UN VIDEO SELFIE DELLE HIPSTER MUSULMANE

Con autoironia si definiscono ‘mipsterz’ (muslim+hypster), le hipster musulmane che in America sono già un movimento culturale.

Portano la hijab (il velo sulla testa) e i tacchi alti, vestono con gli stessi misteriosi criteri di stile, materiali e accostamenti delle mille culture della moda contemporanea, si ritrovano e fanno più o meno le cose che fanno tutte le giovani americane metropolitane, dallo sport allo smalto, dal trucco agli accessori alla musica, alla tecnologia.

L’idea di farsi un’autoritratto per raccontare sé stessa, il proprio mondo e la propria storia in una clip è venuta a Layla Shaikley, irachena nata a Los Angeles, architetto e ricercatrice al Mit Media Lab di Boston.

Stufa degli stereotipi che ancora imperversano nelle menti degli americani intorno alla cultura musulmana (bombe, terrorismo, sottomissione femminile, violenza, oppressione, …) decide di provare a smontarli con una contronarrazione creativa, leggera e divertente sullo stile di vita, le abitudini, i gusti di una dozzina di giovani musulmane-americane.

Sceglie il linguaggio contemporaneo per eccellenza e gira un video, hip-hop style, co-prodotto con la casa di produzione Shaikh and Bake, colonna sonora Somewhere in America del rapper Jay Z, lo carica su youtube, centomila visualizzazioni nei primi due giorni, ed ecco che il suo obiettivo è raggiunto, come dice lei stessa rivolgendosi a tutti coloro che si sentono emarginati: ‘Raccontate la vostra storia. Non lasciate che altri la raccontino al posto vostro’.

Nel video colpiscono il look, l’aria allegra e gli occhi fieri e consapevoli di giovani donne islamiche che vivono la loro evidente diversità come condizione scelta e non imposta, da esprimere e far conoscere meglio a tutti, non solo agli americani.

Oggetto simbolo della voglia di rimanere se stesse pur nell’inevitabile integrazione culturale nel paese in cui sono nate, la hijab a stelle e strisce usata da una di loro, una spadaccina che si toglie la maschera e svela il suo velo che più patriottico di così non si può.

Tra trend, moda, fede, musica e cultura, questo manifesto culturale rivendica il diritto e la voglia di raccontarsi con la propria voce per provare a de-colonizzare, almeno un po’, le menti occidentali ancora piene di simboli e di pre-concetti islamofobi.

L’identità, d’altra parte, si costruisce nel rapporto con gli altri e per differenza. E’ in continua evoluzione e perciò si può contribuire a ridefinirla partendo proprio dall’interno di quell’occidente che di fatto è ancora il punto di vista più potente e influente nel raccontare il resto del mondo.

AUTORITRATTO DELLE MIPSTERZ AMERICANE
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Redazione

Una redazione guidata da donne che amano i libri, la musica, i viaggi e la creatività. Qui raccontiamo storie, progetti, desideri e visioni delle donne che incontriamo.

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