Basilea per le artoholic* equivale alla fiera d’arte contemporanea più grande del mondo. Ma la città affacciata sulle rive del Reno non è solo questo, in particolare offre alcuni ristoranti in cui vale la pena di fare un salto, o meglio, un tuffo.

Con due edizioni trapiantate a Miami e Hong Kong oltre alla vicina Svizzera, Art Basel è sicuramente la meta adatta per chi vuole e può concedersi di fare shopping sfrenato nel mondo dell’arte. Un’ottima occasione per osservare da vicino opere d’arte contemporanea di tutte le taglie e per tutti i gusti, riunite in un’unica sede prima che vengano sparpagliate nei musei di mezzo mondo o celate in esclusive collezioni private. Le esposizioni e gli eventi collegati sono un turbinio di appuntamenti sempre assolutamente da non perdere, a costo di sfiorare il dono dell’ubiquità. Che tu sia una rodata addetta ai lavori o una neofita di passaggio, prima o poi arriva anche il momento di mangiare un boccone all’altezza della situazione.

I maestri del passato e la sperimentazione del presente nella passata edizione di Art Basel Switzerland:

Photo credits Artbasel.com

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Tra le mostre previste dal densissimo programma di quest’anno c’è anche 14 rooms presso la Fondazione Beyeler, il cui spettacolare spazio architettonico è stato concepito dallo studio Herzog & de Meuron. Lo stesso duo di archistar originario di Basilea ha progettato anche gli interni del ristorante Volkhaus, collocato in Rebgasse 12-14. Fedele allo stile delle sale così com’erano nel 1925, il recente restyling arricchisce l’eleganza del passato con un’estetica attuale e coerente con l’animo elvetico. Ce lo raccontano perfino i bagni, interamente tappezzati d’ingrandimenti di stampe antiche, che danno l’idea di essere tra le pagine di un libro d’epoca. Provvista di bar, giardino esterno dove sorseggiare una birra ghiacciata e brasserie, la Volkhaus è adatta per qualsiasi pasto della giornata e qualsiasi compagnia.

Photo credits Adriano Biondo

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Il fusion è arrivato da tempo anche nella terra di Heidi. A Basilea potete scegliere tra i piattini di sushi che scorrono magicamente da soli grazie al trasportatore magnetico ideato appositamente per Noohn. Uno spazioso ristorante euroasiatico dall’arredamento essenziale e rigoroso. Collocato in Henric Petri-Strasse 12, giusto a due passi dal museo di belle arti e dalla kunsthalle, Noonh si presta per una cena a base di sofisticati sapori orientali, magari scegliendo la terrazza con vista sui pinnacoli di Elisabethenkirche.

Photo credits Noohn.ch

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Fuori dall’esplosione di stimoli della fiera, una delle attrazioni di cui approfittare nella bella stagione è il fiume Reno che attraversa la città. In giugno le rive colorate dai fiori spontanei di altea pallida sono collegate dai caratteristici fahre, traghetti di legno fissati a un cavo e spinti soltanto dalla corrente. Perché non godere del panorama fluviale dalla palafitta del Ristorante Veronica? Costruita praticamente sul Reno, questa ex stazione balneare si presta a un drink in compagnia o a un pasto informale a base di cibo rigorosamente bio, godendosi il sole o il fresco della sera.

Photo credits dasbreitehotel

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Photo credits Juri Weiss

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Chi è sufficientemente fiduciosa delle proprie capacità di nuotatrice può scegliere uno dei tanti punti lungo la Rheinweg dove scendere in acqua. La banchina dietro al museo Tinguely è tra le discese più consigliate e consente di proseguire la gita artistica con qualche bracciata. Non sapete dove lasciare la vostra mise da babe at the museum ? Niente paura, molti negozi sono provvisti di simpatiche borse impermeabili a forma di pesce che forniscono un leggero aiuto al galleggiamento e in cui è possibile mettere al riparo i propri averi mentre si sguazza. Esiste anche un’applicazione  che consente di sapere se la temperatura dell’acqua è abbordabile e quali sono le scalette di discesa più vicine a voi. Così al ritorno avrete ben altro da raccontare oltre ad Art Basel!

 

* L’influente collezionista e fondatore di un’agenzia di comunicazione globale Charles Saatchi si è autodefinito artoholic – fusione ironica tra le parole inglesi arte e alcolista – per rendere l’idea della sua passione per il mondo dell’arte contemporanea. Il libro con le sue risposte alle interviste di critici, giornalisti e semplici appassionati è pubblicato in italiano da Phaidon con il titolo Il mio nome è Charles Saatchi e sono un artolico.

Basilea oltre Art Basel
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Redazione

Una redazione guidata da donne che amano i libri, la musica, i viaggi e la creatività. Qui raccontiamo storie, progetti, desideri e visioni delle donne che incontriamo.

1 commento

  1. Chiara

    Ciao! Sono Chiara, founder del lifestyle blog chiarascoffeetable.com, dove scrivo delle persone fantastiche che incontro tutti a giorni a Pechino, dove vivo e lavoro come architetto da quasi cinque anni. Avevo letto di girlitude, oggi ho dato uno sguardo e mi piace tantissimo il modo in cui donne di fronte ad una tastiera raccontano di quello che amano! Vi scrivo perché mi piacerebbe tantissimo contribuire, scrivendo di quello che succede in questa parte del mondo in termini di moda, cibo, arte, libri. Vi prego di mettervi in contatto con me se pensate possa essere interessante. Non vedo l’ora di essere parte di Girlitude!

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