. Loro sono già dentro una storia che per tutti gli altri inizierà su Sky Uno solo a settembre.

Sono spettatori privilegiati e complici consapevoli. Sanno che non possono dire a nessuno quanto stanno vedendo, sanno che rovinerebbero la storia di cui vogliono far parte se rivelassero nomi o meccanismi del format.

X Factor – Bootcamp 2014

Tutto ciò è difficilissimo, in particolare per i più giovani, una generazione votata alla condivisione social di tutto, tuttissimo, subito. Abituati a postare, twittare e taggare anche le cose più ordinarie, hanno le dita che fremono sugli smartphone, lottano tra la tentazione, fortissima, di infrangere la regola condivisa, perché ciò che avrebbero da dire sarebbe eccezionale, decine di like assicurati. Ma alla fine resistono, il gioco è ancora una volta salvo.

Alla mia sinistra una coppia. Lui è un giovane barbuto, un quasi-hipster di provincia arrivato a Milano apposta per vedere i Bootcamp. Lo so perché nell’attesa delle esibizioni il pubblico è stato interpellato con alzata di mano È la prima volta che siete con noi?, Chi è di Milano?, Chi era con noi a Roma?… Lui, come tanti altri, c’era. Oggi stringe la mano della fidanzata, non la molla neanche un secondo. Neanche quando tutto si ferma per una brevissima pausa – nuove batterie nei microfoni, un po’ di cipria per Victoria e tanto gel nei capelli di Morgan – le molla la mano. Finisce un’esibizione e le loro nocche sono sempre più bianche, la circolazione è bloccata, così come il fiato è sospeso. Attendono il giudizio. Lui dice qualcosa nell’orecchio a lei, sottovoce come se qualcuno lo potesse sentire. Il giudice chiamato a esprimersi è Morgan. Un sì o un no. Un dentro o un fuori.

Scelta sospesa, protratta. Morgan è come lo si vede in tv. Riflessivo e analitico, stratega e attento a ogni parola che dice. Costruisce insieme al pubblico, col fiato sospeso, un ragionamento il cui punto d’arrivo sarà chiaro solo alla fine. È davvero come in tv, e la tensione c’è già tutta, la narrazione è già al climax, non servono puntate su puntate per affezionarsi ai giovani talenti. Il pubblico ha già scelto. È già innamorato. Sono bastati 5 secondi per schierarsi: sì, SI, SIIIIIIII, dentro!, MORGAAAAAN, daiiiiii, ti pregooo…

Fuori.

Mentre Morgan argomenta e motiva io giro la testa verso i miei vicini. Lei scuote la testa, sinceramente delusa. Lui la bacia e le dice ‘andrà meglio con il prossimo’.

Standing ovation per chi ha preso il No. L’underdog non sempre ce la fa. Ma se è tale accetta questa come tappa necessaria e in qualche modo giusta.

Morgan si gira, si rivolge al quinto giudice, il pubblico oggi impotente, “Si entra e si esce dalla popolarità. È così”.

Davvero X Factor è solo un talent? Davvero è solo un programma televisivo?

– Giulia Marzagalli –

X Factor 2014: non un semplice talent
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Redazione

Una redazione guidata da donne che amano i libri, la musica, i viaggi e la creatività. Qui raccontiamo storie, progetti, desideri e visioni delle donne che incontriamo.

1 commento

  1. Claudia

    Come faccio a mettermi in contatto con la redazione per qualche domanda?
    Avete un indirizzo mail specifico?
    Grazie mille
    Buona giornata
    Claudia

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