Mangiare, comodamente seduti a tavola, è la più socializzante delle esperienze. E funziona bene non solo alle riunioni di famiglia ma anche tra sconosciuti. Perché con la pancia piena, le papille gustative soddisfatte e un bicchiere di vino si è più disposti alla chiacchiera. Questo potrebbe essere il motto di EatWith, letteralmente “Mangia Con”, un servizio on line che connette i turisti con gli abitanti della città visitata, per un pranzo o una cena informale.

Si mangia a casa dei residenti, che accolgono viaggiatori desiderosi non solo di cibo tradizionale ma anche, e soprattutto, di racconti e suggerimenti su cosa fare o visitare. EatWith incarna una nuova forma di convivialità domestica, un’ibridazione tra pubblico e privato, tra ristorante e sala da pranzo, per cui semplici appassionati di cucina aprono casa propria a un pubblico di ‘nuovi amici’.

Photo credits www.eatwith.com

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Per i turisti la cifra da pagare è contenuta e competitiva rispetto ai canonici ristoranti e il valore aggiunto è da un lato la genuinità del menù, semplice e sostanzioso, dall’altro il sentirsi a casa, accolti come ‘membri temporanei’ della famiglia. Il modo migliore per immergersi nella cultura visitata, per fare amicizia e scoprire dettagli e informazioni che nessuna guida riporta.

Più o meno in questo modo è nato il sito, ideato dal giovane israeliano Guy Michlin. Durante una vacanza a Creta Guy, stanco di cenare ogni sera al ristorante, ha conosciuto una famiglia isolana e gli ha chiesto se poteva cenare da loro. Il cibo, unito ai consigli e all’ambiente creatosi, sono stati per lui il momento più bello della vacanza.

Il funzionamento di EatWith è semplicissimo, sul sito si trovano i profili di chi apre le porte di casa propria, con tutte le specifiche sul menù, la location e le date disponibili. In pochi clic si porta a termine l’iscrizione all’evento. Al momento sono coperti una ventina di paesi, dagli Stati Uniti al Giappone, dall’Argentina all’Olanda, e anche l’Italia. La possibilità è quindi doppia, provare il servizio in occasione del prossimo viaggio o, magari, decidere di vestire i panni dell’oste. In questo caso va ricordato che non si deve essere dei veri cuochi, ma saper fare almeno una pasta al pomodoro che non faccia sfigurare l’immaginario della cucina made in Italy è meglio!

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Redazione

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